venerdì 23 giugno 2017

Sac a poche, il nuovo laboratorio di pasticceria della Brasserie a Riccione.


Quando al liceo paccavo la scuola la meta era sempre una: Riccione. 
Passavo le mattine in viale Ceccarini con la mia amica Barbara a guardare negozi, e l’itinerario per arrivarci era l’unico che due adolescenti senza patente come noi potevano concedersi: l’autobus 11 che da Rimini porta a Riccione Terme. Mi ricordo benissimo la sensazione (in quelle mattine d’inverno fredde in cui si è accappottati e infreddoliti) di quando scendevo dal bus e mi trovavo davanti alla Brasserie, a pochi metri dalle pensiline del bus: è così che deve essere il paradiso, è così che vorrei un giorno il mio ristorantino dei sogni", pensavo. 




Milena Neri a Riccione non ha bisogno di presentazioni, come ha detto Alessandro Borghese poco tempo fa “La Brasserie riesce a fare uscire i clienti dall’autostrada con l’unico scopo di andare al ristorante, e per questo bisogna essere molto bravi”

Ha inaugurato ormai una settimana fa Sac a Poche, un piccolo laboratorio di pasticceria, quello che a tutti gli effetti potremmo definire l'angolo dolce della Brasserie, il sunnyside aperto di giorno e dove poter andare per una crostata ai frutti rossi, un pasticcino, o una torta Rosso Valentino, la preferita di Milena. 

Il laboratorio è piccolino, intimo e dalle tinte parigine color pastello... mi ha ricordato Ladurèe a tratti. Fuori poche sedie in legno bianco, e un corner speciale, quello dei fiori.
Quante volte l'abbiamo sognato, un posticino in cui andare a fare colazione, prendere una torta, leggere il giornale e tornare a casa con un bel mazzo di fiori? Credo sia il sogno di ogni donna, anche il mio che non sono proprio negli stereotipi della femminilità. 
Ci sono stata l'altra mattina, accolta da un inebriante profumo di mandorle sabbiate ancora calde che il pasticcere stava preparando, e nonostante sia a dieta non sono riuscita a resistere dall'assaggiare una. Una nuvoletta croccante di paradiso, in una soleggiata Riccione che si prepara all'estate (quella vera) con questo angolo così meravigliosamente chic.



(mandorle sabbiate in preparazione in laboratorio)


Sac a Poche
Via Latini 4, Riccione



martedì 30 maggio 2017

Benvenuto a casa tua, Benvenuto da panenostro!



"Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che non molti conoscono." 

Le estati a Londra che ho trascorso per tutto il periodo dell'università e i tanti anni a Bologna hanno segnato tantissimo il mio modo di essere e di vedere le cose, mi rendo conto adesso. Alcune amicizie poi come quella con Bebe sono state proprio in grado di spostarmi completamente alcuni orizzonti, farmi vedere le cose da un'altra prospettiva. Una cosa fra tutte, di lei ho sempre amato il fatto di trovare eccezionale tutto quello che non fosse dove ce lo si aspettava. "Pensa che bello poter andare a fare una colazione o un brunch in hotel senza averci dormito" era solo una delle tante cose che trovava extra-ordinarie e per questo straordinarie... il potersi ogni tanto estraniare dalla propria vita e vivere un'altra realtà. L'eccitazione per eventi poi come l'apertura di un ristorantino in aeroporto senza l'attesa del viaggio, semplicemente facendo peoplewatching è una di quelle strane meraviglie che solo a noi è compresa.

È così che ho aspettato con trepidazione l'apertura di panenostro, che ha inaugurato Domenica 28 Maggio, un laboratorio di cucina naturale aperto dalle 7 alle 15 situato proprio all'interno di un Hotel, il Villa Rosa Riviera a Rimini. Della poesia e del tocco magico di Carlotta su questo blog ne ho parlato tantissimo, dalla cena in vigna l'anno scorso di cui ancora mi arrivano mail a distanza di un anno per sapere quando si ripeterà. Ci sono poche persone veramente appassionate alle cose che fanno, e si riconoscono da lontano. Come dice la frase iniziale, anche per lei l'amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione alla felicità sulla terra. Due anni fa ho invece conosciuto Gigi a Lugano, panenostro non era ancora nell'aria primaverile e nel venticello che tirava sul lungolago quel giorno. A Carlotta mancavano un posto dove andarla trovare, e ora c'è. Mancavano due braccia forti e maschili in cucina, ed ora c'è Luigi... una fusione in cucina che promette tanto tantissimo di buono! 


Panenostro nasce dalla passione per le cose autentiche, da un rispetto profondo per il prodotto e il valore degli ingredienti... un progetto che vuole farci innamorare del profumo dei fichi di Settembre e dei pomodori in Agosto con un filo d’olio buono. Una storia che comincia dalle nostre campagne e arriva sulla nostra tavola quotidianamente. 


