mercoledì 29 ottobre 2014

Le riflessioni sulla vita di cui non avevate bisogno e Asinochileggeancora



(Eleonora di Asinochileggeancora, il castello di Bellinzona e la scultura di Chizu Kobayashi per l'asina) 

Càpita così che l'anno scorso verso Settembre -un breve resumen qui- venissi invitata a Cagliari dall'attuale AIFB (Associazione Food Blogger Italia) per una tre-giorni approfondimento e valorizzazione della cultura mediterranea molto bella.
Non mi ri-dilungherò sui vari "what da fuck am I doing there fra tutte queste foodblogger vere e super appassionate", e nemmeno sul quanto fosse stato bello incontrare persone nuove.
Mi dilungherò invece sullo stato d'animo mio #unbelpipponenonvelotoglienessuno

Era un periodo terribile l'anno scorso di questi tempi, reduce da un'estate passata a interrogarmi e martoriarmi sul che cosa farò ora/ sto crescendo/devo prendere una decisione. 
Fermo restando che lavoro per scelta da quando ho 14 anni, sono laureata e non è mai stato un problema il non sapere cosa fare un domani basta che intanto stia lavorando/mi piace quello che faccio/riesca a mantenermi, quell'estate mi era presa malissimo, complici anche vicissitudini sentimentali non proprio stabili e che mi avevano fatto interrogare tanto sul senso di un po' tutto.



Arrivo a Cagliari con tutti gli interrogativi di sto mondo e càpita che per qualche ragione comincio a rilassarmi, non a essere la cazzona che sono oggi e che ero prima, anzi piuttosto seriosa, ma mi rilasso e la prendo bene.
Fra le varie persone che conosco e vedo per la prima volta, conosco Eleonora.
Impossibile non notarla anche se eravamo 40 perché è bellissima e smart, simpatica di quella simpatia un po' cogliona che piace a me.
E perché è svizzera.
L'unica oltrestivale era lei, che è arrivata dalla Svizzera nel terzo mondo Italia con un quintale di cioccolatini che ho provveduto a saccheggiare manco non avessi mai visto del cioccolato.
Passano serate in quella Cagliari meravigliosa e ancora estiva, passano corsi di cucina mediterranea e cene al porto e abbuffate epiche e la conosco meglio, e una sera a un tavolino in cui a sera tarda ci eravamo isolate in quattro lei racconta la sua storia, i suoi dubbi, il suo trascorso a Parigi, il suo anno al Cordon Bleu, i suoi corsi di cucina.
Per un'appassionata di cucina come me tutto questo è sinfonia, ci sarebbero duemiliardi di particolari che avrebbero realmente potuto farmi innamorare di lei, ma mi innamoro di lei per quello meno evidente probabilmente -dai su indovinate

Alla domanda "ma perché hai aperto un blog" ogni foodblogger sempre se la mena un po' e finge umiltà dicendo "volevo catalogare tutte le mie ricette in modo da non perderle".

Sì certo, trullallero.
E talvolta mi verrebbe da rispondere "se dovevi solo trascriverle spiegami perchècazzo perdi ore a cercare la luce perfette, hai una reflex da miliardi e perdi tempo a scrivere allora".

Molto meglio una verità sincera, del tipo "Mi ritengo di aver qualcosa da insegnare", o nel mio caso "Volevo trovare interlocutori che avessero il mio stesso interesse e poter parlare con persone che come me si commuovessero davanti alla perfezione di un piatto".




Eleonora no, si firma con lo pseudonimo Elvira Coot e ammette con tutta l'umiltà di questo mondo

"Ero curiosa di vedere se potesse interessare qualcosa di quello che lei scriveva, usando uno pseudonimo, se avessi scritto con il mio nome in Svizzera sanno chi sono e non sarebbe stata la stessa cosa."
Mi ghiaccia immediatamente e penso al disagio (mia parola preferita) che questa povera creatura meravigliosa svizzera deve avere addosso per scrivere sotto pseudonimo, e diventa subito la mia preferita.
Ora non vi sto a spiegare nessi della sua vita privata, siate pur liberi di pensare che scriva sotto pseudonimo perché cinque anni fa ha accoltellato la sua dog-sitter e ora deve riscattare la sua immagine agli occhi dell'opinione pubblica del Canton Ticino, o che sia scappata di casa a tredici anni e non vuole che i suoi genitori la trovino.
I motivi sono ben altri e ben più felici, ma non è questo che ci interessa.

Dopo Cagliari continuiamo a sentirci con regolarità e le prometto che sarei andata a trovarla in Svizzera, e così è, a Maggio di quest'anno.
Una gita da pazza, in macchina da sola fino a Bellinzona e poi fino a Lucerna, solo perché realmente avevo voglia di vederla.
Involontariamente in me aveva gettato un seme di luce, la sua positività e determinazione contagiano.
Forse perché è un po' come me, Eleonora ironizza, sulla vita su se stessa, con quell'atteggiamento che a volte può passare per faciloneria e di cui spesso accusano anche me "sembra sempre che tu sia pressapochista, che per te tutto sia facile".
Mentre invece no, non c'è niente di facile, e l'autoironia o la coglionaggine a mio avviso sono proprie di quelle persone che si interrogano più degli altri ma che sono 2.0, hanno pensato, elaborato la cosa, e ora possono ridercene sopra.

