giovedì 29 novembre 2012

Just a shot away, la fotografia di Alessio Pizzicannella



































- A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle
- Jack Kerouac


Le cose più belle sono quasi sempre spontanee, impreviste e non programmate, è un dato di fatto.
È certamente vero che l’attesa bruciante di un evento ci consuma delle volte, ed è proprio in quell’attesa la bellezza. L’evento in questo caso però, non verrà giudicato obiettivamente.
Spesso ci capita di rimanere delusi in quanto si è sovraccaricato il momento di aspettative e pregiudizi. Quando invece le cose capitano per caso, in un Sabato sera in cui ti trovi a Milano per tutt’altro motivo, e decidi di non partire il Sabato ma di fermarti fino alla Domenica perché hai deciso di andare a vedere una Mostra, accade la magia. E se sei abbastanza fortunato da possedere occhi che si lascino catturare dalla bellezza, che si lascino colpire, quello che accade è proprio un miracolo.
Sono appassionata di fotografia non meno di quanto non lo sia di scrittura, cucina, viaggi, profumi e mille altre passione. Ho una concezione “totalizzante” della passione, così come dell’amore.
È uno, o meglio, sono molti, come un fiume, ma che confluiscono tutti in un unico grande amore, per la vita. Tutti i più grandi pensatori, basti citare Dante, o anche i grandi Chef, non sono i numeri uno solo perché rappresentano l’eccellenza in una disciplina, ma perché dietro a quella vi è uno studio approfondito di tante altre.  È la cultura, la coscienza, che sta alla base di tutte le cose.
Dicevo –come sempre rischio di prendere la tangente- che non ne capisco poi troppo di fotografia, ma davanti al Bello oggettivo anche un cieco è d’accordo. E      Ed è così che, essendo ammiratrice e ”fan” della fotografia di Alessio Pizzicannella, Domenica 18 Novembre, armata di Reflex e curiosità e mi sono catapultata in via Tortona. All’interno della manifestazione organizzata da Canon, Fotografica, era infatti stato allestito uno spazio in cui Alessio esponeva. Mostra dal titolo “Just a shot away”, a music portfolio.
Alessio Pizzicannella lo conosco in quanto fotografo di Francesco Renga, ma forse questa non è una bella presentazione adeguata. O meglio, non è la principale ed identificativa nel Suo curriculum.
Come apprendo dalla biografia sul suo sito (www.alessiopizzicannella.com) nel 1993 Alessio si trasferisce a Londra, dove studia fotografia al London College of Printing, per poi, nei successivi sei anni, compiere un giro del mondo musicale, scattando e “facendosi il mazzo” dietro ad artisti come U2, Rolling Stones, Eminem, Neil Young, Metallica. Successive collaborazioni sono con i Negrita, nel tour Rotolando verso Sud, e, importantissima, con Luciano Ligabue quando riesce a radunare 180.000 persone, battendo il record precedentemente degli U2 come folla riunita attorno a un unico artista.
Attualmente, non esagero se penso che rappresenti IL fotografo italiano, legato alla musica e ai concerti.
È infatti personal photographer di Negrita, Ligabue, Francesco Renga e Cesare Cremonini.


















“Fotograficamente non esisterei se non fosse per la musica. La fotografia è un mezzo per poterla vivere” dice Alessio. 
In “Just a Shot Away” la musica è in primo piano, da Gianna Nannini, ai Radiohead, Skin, Iggy Pop fino ad arrivare ai Rolling Stones. Negli ultimi quindici anni il percorso formativo di Alessio Pizzicannella l’ha portato a immortalare musicisti e celebrità internazionali ed è punto di riferimento per lo star system.
Just a Shot away è composta da circa 100 scatti, che raccontano il suo percorso artistico e professionale, con coinvolgimento e “trasporto”, come si dice in Romagna.

Ti senti parte del concerto, ti senti realmente sul palco con Cesare Cremonini mentre alza il braccio al cielo, o con Francesco Renga in un paesaggio grigio e tetro. Ti senti parte di questo tutto che è arte, fotografia, musica e vita. Grazie di cuore Alessio, per tutto questo.




SHARE:

venerdì 23 novembre 2012

Projects and Noodles.










