sabato 3 gennaio 2015

La zuppa del cavolo di inizio anno


Se c'è una cosa che invidio profondamente alle foodblogger di cui realmente provo invidia -che guardacaso sono tutte straniere- come ad esempio Fanny di Like a Strawberry Milk, è quel senso di identità forte che hanno e che riescono a esprimere tramite la lingua inglese.
Aggettivi come cosy, scrumptious, warmy, comforting, steaming hot soup sono aggettivi potenti, che scaturiscono emozioni. 

Ora, l'italiano è una lingua meravigliosa, ma abbiamo aggettivi così evocativi per definire il cibo?
Penso a zuppa e leggo sempre "corroborante". 
Ma quanto è cacofonico corroborante riferito a una zuppa? 
Ecco, se per questo blog dovessi esprimere un desiderio nel 2015 sarebbe quello di avere un lessico appropriato, o comunque riuscire a creare un "mood", come molte invece riescono attraverso le immagini, la grafica. 
Un qualcosa che segua una linea.
Che poi a quello servono i blog, almeno a me. 
Dei mondi paralleli e sicuri che ogni tanto vai e ti fai un giro nella vita delle persone, a cui ti affezioni, di cui ti senti partecipe.
Ne parlavo ieri sera con un'amica ad un aperitivo che è stato credo il modo migliore per cominciare questo 2015. 
Era un po' che ero sulle sue tracce, direi dal 2007 quando mi è stato fatto il suo nome come di "quella compaesana che frequenta l'Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo", la Mecca per una come me. E ci siamo scritte, a periodi più o meno alterni, senza però mai esserci incontrate perché poi lei ora lavora in Svizzera e scende poco, ed io non è che sia sempre qui.
Tre ore di chiacchiere non-stop che ne valgono diciotto di ore, per la quantità di stimoli che mi ha dato e per quel piccolo fuoco acceso che ho, che ieri era gigante.
E' una fortuna avere una passione che nella vita tenga vivi e svegli, con gli occhi aperti.
E' bello trovare persone affini, con le quali si è sulla stessa frequenza e che quel fuoco, lo alimentano.
E' come avere la certezza, in pomeriggi come ieri, che si è sulla strada giusta.
Che anche in quei pomeriggi vuoti e in cui non succede niente, e, come in queste feste ti ritrovi senza macchina perché l'hai rotta/senza wifi perché non riparte/ col bancomat clonato e le banche chiuse, comunque hai una certezza di fondo: sei in pista.


Ho deciso di celebrare questa certezza di ieri che però mi è rimasta addosso anche oggi, con una delle cose più certe che vi siano al mondo: una zuppa da mangiare caldissima, con almeno dieci tipi di legumi diversi e una base del cavolo di cavolo.
Preparata ieri pomeriggio sul tardino, due ore di cottura mentre io lavoravo al pc e la sera scendeva.
Preparata, ovviamente, in quantità da poterci sfamare il Sud-Africa, tutto il mio quartiere mangerà zuppa per giorni credo :)
Questo mese è il mese del cavolo anche sul portale scrivilatuaricetta, vi ricordate il concorso?
Si tratta del concorso indetto da A&O e Famila che vi permette di vincere spesa del valore di 50 e 100 euro proponendo la vostra ricetta con l'ingrediente del mese.
Cosa aspettate a partecipare? E' molto molto semplice ed è anche divertente.
E poi, se non lo aveste ancora fatto, date un'occhiata al database in cui sono raccolte tutte le ricette, chissà che non troviate anche nuove ispirazioni.



La zuppa del cavolo 

Ingredienti (per tutto il quartiere):

1 cavolo verza (da tagliare a listarelle)
1 kg di legumi secchi misti: fagioli rossi, fagioli neri, fagioli borlotti, lenticchie arancioni, lenticchie normali, orzo perlato etc. (Io generalmente ho un giorno ogni due mesi che vado in un negozietto a Bologna che ha solo spezie e legumi secchi, ne prendo un mezzo kg di ogni tipo e poi mischio tutto insieme e faccio un megamix. Ho questa pessima abitudine anche per i muesli e i frutti rossi)
7 patate
1 gambo di sedano
3 carote
1 cipolla
3 litri di brodo vegetale
olio q.b.
sale
pepe
qualche fogliolina di timo

Procedimento

Sciacquare sotto l'acqua corrente a temperatura ambiente i legumi, per alcuni minuti.
Tagliare le foglie del cavolo precedentemente lavate a listarelle, sbucciare le patate e tagliarle a dadini. Lasciare in ammollo una mezz'ora le patate nell'acqua per privarle dell'amido e renderle più digeribili. Nel frattempo tritare grossolanamente sedano, carota e cipolla, raccogliere il trito in una casseruola e soffriggere in abbondante olio.
Aggiungere poi il cavolo tagliato a listarelle e insaporire per alcuni minuti. 
Aggiungere le patate, il timo tritato e tutti i legumi sgocciolati dall'ammollo.
Coprire tutto con abbondante brodo vegetale freddo, salare e cuocere la zuppa per almeno due ore a fiamma bassa, mescolando ogni tanto.
Servire calda in zuppiere di coccio, magari accompagnate da crostini di pane.
Io mi sentivo particolarmente a dieta e non ho osato :)

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1 commento

Giulietta | Alterkitchen ha detto...

Ci sta, ah, se ci sta una bella zuppa corroborante del cavolo :P
Io mi sono data alla vellutata di zucca e carote, a pranzo, ma metterò sicuramente i legumi in menù questa settimana :)

Buon 2015, disagio-girl

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