Eleonora racconta del suo ragazzo, Matteo, di come l'ha cambiata e spinta a credere nei suoi sogni, a non smettere di cercare quello che realmente volesse dalla sua vita, di come l'abbia spinta lui a fare il corso a Parigi e, nel momento in cui il suo lavoro in una multinazionale famosa non le piaceva più, avesse mollato baracca e burattini e fossero partiti insieme per 100 giorni in Asia, nei paesi più poveri.  Per ristabilire un contatto con le priorità della vita, perché delle volte ci imparanoiamo davvero sulle cazzate, abbiamo tutto e non ce ne rendiamo conto. E vedere chi davvero non ha nulla, ristabilire un contatto con se stessi e con quello che davvero conta nella vita è fondamentale.
Improvvisamente il capo stronzo della multinazionale per cui lavora diventa il nulla.
Amo già anche Matteo solamente per quello che lei mi racconta di lui, perché credo sia meraviglioso avere a fianco una persona che ti sproni a dare il meglio di te, e che si sappia godere la vita.

"Matteo mi ha insegnato a godermi la vita, pensa che da piccola ero talmente sfigata che per paura di rovinare le cose non le usavo. Ho trovato ieri un pacchetto di adesivi che adoravo e tenevo gelosamente chiusi in un cassetto. E ora? Ho 28 anni e per me sono due adesivi del cavolo, li avessi usati da piccola sarei sicuro stata meno sfigata e più felice".



E niente, questo post aveva l'intento di presentarvela e farla amare anche voi, lei e il suo meraviglioso blog "Asino chi legge ancora", in cui si trovano realmente ricette, molto molto valide (io devo averne riproposte due o tre qui) e la sua vita, la quotidianità con Zac il cagnone e le sue peripezie.

E il viaggio in Asia, che è disegnato con un segnalibro sulla destra nella HomePage, A come Asia, e che io, avendola conosciuta dopo, mi ritrovo a ripercorrere a ritroso nelle mattine all'alba in cui mi sveglio troppo presto, leggo un po' qua e sogno con qualche foto di la.

Ieri Eleonora mi è venuta a trovare a Santarcangelo, due giorni meravigliosi e intensi come due mesi, al mare in collina in paese e di nuovo al mare.
Avrei voluto farle vedere tutto, farle conoscere tutti ma il tempo era davvero troppo poco, ma è comunque servito a rimettermi in linea con tante cose, a "far tornare la quadra".
Sono rari quegli amici con cui parli senza frontiere né dogana, perché siete sulla stessa lunghezza d'onda, quegli amici che ammiri incondizionatamente anche se a troppikmdidistanza e a cui vuoi bene e per cui vuoi sempre il meglio.
Che non importa quanto vi vediate, hanno gettato luce in te e involontariamente fatto tornare il sereno, e non puoi che esser colmo di gratitudine, per averli come amici e per come ti hanno portato ad essere.

Ripropongo in caso ve li siate persi i Miroirs di Eleonora, i miei biscotti preferiti, una nuvola meravigliosa che dovete assolutamente provare.

p.s. con questi Collage partecipo ufficialmente a tutti i contest "Collage di merda" presenti sulla rete, vi prego toglietemi questa app, sembro regredita ai dieci anni.



Miroirs con confettura di fichi

Ingredienti

250g burro
100g zucchero al velo
2 cucchiaini di zucchero vanigliato
1 pizzico di sale
1 albume
350g farina
200g circa di marmellate varie


Procedimento


Ammollare il burro in una ciotola e aggiungere lo zucchero al velo, quello vanigliato e il sale.

 Lavorare finché la massa diventa bianca. 
Aggiungere un albume leggermente sbattuto (con una forchetta) e incorporarlo.
Aggiungere la farina e lavorare finché diventa una pasta, formare una palla e mettere in fresco per 1h.
Togliere l'impasto dal frigorifero e lasciare riposare a temperatura ambiente per 30 minuti circa. Riscaldare il forno a 200°C.
Spianare la pasta (in un sacco di plastica, nella pellicola o facendo molta attenzione) a 2mm di spessore e con l'aiuto di un coppapasta tagliare delle formine. Nella metà delle formine creare un buchino nel mezzo (ci sono i coppapasta creati appositamente, altrimenti prendetene di due forme diverse). Disporrei biscotti su una placca provvista di carta da forno e lasciar riposare al fresco per 15 minuti.

Infornare per 6-8 minuti e lasciare raffreddare su una griglia.
In un pentolino far scaldare la marmellata finché diventa liquida. 
Cospargere la metà di biscotti senza buco (senza esagerare) e spolverare la metà col buco di zucchero al velo. Unire.

mercoledì 8 ottobre 2014

Vivì Enoteca con cucina, una cenetta romantica in un ambiente raffinato e elegante in centro a Cesena.


Un posticino meraviglioso di cui avrei voluto parlare già da un mesetto ma si sa, il tempo è tiranno, è l'Enoteca con cucina Vivì, a Cesena. 
Anticipiamo le dovute premesse: Cesena è la mia città preferita nel circondario, dieci spanne sopra a Rimini in ogni cosa pur non avendo il mare e soprattutto molto alternativa e ricercata nei gusti. 
Ho sofferto molto i primi anni del liceo quando erano le sette del mattino e io dovevo prendere l'autobus che mi avrebbe portato a Rimini mentre le mie amichette se ne salivano sul treno (cosa a quei tempi molto avanguardistica per me) e se ne andavano a Cesena, e da sempre ha rappresentato una città-evasione, un posto in cui so che se vado sto bene e tornerò sicuramente a casa con qualche input in più o qualche link che voglio approfondire.