Ogni Venerdì che arriva mi sento sempre stremata e con il fiato sul collo, e penso beata che sarà l’ultimo che passo così, che la settimana trascorsa è stata impegnativa, ma che sarà l’ultima.
E puntualmente ogni domenica sera mi ritrovo con milioni di cose da fare, agenda con impegni da inserire, colloqui da fare, persone da incontrare, progetti da realizzare etc
Penso che comunque la vita mi piace così, mi piace da morire. Che come dice Jovanotti e anche la Simo “è questa la vita che sognavo da bambina”, anche se lo stress e la frenesia mi fanno pensare ogni tanto che a trentacinque anni morirò d’infarto. 
Sto esplorando un sacco di posti nuovi, sono sempre su treni diretti a Bologna, Reggio, Milano e poi di nuovo Rimini e Bologna. Il treno mi rilassa, posso leggere, scrivere e riconciliarmi con il mondo, e conoscere tante persone. E il bello a cui pensavo pochi giorni fa - in un risveglio milanese come quello di questa mattina, in cui mi alzo come sempre alle cinque e non essendo a casa mia con le mie cose mi trovo a non saper cosa fare- è che comunque il mio cuore è sempre pronto a seguirmi. E a togliermi il sonno.
Oggi vorrei dopo mille anni lasciarvi una ricettina, che avevo promesso sulla pagina Facebook mesi fa ormai e mai postato, e parlarvi di una bella iniziativa che si sta svolgendo a Bologna. 


Partiamo dall’iniziativa, che ha come nome “Il piatto più buono del mondo”

Mi limito a allegare il flyer, e a lodare questi ristoratori -fra cui io ovviamente parteggio per Cesari- per la bella iniziativa, e il Banco di Solidarietà di Bologna e in particolare Davide Rondoni per l’idea.
Due righe in più, che prendo in prestito dal sito del Banco e dalla Pagina Facebook di Cesari

Si chiama “Il Piatto più Buono del Mondo” l’iniziativa promossa dal Banco di Solidarietà e da alcuni  ristoratori bolognesi, volta a raccogliere alimenti per le famiglie bisognose assistite dal Banco nella nostra città. Dal 20 novembre 2012 al 6 gennaio 2013 i clienti dei ristoranti aderenti potranno scegliere, ordinare e gustare lo speciale Piatto più Buono del Mondo:  per ogni ordinazione del piatto speciale il ristoratore offrirà al Banco di Solidarietà un pasto per i propri assistiti.  Per questa prima edizione hanno finora aderito all’iniziativa 5 ristoratori per tutti i gusti e per tutte le tasche, dallo storico Da Cesari (Via de' Carbonesi, 8) al ristorante di pesce Acqua Pazza (Via Murri, 168), dalla prosciutteria tipica Pane Vino e San Daniele (Via Altabella 3/A) alla Trattoria del Rosso (Via Righi, 30) e al Cocktail Bar Piccolo & Sublime (Piazza Verdi, 4/A-B).Come sottolinea il presidente del Banco di Solidarietà di Bologna, Davide Rondoni: " Si tratta di un piccolo grande gesto di creatività sociale 'dal basso' per rispondere ai bisogni diffusi e crescenti, un segno che si e' davvero se stessi compiendo una dimensione di gratuità e di carità che fan parte del nostro essere uomini".