Entrando dalla Hall dell'Hotel e arrivando dentro a panenostro si ha l'impressione che ogni cosa sia esattamente al proprio posto: dal lungo tavolo conviviale alle mattonelline bianche, fino alla carta da parati a fiori, in cui spiccano tre fragoline nei diversi stadi della loro maturazione. La cucina a vista invece ci permette di abbattere quel muro che di solito divide chi prepara da chi è seduto a tavola, e ci permette di dialogare e osservare tutto il rituale della preparazione del cibo. Il menù è semplice ma con ingredienti molto ricercati, ideale anche per chi vuole stare attento a quello che mangia ma senza un compromesso sul gusto. 




Piccola anticipazione, panenostro quest'estate non sarà solamente lì, ma si trasformerà in una serie di eventi itineranti e appuntamenti interessanti e inusuali, ma per questi dettagli dovremo aspettare ancora un pochetto... nel frattempo Benvenuto panenostro! 


Alcune foto di sono di Flavio Ricci, altre di Andrea Casadei, altre mie. 
Panenostro è bello così, perché ognuno ci mette del suo.


martedì 4 aprile 2017

L'Osteria Gourmet di Paolo Teverini


Se c’è una cosa che non ho mai capito da quando ho cominciato a frequentare un po’ di più i ristoranti di un certo livello e quelli stellati, è il perché tutto sia sempre così ovattato e altisonante da mettermi un po’ a disagio. Per carità, un’esperienza simile merita la preparazione interiore / esteriore ed estetica migliore che si possa sfoggiare, un dress code adeguato all’occasione, una gestualità e un parlare sottovoce che è indice di rispetto della materia prima di tutto.  Mi sono giustificata per molto tempo dicendomi che io sedutina e composta a tavola per ore non ci so stare, che quando parlo anche il telefono le vajasse napoletane mi rispondono dai Quartieri Spagnoli, che quello non fosse proprio il mio ambiente.  L’ho capito ancora di più quando una settimana fa sono stata a Bagno di Romagna per la prima di Osteria Gourmet di Paolo Teverini, e a fine cena quando lo Chef è passato da tutti i commensali al tavolo per il saluto, ho chiesto proprio a lui che cosa ne pensasse, se fosse necessaria tutta quella patina. 
Ci sono pochi sguardi al mondo comprensivi e serafici come il suo, e la risposta è stata che a lui (a me e a mia moglie, precisamente) piace proprio prendersi del tempo, anche 4 ore per provare un ristorante, restare seduti a tavola, osservare la gestualità dei camerieri, il lessico e gli aggettivi con cui spiegano i piatti. Un approccio quasi contemplativo, un qualcosa che ha a che fare con un altro modo di vivere la vita.


Ma torniamo a noi, il nuovo format Osteria Gourmet. Di cosa si tratta? 
Osteria in quanto si vuol sottolineare la volontà di avvicinare l'alta cucina ad un più ampio numero di commensali (grazie ovviamente anche a prezzi più bassi del solito). Gourmet perché l’esperienza ha come fine il mantenere l'eccellenza dell'esperienza gourmet, ovvero ricerca delle migliori materie prime per esprimere al meglio i piatti della tradizione. 


Non sapevo realmente cosa aspettarmi da una serata del genere, ma i miei desideri sono subito stati scardinati e superati dalle due Entree: pane preparato dalla cucina con assaggio di tre burri, e sotto una campana di vetro un panino in lievitazione.  La pazienza è un'arte che si impara nell'attesa, l’atteggiamento di chi è in grado di accettare i contrattempi e il ritmo lento del profumo del lievito che diventa pane, della natura che fa il suo corso. 
E questo è stato un po’ il fil rouge della cena, che è proseguita portando in a cuocere il panino lievitato in cucina e che è stato poi successivamente accompagnato da una candela di lardo (si, avete capito bene, lardo sottoforma di candela) che lo Chef Teverini ha progettato insieme alla famosissima macelleria di Simone Fracassi. Vi lascio solo immaginare la croccantezza e il gusto di un panino aromatico appena sfornato accompagnato da quale ricciolino di lardo.



Fra i miei preferiti a seguire l’uovo affogato con crema di parmigiano e tartufo nero di Norcia e il risotto agli scampi, asparagi di mare e gocce di caffè. Altra sorpresa il dolce, il classico “Vaso del mio Orto”, germogli di piantine dolci che nascono e fioriscono da una terra croccante di cacao e noci. Ritorna anche il tema del divenire, del saper attendere che la natura faccia il suo corso. Nel sottosuolo una mousse al frutto della passione, cioccolato e amaretti... il modo migliore per concludere quest’esperienza sensoriale che sì ci ha permesso di scoprire la cucina di Teverini ma sicuramente in una maniera molto più informale e più young.  Il prezzo, popolarissimo, 55 € a testa con in abbinamento una scelta di tre vini. Svegliarsi poi la mattina dopo all'Hotel Tosco Romagnolo fra le montagne, aprire la finestra per respirare l’aria frizzantina e sentire il fiume che scorre lì vicino beh… quelle sono sensazioni di libertà che non si raccontano facile.


La serata Osteria Gourmet si ripeterà domani, Mercoledì 5 Aprile.

Hotel Tosco Romagnolo | Ristorante Paolo Teverini
Piazza Dante Alighieri, 2
Bagno di Romagna (FC)
www.hoteltoscoromagnolo.it