(dall'alto: le nostre polpettine con le patate arrosto, le giapponesine di fianco a noi che, adorabili, si sono messe in posa sorridendo quando ho scattato, la selezione di torte del mattino, e la piantina di alchechengi, mia pianta preferita) 

Stesso discorso vale per i locali, ne avevo già parlato qui quest'estate, di quanto mi fosse stato impossibile trovare un bar o caffetteria realmente cosy a Rimini e di quanto invece a Cesena ci fosse l'imbarazzo della scelta. Una scelta curata, con proposte diverse, con stili e ambienti diversi, un'offerta che attesta che dietro vi è uno studio e cretività, e non improvvisazione.
Poco tempo fa dicevo, era l'ultimo appuntamento con i miei amici il mio club del subbuteo del Team Spritz estivo per salutare Annette che se ne tornava a Parigi. 
Annette amica d'infanzia e di compiti con le matite colorate e le penne con i brillantini, Annette amica di una vita che ora fa il dottorato a Parigi e starà tre anni nella Ville Lumière. Beata.
Annette che ci mancherà tanto, con la sua risata che illumina i cuori e il suo thisagio interiore.
Annette strafiga che ogni mio amico si innamora di lei. Puntualmente.

( La saletta romantica e retrò meravigliosa, il mascarpone con gli amaretti e il cioccolato, divino.
E gli involtini di crudo e caciottina sciolta al forno, con patate e aceto balsamico)

I ragazzi di Vivì si sono imposti all'attenzione dei non cesenati e di quelli un po' tardi come me nello scoprire le cose- quest'estate, grazie alla Scamporella
Un pic-nic meraviglioso organizzato in campagna, con cestini pieni di ogni bendidio e  palloncini e voglia di stare all'aria aperta e socializzare con gli altri. Nell'inverno però gestiscono da due annetti credo l'Enoteca Vivì, che sorprende per prima cosa in quanto è in pieno centro, a due passi dalla celebre Biblioteca Malatestiana
Il locale unisce diversi stili, dalle sedie e i tavoli sbrecciati alla luce soffusa e le candeline, ai vasi di vetro con dentro i fiori, è impossibile definire uno stile preciso. Il risultato però è un ambiente raffinatissimo ed elegante, con poltrone in pelle e poltrone vecchie, salette riservate per i più romantici  e sala più grande per i gruppetti di amici come noi.
Vivì è un locale estremamente romantico e retrò, un ambiente per sognatori che amano il buon cibo, il buon vino e magari nel frattempo ascoltare Louis Armstrong o jazz.



( I crostini. La foto purtroppo non rende giustizia alla loro bontà. Studiatini e non scontati, abbinamenti molto buoni. Sulla sinistra in fondo, i numeri dei tavoli. Me ne sono innamorata subito A ogni numero corrisponde una località del cesenate, e sono le piastrelle che trovereste a casa vostra fuori dal cancello)

La cosa sorprendente è che Vivì è aperto praticamente sempre. 
Dalle colazioni con cappuccino ottime torte fatte in casa al caffè di metà mattina, all'aperitivo e poi per cena e dopocena per un calice di vino.
Un locale che riesce a soddisfare la sua clientela in ogni momento della giornata, e di questi tempi avere una proposta così ampia ed essere impeccabili è difficile.
Il personale è molto gentile e simpatico, alla mano in quella maniera sfacciata e cordiale che solo i romagnoli hanno, con cui si entra in empatia subito e ci si può prendere in giro simpaticamente anche se non ci si è mai visti prima, perchè si è già amici. 
Molto preparati sul versante vini, hanno una carta superfornita e sanno consigliarti con le loro migliori proposte.
Ora sono curiosa di provarlo per colazione e aperitivo, per il cena e dopocena è già un'isola felice in cui passerò molte domeniche invernali.

Enoteca con cucina Vivì
Via Cesare Battisti 1, Cesena

sabato 4 ottobre 2014

Nodini di Vitello in Prosciutto di Parma e Marsala e mele caramellate

Come ho blaterato tutta quest'estate mentre sorseggiavo cocktail fantasmagorici e mi facevo il tour degli aperitivi della Romagna (come il sindaco di Rimini -Gnassi ndr- vorrebbe facesse ogni riminese), era da tempo che desideravo tornare a pubblicare ricette.
Non tornare a essere foodblogger, ma comunque pubblicare qualcosa di tanto in tanto.
Le cose purtroppo stanno così: quando questa passione del cibo è cominciata a diventare totale ho iniziato a lavorare prima nelle cucine di ristoranti e poi in pasticceria. 
E va da sè che dopo otto/dieci ore in un laboratorio torni a casa e la voglia di metterti a spadellare è zero. 
Dopo la lista di biscotti dell'Avvento di Dicembre scorso avevo messo in stand-by le ricette e invece ora eccomi qui, complice un bel progetto in cui sono stata coinvolta da A&O e Famila, un partner in cucina con cui collaborare di importanza nazionale.