E, dulcis in fundo, la ricetta. 
Durante questi mesi di peripezie in lungo e in largo per l’Italia, ho seguito una dieta. Diciamo così, ho cercato di stare attenta quando e come potevo, nonostante qualcuno, visto che sono spesso a ristoranti o eventi di cibo mi scriva “magni come una  ludra”. Avevo messo su dieci kg accumulati prima della laurea e volevo togliermeli, non tramite sport estenuanti o ore in palestra che peraltro odio, ma mangiando sano. Mi è stato di grande grandissimo aiuto l’esempio di Giuseppe, mio migliore amico. Per una serie di motivi si è trovato nella condizione anche lui di dover a tutti i costi mangiare sano, regolare, cambiando le sue abitudini alimentari radicalmente. Ne abbiamo parlato a lungo quando sono andata a trovarlo a San Giovanni Rotondo uno o due mesetti fa, e mi spiegava l’importanza e o la sostituzione di certi alimenti o bevande che noi assumiamo senza coscienza e in quantità dannose per l’organismo. 
E da li, è iniziata una piccola rivoluzione alimentare. Sciocchezze o piccole attenzioni, come magari preferire il latte di soia al latte intero, che però mi fanno sentire meglio. 
E -tanto per metterci sempre quella vena di romanticismo e affetto- mi fanno sentire più vicina a Giuseppe, ora che non viviamo più nella stessa città, o nelle stesse città. Che noi ci si è ritrovati prima a Bologna poi a Londra. 
 Mi piace quando vado all’università prepararmi qualcosa da casa, onde evitare quei paninazzi decongelati e affettati che non sanno di affettati che spesso propinano a noi studenti. Essendo una grandissima amante della cucina cinese, e asiatica in generale, spesso il mio Tupperware conteneva questi Noodles con gamberi e verdure saltati nella salsa di soia. La ricetta è di per sé già scritta nel titolo, e di una sciocchezza unica. Però il risultato è fenomenale, soprattutto considerando che 100g di Noodles possiedono intorno alle 100kcal.



Ingredienti:
Noodles o spaghetti di riso cinesi
Verdure miste fra cui zucchine, carote, e se si trovano freschi, germogli di soia
Gamberoni
Salsa di soia
Sesamo (opzionale)

Procedimento:
Innanzitutto si tagliano le verdure a striscioline, o bastoncini. Io per comodità/svogliatezza/tempi di cottura le grattugio a julienne. Si fanno saltare in padella con un po’ di olio e un pizzico di sale, e si aggiungono poi due cucchiai di salsa di soia, infine i gamberoni. Attenzione a non eccedere con la salsa di soia, perché potrebbero risultare stucchevoli. Cuocere i Noodles per due o tre minuti in acqua salata, scolare e saltare insieme alle verdure. Eventualmente aggiungere un altro cucchiaio o due di salsa di soia, per “colorare” e insaporire i Noodles. Infine, una spolverata di sesamo, che precedentemente sia stato fatto saltare in padella qualche minuto.
SHARE:

giovedì 15 novembre 2012

Se sei nato in Romagna, o da piccolo sei stato alle Balze o hai avuto un'infanzia infelice.



Torno ai fornelli per un breve brevissimo post, più fotografico che culinario.
Tant'è che poi del piatto che ho preparato con quei meravigliosi funghi porcini che abbiamo raccolto alle Balze tre domeniche fa, non ho nemmeno immortalato il piatto. Solite scuse da Desperate Foodblogger che però sono sempre valide, ovvero:
* era sera tardi quando li ho preparati
* non c'era luce e le foto sarebbero venute mosse
* la SD card era nel computer che era in valigia sotto a tutti i vestiti.

Fatto sta che poi in fin dei conti anche quello è il bello di un blog, una foto da reportage, una fatta con l'Iphone e l'altra superprofessionale con Reflex, obiettivo Macro e cavalletto. O almeno, così sono i miei blog preferiti, quelli che a prescindere dal trovare o non trovare il link in giro, mi sveglio e ho la curiosità di cercare. Ce ne sono 5 o 6, fra i miei preferiti.

 L'altro giorno mi è arrivata una mail importante, avevo chiesto di inserire il blog in una raccolta di blog e mi è stato risposto di no, perchè su questa pagina gli argomenti cibo e viaggi erano troppo mischiati.
E come si potrebbe non farlo? Ok, forse i miei ripetuti e continui viaggi decentrano un pò l'attenzione dal cibo, ma infondo, chi se ne frega? I miei viaggi sono sempre più gastronomici e non turistici, allora perchè non aggiungere anche di tanto in tanto una foto di un monumento piuttosto che di soli piatti perfetti?
Non è una testata giornalistica, e se un giorno mi va di parlare di iniziative bolognesi, quello dopo di ristoranti libanesi nel Sussex e quello dopo ancora di ristorantini parigini e londinesi, non vedo perchè no.
Questa risposta, invece che farmi provvedere alla rimozione dell'argomento viaggi, che è parte preponderante del blog e del mio carattere, mi ha in un certo senso inorgoglita.
Comunque sia, per oggi lascerò una ricetta di un'insalatina leggera ai porcini, senza foto.
E vi farò scoprire un posticino splendido. 





