giovedì 7 giugno 2018

Ospedaletto57, il paradiso esiste ed è a pochi km da Faenza


L'ultimo post risale davvero a tanto tempo fa... e dire che nel mentre ne ho fatte di cose e ne avrei di post in cantiere. Non c'è niente che mi piaccia di più delle mattinate in cui mi sveglio prestissimo e posso dedicarmi al blog con la tranquillità che non esiste mai vorrei. Non c'è niente di peggio di quando invece non ho tempo per respirare, come gli ultimi due mesi, e mi passano davanti cose bellissime e posti stupendi che vorrei raccontarvi.
Come forse già saprete, alla fine di questa settimana esce la mia guida a sfondo ovviamente gastronomico su Rimini: potrei dire che me la facevo molto più semplice, che pensavo di metterci molto meno tempo, che pensavo di essere molto meno pignola, fatto sta che gli ultimi due mesi sono stati soprattutto nottate al pc a rileggere gli stessi paragrafi, appunti sparsi qua e la e liste varie da depennare con le cose che mancavano da fare, quelle che all'ultimo volevamo cambiare. Sono 160 pagine per un numero x di suggestioni, ristoranti. Ne ho viste  e comprate mille di guide in questi anni ma non avevo idea di come sarebbe stata la mia, sicuramente ne troppo fighetta, ne troppo rustica... la volevo vera, essenziale, e che piacesse prima di tutto a me. E ci sono riuscita, la guardo e penso che meglio non sarebbe potuta uscire (anche con la carta patinata, che non era in programma ed è stato uno shock a cui mi sono dovuta abituare il giorno della stampa).



Proprio qualche weekend fa, appena finito di scriverla ma non di sistemarla graficamente etc, si svolgeva a Faenza la Cena Itinerante, uno degli eventi a cui sognavo di partecipare da anni. Sì perchè Silvia, che è di Brisighella ed è una delle persone più deliziose sul pianeta, mi ci aveva invitato ormai da tre anni, ma una bega e un'altra non ero mai riuscita ad andarci all'ultimo.
Si tratta di appunto una serata (quest'anno tre), in cui si può cenare scegliendo da oltre 50 postazioni, ogni anno con un tema diverso. La formula è semplice: in ogni tappa si può gustare un piatto della tradizione o una nuova ricetta da scoprire, selezionando vino, birra e cocktail e nel mentre ammirando un'installazione artistica, una performance... un'esperienza insomma che si vive con tutti e 5 i sensi.
A 'sto giro non avevo scuse, guida o non guida, funerali o piedi rotti, dovevo portare il mio culo la. L'invito era con i controfiocchi: "non preoccuparti, stai qui dormi qui a casa della mia amica Cristina e poi il giorno dopo riparti." Partiti già con il sorriso nel pomeriggio di Venerdì, non sapevamo di certo che da lì a poco ci saremmo trovati davanti a un paradiso da cui, qualche giorno dopo e non "domani", saremmo dovuti a malincuore ripartire.


Ospedaletto57 è immerso nel verde, e per arrivarci dovete attraversare la campagna vicino a Faenza, un susseguirsi di natura e calanchi che in primavera è una poesia. Se è vero che non è importante la meta ma il viaggio, una volta passato il ponticello che porta su a Ospedaletto, vi sentirete comunque i fortunati vincitori dei biglietti di Willy Wonka.
Pur trovandosi in una posizione di quiete assoluta, è strategica: a dieci minuti di macchina da Faenza, a dieci da quel gioiellino che è Brisighella, nel cuore della Romagna ma vicino anche a Firenze... un punto privilegiato insomma per esplorare un po' tutti i luoghi più belli del centro Italia anche se, come dice Cristina "gli stranieri e le persone arrivano qui con grandi progetti poi stanno qui tutto il tempo".
L'atmosfera una volta varcato il cancello è un invito all'ozio totale, alla lettura al massimo di un giornale a bordo piscina. La tenuta, cominciata anni fa dai genitori di Cristina comprende una casa incredibile ricca di storia, di oggetti di design, di ricordi di viaggio e un'ex attrezzaia, che oggi è stata trasformata in un open space abitabile incredibile, pieno di luce ed enorme, e con una portafinestra gigante aperta sul verde. Tutta la casa è circondata da varietà di rose di ogni tipologia, forse di rose è recintato il paradiso mi son detta.



La Guest House dove soggiornerete è frutto di una recente ristrutturazione che come dicevo sopra, che ha trasformato quella che era un'ex attrezzaia quindi uno spazio agricolo in un unico spazio aperto di 100 mq, concepito come loft di campagna ma anche come ritiro di lavoro (ok sono matta, ma la lunga scrivania che vedete sulla sinistra ci ha fatto pensare a quanto sarebbe incredibile avere un'ufficio così e fare casa e bottega). La piscina fuori poi, è tutta per voi... questo è l'unico spazio affittato e non dovrete davvero dividere tutta questa magia con nessuno se non le persone che avete scelto. Se volete prenotare un soggiorno qui, anche se vi odio perchè mi fotterete tutti i weekend liberi, questi sono i link di Airbnb e Homeaway.


Una breve divagazione sui dintorni, e sul perchè ami tantissimo queste zone che anno dopo anno grazie appunto sempre a nuove amicizie (vedi anche il post qui e qui) conosco sempre meglio. Brisighella è un po' come la mia Santarcangelo: piccolina, raccolta, autentica e vera. Visitare Brisighella significa scoprire un borgo immerso in uno scenario naturale ancora intatto: una fortezza, una chiesa e una torre la custodiscono dall'alto. Se non ci siete mai stati, vi consiglio un giretto per la città su fino alla Via degli Asini, la via romantica e sopraelevata he si snoda fra le abitazioni, una via unica al mondo, un tempo baluardo difensivo e diventata poi quartiere in cui far passare le bestie.
All'inizio della città invece, una sosta al Bar Da Carletto è d'obbligo: il loro gelato alla crema che mi ha fatto scoprire Silvia è buonissimo e osservare l'andirivieni dei signori del paese al bar è uno spettacolo d'altri tempi.


Come tutti i paesini poi, è meraviglioso frequentare Brisighella durante le sagre di paese: ce ne sono tante e una più curiosa dell'altra, da quella sulle delizioe del Porcello al tartufo, dalla Sagra della Pera volpina a quella in Novembre dell'ulivo e dell'olio, vero oro di Brisighella. Il Brisighello infatti, per chi non lo sapesse è stato riconosciuto olio di origine protetta. Per chi mi chiede sempre dove vado a prenderlo io, il mio preferito è quello del Frantoio Ossani, vicinissimo al centro e aperto 365 giorni all'anno. L'ultimo consiglio che vi do in questo post (ne avrei tremila ma devo dosare questo entusiasmo da ritorno al blog) è la Trattoria Sant'Eufemia, a Sant'Eufemia, una vecchia stazione a pochi km da Brisighella. Credo di aver fatto lì il pranzo più felice di quest'anno, sia in termini di cibo che di esperienza. Mi sono ricordata dei pranzi di quando ero piccola la Domenica e il Sabato con i miei genitori, quando i ristoranti erano ristoranti trattorie e al centro del pranzo c'era il cibo, la voglia di stare insieme, senza troppi fronzoli.


Abbiamo cominciato con i porcini fritti, per poi proseguire con un tris di primi uno più buono dell'altro, e uno spiedone di carne. Poche volte ho visto Andrea felice come durante questo pranzo e in questi giorni a casa di Cristina. Come cantava Max Pezzali "basta un giorno così a cancellare centoventi giorni stronzi"... per me, vero fino al casello di Rimini Nord.
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