Insieme a me altre quattro foodblogger molto brave: Chiara di La Cucina dello Stivale, Claudia di Le ricette dell'Amore Vero, La Greg di La Greg e Sara di Magie dal Forno.


Vi proporremo ogni mese una ricetta con un ingrediente di stagione, come suggerimento in cucina e per stimolare la vostra creatività nella creazione di piatti che abbiano quell'ingrediente.
Se siete residenti in Emilia Romagna e Marche potrete sfidarci e pubblicare anche voi la vostra ricetta sul portale scrivilatuaricetta e concorrere alla vincita di due buoni spesa nei supermercati del valore di 100 euro e 50 euro. 
Dovrete solo farvi la tesserina del supermercato Famila più vicino, potrete richiederla gratuitamente in qualunque punto vendita.
Più ricette si postano più si ha possibilità di vincere.

Ora mi immagino già certi loschi individui lettori di questo blog alle prese con ogni tipo di mela, barboni clochard che non siete altro :)

Per questo mese volevo stupirvi con effetti speciali ma non ce l'ho fatta.

Volevo un qualcosa che non fosse dolce sennò mi scassate la uallera che pubblico solo dolci e quindi lesvoilà un bel secondo che è veramente di facilissima realizzazione e pronto a soprendere i vostri commensali, i Nodini di Vitello avvolti nel prosciutto di Parma sfumati al Marsala e mele caramellate.
Enjoy.

Nodini di Vitello in Prosciutto di Parma e Marsala e mele caramellate


Ingredienti:

4 Nodini di vitello
Prosciutto di Parma
2 Mele
Zucchero di canna
Marsala (facoltativo)
burro
alloro

Procedimento:

Tagliare le mele a fettine sottili e farle rosolare in padella con una noce di burro abbondante e una bustina di zucchero di canna.
Nel frattempo arrotolare con precisione le fettine di prosciutto crudo attorno ai nodini e fissarle con degli stuzzicadenti fino a cottura ultimata.
Far soffriggere un po' di olio evo con uno la foglia di alloro e far cuocere bene da entrambi i lati i nodini. 
Salare leggermente -il prosciutto di per sè rilascerà grasso e salerà ulteriormente.
Disporre i nodini e le mele nel piatto -sempre ammesso che siate riusciti a non finire le mele caramellate prima di questo momento :)

martedì 30 settembre 2014

Sol y Mar a Riccione, il bistrot ristorantino sulla spiaggia che vorrei avere io.






 primo piatto di Spaghettoni del Pastificio Mancini in acqua di olive con pomodorini passiti, colatura e alici affumicate, la lampada della ceramista Ramina, sempre belle, e come antipasto sotto fiori di zucca ai gamberi e ricotta su passatina di pomodoro fresco e pinoli

Succede così che Sabato mi viene a trovare l'amica hippie scoppiata Elena per passare insieme due giorni e fare tutti i nostri giri da esaurite per la città. 
E quando dico giri da esaurite intendo quelle cose da fissate tipo andare alla scoperta di 10 locali all'ora/guardare dettagli/commentare stile/bustine di zucchero/impiattamento/servizio
Una di quelle cose che o sei come noi -e non te lo auguro- oppure uscire con persone come noi può rivelarsi da camicione di forza.
Tralascio tutte le delucidazioni del caso riguardanti la scelta del dove andiamo per pranzo/ cosa ordiniamo e la faccio breve, abbiamo avuto la grande fortuna di trovare l'ultimo posticino per due al Sol Y Mar
Cosa che la domenica a pranzo vista la giornata meravigliosa e la sua posizione proprio sul mare è stato veramente un caso raro.


















Al costo di tre euro la mise en place che comprende pane alle noci delizioso, panini al burro e cereali, spianatina al rosmarino e sale grosso, tutto molto francese. Vi verrà inoltre servito aperitivo di benvenuto e come dessert incluso nella mise en place ci sono queste due cocottine di creme brulèe alla vaniglia

Il Ristorantino sulla spiaggia Sol y Mar si trova sul lungomare di Riccione, in un angolino della spiaggia libera là dove ci sono le colonie abbandonate, ed è decisamente nascosto. 
E da qui è nata con Elena una riflessione sul fatto che questo ristorantino che unisce tantissimi stili e un'eleganza unica, potrebbe realmente da solo riqualificare tutta la zona, che invece è lasciata un po' abbandonata a sè, con le colonie dai vetri rotti dal 1980.
Sono a conoscenza della sua esistenza da più o meno secoli, ma, complice la sua posizione defilata era sempre rimasto lì nella wishlist. 
Abbiamo deciso per quello in quanto Elena è vegana, e dovevamo trovare un locale che soddisfacesse anche le sue esigenze, e nel riminese riccionese la proposta è ancora molto bassa.

Il locale è meraviglioso, tutto bianco e uno stile che a tratti sembra shabby con le gabbiette e i barattoli che contengono messaggi su fogli di carta, e a tratti ti sembra di pranzare in un ristorantino provenzale, con le bottigliette di succhi di frutta e un mazzolino di fiori dentro. 
Appena entrata ho pensato subito che questo è il genere di locale che vorrei avere io, con mia mamma. Molto moltissimo del gusto estetico che ho in tutto l'ho ereditato da lei, e sogno nel cassetto è aprire un giorno qualcosa insieme che unisca tutte le cose che abbiamo visto e ci piacciono.
Se ci capiti in estate e hai la fortuna di poter mangiare nella verandina sul mare, beh... l'esperienza di evasione diventa totale. 