Partiamo subito da una considerazione: 
Se sei bambino, e sei nato in Romagna, sicuramente da piccolo ti hanno portato o sei stato alle Balze. 
Balze o Monte Fumaiolo, come si voglia chiamare. 
Ti ci avranno portato i tuoi genitori "per respirare un po' l'aria di montagna", ci sarai andato in campeggio con la parrocchia una settimana, o con la catechista, o con i nonni che d'estate in Agosto tentavano di sfuggire la calura estiva affittando un bungalow in un campeggio lassù.
Sono legatissima alle Balze anche se non ci tornavo da 15 anni. 
Ci sono ricordi dei nonni, di quella bambola che avevo comprato alla mamma a quel campeggio, subendo poi i rimproveri del prete e della catechista perchè avevo speso tutte le trentamila lire che mi aveva dato il babbo prima di partire in quella bambola. Ma io l'avevo vista e me n'ero innamorata, e come sempre accade, non avevo pensato a conseguenze e niente, e l'avevo comprata sapendo che avrei fatto felice la mia mamma. 
Già a sette anni si notava in me il gene della pazzia, assurdo a ripensarci ora.

Il monte Fumaiolo è un monte situato fra Romagna, Marche e Toscana ed è la vetta più elevata dell'Appennino Cesenate (Wikipedia docet -io per arrivarci ho usato Google Maps =)
E' noto perchè in cima si trova la sorgente del Tevere, e per questo meta ambita di bambini con le loro borracce termiche e anziani in gita di salute, anche loro con le borracce a tracolla. 
Purtroppo però, da quando ci andavo da piccolissima, sono cambiate un po' di cose e ora non è più possibile riempire le borracce alla sorgente, cosa che invece era scopo e fine ultimo di tutta la scarpinata su per il monte, fra le foglie secche, il profumo di autunno, i funghi coloratissimi e dai colori caldi, piante di faggio e il cantare degli uccellini.

La strada che conduce alle Balze da Santarcangelo è meravigliosa, si attraversano un sacco di posti stupendi, tutti i paesini più importanti della Valmarecchia si trovano su quella strada, da Torriana e Verucchio, a Petrella Guidi di cui ho già blaterato qui, e Pennabilli, patria di quel magico Tonino Guerra che ci ha abbandonati per costruire lassù il suo luogo dell'anima.
Un concentrato di romagnolità tutto abbarbicato su una stradina.




Tornando a noi, i funghi raccolti purtroppo non sono tantii, io specialmente ho vinto il campionato per funghi velenosi raccolti. Bellissimi e colorati, come questo, ma non commestibili. Ma i loro colori erano talmente intensi che non potevo non soffermarmici e desiderare di averli.

Tornati a casa, farci un sugo sarebbe stato sciuparli, quindi abbiamo optato per un'insalatina di porcini crudi, sedano tagliato sottile e scaglie di grana, come il caro vecchio Cesari insegnava. Molto semplice. 
Prendi i funghi, li lavi con tutta la cura e l'amore di questo mondo, poi li tagli a fettine sottilissime, un pizzico di sale, sedano tagliato a fettine sottilissime e scaglie di grana. 
Semplice no?


SHARE:

venerdì 9 novembre 2012

Pasticceria Torinese, Reggio Emilia.




Per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse,
di viaggiare in solitaria 
vedendo il mondo per esistere.
(Samuele Bersani)

Per vostra grande gioia non cucino più.
Ovviamente scherzo. Al momento ho un archivio di ricette e foto da pubblicare che posso stare serena fino al 2015, ma mi va più di blaterare di altro. Contenti?
Questa volta, molto succintamente -chè son già le 6.18 e oggi non sto nella pelle che sono tutto il giorno a Bologna-,  vi racconterò di una recente scoperta, di quelle che cammini per strada, segui un profumo e quando ci sbatti contro pensi che il destino e l'universo intero abbia cospirato per farvi incontrare. Vi capita mai di pensarlo anche per alcune persone?
Questo come dicevo nel post precedente è un periodo densissimo, di adrenalina continua, di lavori che arrivano e devo rifiutare per mancanza oggettiva di tempo, di proposte e incontri interessanti che mi accendano e mi fanno bruciare di voglia di vivere. 
E di incontri, caffè, chiaccherate notturne o mattiniere di una potenza da lasciarmi tremando, di tanto in tanto.