Antipasto di fiori di zucca ai gamberi e ricotta su passatina di pomodoro e pinoli e di sfondo gli strozzapreti al ragù di seitan

Il menù ha tantissime proposte di pesce ma non disdegna nemmeno i vegetariani appunto e i vegani, con proposte dall'antipasto al dolce anche per loro. 
Presente anche un menù bimbo creativo e su misura.
Non abbiamo deciso per l'opzione Menù Creativo anche se sapevo che i Gamberoni alla Greca del Sol y Mar sono decisamente da provare. Tornerò.

Abbiamo invece scelto io come antipasto fiori di zucca ai gamberi e ricotta (13 euro) e lei strozzapreti al ragù di seitan (per me buoni, secondo Elena un po' troppo acquosi) e come primo io Spaghettoni all'acqua d'olive con pomodorini passiti e colatura di alici affumicate (11 euro).
Sia i fiori di zucca che gli spaghettoni erano veramente eccellenti. 
C'è da unirsi a questo una cura nei dettagli nella mise en place attentissima, avrei voluto fermare tutti i camerieri che uscivano con le fritture di pesce o gli antipasti per fotografare ogni singolo piatto.

La proprietaria, Barbara, che quest'anno ha festeggiato i vent'anni di attività insieme al marito (ma il locale è in questa veste solo da quattro anni) si aggira fra i tavoli con la leggiadria di una fatina bon ton, è nel suo locale, nel suo ambiente e tutto intorno rispecchia il suo modo di essere leggero e di classe. 
Unica nota i camerieri non sembrano essere in sintonia con lei, bravi per carità ma non all'altezza di questo ambiente a mio avviso, troppo distratti e non sulla sua stessa lunghezza d'onda. 
Ma questa è una mia impressione.

Nota di merito sull'arredamento le ceramiche di Ramina  Lab, di cui ogni tanto mi capita di parlare in qualche post perchè nel riminese non è infrequente trovare sue creazioni in giro per locali. 
Ceramista molto molto brava, che mi fece scoprire Marina di La Tarte Maison anni fa, e di cui anche io ho qualcosina in casa. 

Sol y Mar
Viale d'Annunzio 190, Riccione
www.ristorantesolymar.it

venerdì 26 settembre 2014

Colazione alla Caffetteria bar Duetto a Rimini, fra la darsena e il porto.


Questo è uno di quei posti in cui sono stata talmente tante volte quest'estate che avrei potuto stupirvi con un archivio fotografico. 
Poi, ahimè, Sabato scorso ha deciso di fulminarmisi e porre fine alla sua esistenza il mio hard disk e con lui sono spariti e irrimediabilmente scomparsi milioni di dati, scritti, poesie, fotografie. 
Non mi dilungherò su quanto questo sia in primis doloroso se come me non fai il backup e non hai mai una duplice copia di nulla se non qualche chiavetta sparsa e in secundis quanto questo mi abbia comportato perdite sul lavoro e ritardi su tutti gli altri fronti.

Motivo per cui, sono riuscita fra le varie chiavette a recuperare solo queste foto rubate qua e la durante l'estate, ben lontane dallo splendore di report che mi ero ostinata a fare al Duetto una mattina in compagnia di Alice.
Evabeh.






( Sulla parete della saletta c'è una bellissima foto black and white appesa delle due titolari che sorridono felici. 
Mi è sempre piaciuta perchè si vede la soddisfazione nei loro occhi, trasmettono che il loro progetto gli piace e ci mettono la faccia.)

Il Duetto è una caffetteria che esiste da due annetti, a San Giuliano, in quella via Coletti famosa che collega Rivabella a Rimini e che quest'estate è stata chiusa un bel po' per la distruzione del ponte. 
Esiste da poco tempo rispetto ad altri bar, ma si è imposto subito all'attenzione dei riminesi nonostante non si trovi proprio in centro perchè a gestirlo sono due ragazze sui trentacinque anni estremamente brave e preparate.
E quando dico brave intendo con dell'esperienza, del background di lavoro alle spalle che gli ha permesso di partire già sulla buona strada, con una loro clientela.



Ho parlato con Federica, una delle titolari, due o tre volte. 
Con la sua socia si sono conosciute da Rinaldini, dove hanno lavorato insieme come responsabili della Caffetteria per sette anni e hanno acquisito competenza e professionalità su tutto quello che riguarda il mondo del caffè, hanno scelto per il loro locale la migliore torrefazione. 

Nessuna delle due è pasticciera -cosa che invece mi aveva riportato più di una persona- e hanno scelto una vasta gamma di pasticcerie e laboratori di Rimini da cui rifornirsi di brioche dolci deliziose (quella con la soia e i frutti di bosco è impareggiabile) e briochine salate, muffin salati, torte di diversi tipi.
Il bancone è veramente molto assortito, e potete farvi aiutare da loro per capire tutte le varie tipologie di croissant, sono davvero molto cordiali.

Il locale è bianco e molto moderno,  uno dei pochi moderni che io apprezzi.
Non so cosa sia ma in questo locale l'essenzialità delle forme e il bianco che è il colore predominante riescono comunque a farti sentire a tuo agio, non vedere l'ora di sederti e cominciare il rito della colazione.
Attenzione alla domenica mattina, è sempre molto molto affollato e potreste rischiare di non trovare un tavolo.

Bar Caffetteria Duetto
Via Coletti 66,
Rimini

martedì 23 settembre 2014

La colazione Dalla Jole a Rimini, lì "dove parcheggiano le barche".

Se c'è una colazione che adoro nella sua semplicità e che è veramente un 'evergreen di tutte le estati, è sicuramente quella Dalla Jole al porto di Rimini.
Pensa a una baracchina in stile da Ciro a Mergellina -il re delle colazioni italiane di Napoli-, a tantissime barche dei più svariati colori ormeggiate, a un'alba potente e sopratutto, al cappuccino migliore che tu abbia mai assaggiato.



La Jole apre prestissimo al mattino, verso le sei, ed è sempre stato un punto fermo delle mie estati lavorative sulla riviera romagnola. 
Gli stagionali hanno poca tregua da Maggio a Settembre e cominciano presto, e ritagliarsi momenti di chiacchere o tranquillità familiare come ad esempio le colazioni con mia mamma è sempre stato un problema.
Dalla Jole le persone si alternano e arrivano continuamente, e passandoci in orari diversi si rimane stupiti dalla diversa fauna umana che si incontra. 
Alle sei del mattino i mattinieri come me e i vecchietti che osservano i pescatori rientrare, alle sette cominciano ad arrivare gli uomini in giacca e cravatta e le donne elegantissime che devono entrare in ufficio, e li riconosci perchè hanno fretta alcuni, o si fermano isolati a dare un'occhiata ai quotidiani.
Passate le nove comincia la sfilata delle mamme che hanno lasciato a scuola i bambini, e poi quelli che si svegliano tardi.
Queste foto ovviamente, come vedrete dalla luce, sono state fatte all'alba di una mattina estiva.



La Jole è all'unanimità del popolo eletto riminese il cappuccino migliore in città, con quella schiumina non eccessiva e compatta da resistere anche a milioni di foto e restare perfetta.
Anche la selezione di paste e croissant è ottima e molto variegata, hanno infatti scelto le migliori pasticcerie di Rimini da cui rifornirsi come ad esempio la storica Tino.

Dalla Jole,
Porto di Rimini

giovedì 18 settembre 2014

Colazione alla Casa del Dolce, dove ci sono i mignon più avanguardistici di Rimini.


A Rimini sono abbastanza provinciali le persone, e questa non è assolutamente una critica.
Provinciali sicuramente per quanto riguarda il giudizio sulle pasticcerie.
Prima di questo mini-tour avevo le mie idee abbastanza chiare su dove indirizzarmi ma c'è sempre quel posto che potrebbe sfuggirti e quindi ho chiesto e fatto indagine di mercato per un mesetto buono fra i miei amici e su Facebook
E fa sempre un po' specie che si giudichi ancora una pasticceria per la crema. 
"Lì fanno una crema fantastica, vai a sentire i bomboloni"

Ora, io non faccio testo in quanto aborro i bomboloni specialmente a colazione, e nella mia concezione di pasticceria dolce di livello il fritto è quasi del tutto assente. 
Però è vero anche che dall'anno ipotetico 1500 in cui è stata inventata la crema pasticcera di evoluzioni in campo se ne sono fatte e anche tante, e tenere come criterio questo della crema ancora nel 2014  mi sembra un tantino riduttivo.

Predica finita, passiamo a quella che è indubbiamente la pasticceria migliore di Rimini, per un insieme di ragioni e non solo per la crema pasticcera. 

La Casa del Dolce esiste da un bel po' di anni, non so quanti in realtà, e si trova appena poco fuori dal centro di Rimini vicino alla Porta Montanara, in un quartierino che mese dopo mese si sta facendo sempre più carino e elitario grazie ai suoi negozietti e botteghe specializzate, fra cui Ramina Lab (che produce ceramiche stupende) e anche le botteghe del pane dove ad aspettarti al mattino ci sono ragazze con cappelli da elfi, ma di questa ne parleremo in un altro post.



Dicevo, la Casa del Dolce esiste da tanto tempo ma non ha avuto un impatto violento come tanti altri locali, anno dopo anno "si fa il nome" molto lentamente e fidelizza le persone -che non potranno più farne a meno- lentamente. 
E questo è molto bello e molto tenero, mi stupisce sempre che ci siano amici riminesi che non sappiano dell'esistenza di questo angolino di paradiso mattutino.
Le paste sono eccezionali così come anche la crema -così siete contenti :)

Ma quello che mi stupisce ogni volta è la cura nei dettagli per quello che riguarda la pasticceria mignon e le torte, che sono molto avanguardistiche per una città come Rimini o paesini che ancora faticano a discostarsi dalle mimose o dalla classica Saint-Honorè.
E quando intendo cura nei dettagli e mignon studiati intendo questo.





















Apre molto presto questa pasticceria caffetteria al mattino, e fino alle otto non c'è tanta gente se non quelli che vengono a prendere le paste qui per portarle in altri bar, motivo per cui potrete gustare la vostra colazione in tranquillità e leggendo i giornali per primi, freschi di stampa e di carta e non ancora usurati dal giorno.

La Casa del Dolce,
Via Aurelio Saffi 13,
Rimini

mercoledì 17 settembre 2014

Pasticceria Caffetteria Le Armonie a Cervia, la quintessenza della pasticceria in Romagna.


Mi è venuta quest'estate la voglia di fare una piccola guida delle colazioni migliori di Rimini, salvo poi espandere questa cosa anche a Cervia e altri posti dove ci fossero posti degni di nota davvero.
In realtà la fissa delle colazioni ce l'ho da praticamente sempre, soprattutto quella dei bar che aprono prestissimissimo. Mi sveglio praticamente sempre alle sei, e negli anni in cui ero a Bologna cominciavo a quell'ora un tour di colazioni e vagabondaggio in cui mi sarei riconciliata con le persone normali solo alle nove -ora in cui io avevo fatto già più o meno quattro colazioni e chiacchere con tutti gli umarells bolognesi mattinieri come me.

By the way, di questa pasticceria che è assolutamente la numero uno in zona (e per zona intendo da Rimini a Cervia) me ne ha parlato Francesca, portandomi addirittura un giorno un vassoio di pasticcini. In quel periodo lamentavo tantissimo la mancanza di entusiasmo nel posto in cui lavoravo io, e mi stava un bel po' scendendo la catena. Uno di quei momenti insomma in cui pensi di mollare il lavoro che hai scelto per passione (pasticceria ndr) per fare un qualunque pallosissimo lavoro.
E quel pomeriggio arriva Francesca con un vassoio di pasticcini meraviglioso, di quelli studiati negli abbinamenti, esteticamente perfetti ma ancora di più, sublimi dal punto di vista del gusto.


La Pasticceria Le Armonie si trova a Cervia, in via Caduti per la Libertà 9, ed è facilmente raggiungibile dall'Adriatica. C'è un'uscita con scritto Pinarella Formica in giallo che non potete non vedere e, andando avanti per 600 mt poi svoltando a destra sarete giunti a destinazione.
Del tipo che dovreste passarci a prescindere sempre ogni volta che passate di là.

Si tratta di conduzione familiare e è bello vedere la famiglia al lavoro, il padre in laboratorio, la moglie al banco e il figlio che serve al bancone dolci, tutti sempre con il sorriso e pronti a darti informazioni, suggerirti proposte.
Sono stata a far colazione una mattina e poi un'altra ancora, provando tutti i pasticcini possibili e anche le brioche salate, e non contenta ho preso pure due vassoi da portare via.
E' incredibile la consistenza di questi semifreddini e mini-mousse, ti si sciolgono in bocca e tu non ti spieghi come sia possibile ottenere una tale perfezione.

[assortimento vario di pasticcini: mousse tipo cheesecake, mini creme-caramel al caramello, mousse mimosa]

Passate per colazione o per il the delle 5 alla Pasticceria Caffetteria Le Armonie, mi ringrazierete tanto :) Purtroppo su Internet non esiste un sito e anche la pagina Facebook è molto abbandonata a se stessa, mentre invece nella pasticceria c'è un gran traffico di persone che prendono vassoi, vanno e vengono. Motivo per cui non ho purtroppo fatto foto al locale ma solo ai pasticcini me ingorda, tornerò i prossimi giorni e aggiornerò il post, promesso.

p.s. per questo tour di colazioni e dolcezze ho scelto solamente posti che dall'estivo si protraggono all'invernale, una guida effettiva per le domeniche fredde che ci aspettano

Pasticceria Caffetteria Le Armonie
Via Caduti per la Libertà, Cervia

lunedì 15 settembre 2014

L'Enoteca Bistrot Colonna a Bertinoro, il locale che diventerà la mia ossessione invernale.


Metti un Sabato sera al termine di una giornata fitta di impegni tipo Vai qui/c'è il Blogfest a Rimini e vai lì/fotografa un battesimo/ torna al BlogFest a salutare amica/vai finalmente a cena.
La cena era l'oasi di pace che aspettavo si può dire dal momento in cui avevo messo piede giù dal letto, non senza la schizofrenia che mi contraddistingue al mattino.

Arrivo a Bertinoro e vorrei strozzare l'amica hipster Elena (proprietaria e mente del meraviglioso Fram Cafè di cui vi parlerò prossimamente) perchè mi depista nel percorso, mi da false indicazioni e non mi dice dove alloggia, ma non la tirerò lunga perchè aveva le sue buone ragioni, alloggiava a casa di un vip, cosa che non potevo nemmeno lontanamente sospettare.

E qui svolta la serata, perchè io di tutto mi aspettavo meno che di finire a cena in un posto così romantico e ricco di storia come l'Enoteca Bistrot Colonna.



C'è da dire che noi avremmo optato per qualcosa di certamente figo, non ci si accontenta facile.
Ma siamo state sorprese da un uomo misterioso.

L'Enoteca Bistrot Colonna è aperta dal 1991 ed è in super centro a Bertinoro, nella stradina che porta da piazza della Libertà all'uscita dal paese, un po' svantaggiata per il parcheggio (ma ho letto sul sito che esiste servizio navetta in caso) e motivo per cui non mi ci ero mai soffermata pur essendoci passata davanti almeno dieci volte.



Entri e rimani basito davanti a ciò che ti si dischiude davanti agli occhi: un ristorante bistrot ricavato dal vecchio teatro di Bertinoro lasciato esattamente così, con la scritta sopra, il palco e il loggione all'interno. Oltre a questo spazio c'è una meravigliosa terrazza panoramica al coperto, illuminata da candele e con atmosfera soffusa e un sacco newyorchese, con tavoloni in legno e etichette di tantissimi vini esposti.
Noi ovviamente, abbiamo scelto la sala del teatro.



Il menù comprende piatti della tradizione romagnola classici o rivisitati, accompagnati da piada da andar giù di testa e grissini -che trovate già a centro tavola-che sono i migliori grissini che abbia mai mangiato.
 La cosa che mi ha sorpreso però, è stata l'incredibile proposta presente sul menù per vegetariani. Elena è vegana e solitamente fatica a trovare proposte o cose che non siano le classiche verdurine alla griglia su un menù. Le proposte invece erano talmente invitanti che anche io per una sera ho abbandonato salsiccia e fiorentina e mi sono avventurata in hamburger di miglio e seitan con verdure.
Come primo invece non ho saputo rinunciare a dei passatelli asciutti -strepitosi e bilanciatissimi- con prosciutto crudo croccante e zucchine.



Come dolce una millefoglie al mascarpone e frutti rossi buonissima e perfetta conclusione della nostra cena, una pasta sfoglia perfetta, parola di pasticcera.


La carta dei vini è notevole, e se siete amanti enogastrofanatici potrete constatarlo da soli, ci sono etichette delle migliori case vinicole di Bertinoro e romagnole.
Lucio, sommelier e patron dell'Enoteca Bistrot Colonna vi saprà certamente consigliare al meglio quale vino scegliere.
Come avrete capito, sono già in cerca del locale perfetto invernale, e questo soddisfa pieanamente i miei difficilissimi e insormontabili  criteri di selezione, è il locale perfetto che potreste trovare a New York o un bistrot di Parigi, con la differenza che si trova a Bertinoro, in provincia di Forlì-Cesena.

Enoteca Bistrot Colonna,
Via Mainardi 10, Bertinoro
http://www.enotecacolonna.it/

mercoledì 10 settembre 2014

E' sempre poesia al Marè di Cesenatico

Questo post sarà volutamente breve, quindi non il pippone malinconico che vi avevo promesso oggi pomeriggio.
Volutamente breve perchè come sempre quando si tratta di posti a cui sei legato da milioni di ricordi fai fatica a prender voce in capitolo.
Metti il lungomare di Cesenatico, tutte quelle meravigliose casette di pescatori che sembrano disegnate da uno stylist, una azzurro Tiffany e l'altra a righe marroni e bianche (ecco, sulla storia di questa c'è pure uscito un libro molto carino, è di proprietà del Conte Rognoni).
Metti i tramonti più belli che si possano immaginare, così potenti ed evocativi da sembrare disegnati da un pittore, su un terrazzo bianco di legno dove tutto è illuminato da candele su tavoli che sanno di storia e di shabby.

Il Marè è il mio locale dell'estate 2014, decisamente.
Il posto o luogo dell'anima che ho testato per colazione, pranzo, cena e aperitivo, convinta che fosse impossibile riuscire a trovare un locale che fosse non solo esteticamente meraviglioso, ma addirittura perfetto in tutto.
Questa mattina ci sono tornata per fare il punto sulle colazioni e per riposarmi e stare da sola.
Pioggia leggera ma di quella pioggia che lascia a casa i meno temerari e per questo eravamo in pochissimi, la poesia che emana questo posto arrivava ancora più forte.
Io la fine dell'estate che sognavo me la immaginavo così, come questa mattina.


Io ne avevo già parlato qui, inserendolo a suo tempo come uno dei migliori posti in cui fare aperitivo, e qui potete trovare tutte le info.
Sul Marè due considerazioni d'obbligo vanno fatte, non scontante del tipo "si mangia benissimo", ma due considerazioni extra.
Sul personale, sempre carinissimo, gentile, pronto a sorriderti e elegante.
Saranno cinquanta i dipendenti e sono tutti easy e friendly da subito, anche con i supermolesti come me.
E un'altra sul prezzo.
Io forse sbaglio e non parlo mai di prezzi, questo blog è sincero e i prezzi se uno vuole li trova ovunque su Internet.
Ma il Marè mi lascia sempre stupita per il suo costo bassissimo innanzitutto per il locale che è, la posizione, la cura dei dettagli e la qualità di quello che ti viene portato.
E le porzioni, abbondantissime.
Il Marè è veramente low-cost, fin troppo low-cost.




Il cibo è spettacolare, si gioca su pochi semplici ingredienti a cui però ogni tanto non  manca qualche sofisticatezza. Così come i cocktail, sempre di tre o quattro basi e per questo meravigliosi, oltre che estremamente cheap.
Il Marè infonde tranquillità e relax, chiacchere lunghe, romanticismo.
E non da ultimo -in questo post voglio lasciar parlare le immagini- al Marè ho conosciuto Andrea Appino mio amore della vita mèntore spirituale. 

E l'incontro è stato perfettamente in linea con quanto scritto sopra.
Una serata di Agosto, non troppo calda da tenere su una camicia di jeans, e milioni di chiacchere fra luci soffuse. Magia.





Marè, cucina caffè spiaggia bottega
Cesenatico, Molo di Levante