Ero a Reggio Emilia come tante volte, quando frequento le lezioni e camminavo con il mio socio in affarri/cazzeggio Alberto, di cui penso le stesse cose dette sopra man mano che la nostra conoscenza si approfondisce. Ecco, diciamo che si era partiti con l'idea di andare a lezione, sarebbe stupido dopotutto prendere un treno da Rimini, sbattersi per 180 km e poi non andarci.
E invece no, fieri dei nostri due quattrini in tasca, ci siamo concessi una visita guidata di Reggio Emilia, (io ovviamente ero il Cicerone e contro la sua volontà me lo sono trascinato dietro in tutti negozietti da gastrofanatici, trucchi. Un santo e un gran amico, insomma.) 
La giornata è cominciata però in questo paradiso terrestre. 


                                                             faccia che dice stanchezza.

L'avevo scoperto due settimane prima passeggiando uscendo dal Panificio Melli con il mio sacchettino con l'Erbazzone ed ero impaziente di farlo vedere ad Albi. 
Condividiamo la passione per le cose belle, per i posti raffinati. Per il cibo e il buon vino.  
Anche se questa volta abbiamo esagerato. L'eleganza e il decoro della Pasticceria Torinese ci hanno messo un pò a disagio. Non eravamo certo abituati a tanta grazia, ad esser trattati come due principini, a posateria d'argento, zuccheri di dieci tipi e una vetrina tanto meravigliosa. 
Non ci aspettavamo di essere catapultati da Piazza Prampolini al Ritz di Londra.
L'emozione e la sensazione è quella di entrare in una di quelle vecchie pasticcerie del 1800, caffè letterari, Vienna. Questo è il feeling, immediatamente prima di perdersi fra praline di ogni tipo, miele e marmellate, brioches fragranti e crema pasticcera degli dèi.
L'ambiente è caratterizzato da soffitti alti e a volta, decorati e affrescati, due salette da the con il camino. Ideale insomma per un appuntamento romantico, di lavoro, o anche di chiacchere confidenziali, come le nostre quel giorno.
Passando dal suo viaggio imminente in Brasile, ai miei tormenti interiori, alla vita universitaria, a Baghdad. 

La vita scorre.

Via da confermare, =) Attaccato al Panificio Melli comunque in Piazza San Prospero
Reggio Emilia.

SHARE:

domenica 4 novembre 2012

La scatola dei sogni e dei progetti.

Sono giorni veloci questi, velocissimi.
Tutto nella ma testa nasce, si evolve e si concretizza in tempi brevissimi. Vi è mai capitato di essere iperattivi? Non tanto per la mole di impegni che si hanno ma proprio come uno schema mentale, ti svegli al mattino, apri gli occhi e scendi immediatamente dal letto perchè la voglia di fare è incontenibile.
In Romagna si dice "avere la smania", non stare fermo un secondo.
O avere il Ballo del San Vito, come dice Vinicio.
Aggiungi a questo il fatto non poco rilevante che la mia sveglia biologica è alle 5 tutte le mattine da circa due anni, e il risultato sono giornate da 18-19 ore.
Ci sono tante cose da fare, tante collaborazioni interessantissime, progetti...e non riesco a perdere tempo.  A chi quest'estate mi accusava di essere un pò assopita,spenta e non essere agitata come mio solito rassicuravo dicendo che mi sarei svegliata a Settembre.
L'inverno è la mia stagione preferita, preceduto dall'autunno, e il cambio di stagione invernale mi ha sempre portato e trascinato in questo vortice di sentimenti positivi e concitati, sin da quando ricordo. Al contrario verso Marzo, l'arrivo dell'estate mi sbatte un pò più a terra, e ad Agosto comincio il countdown per l'arrivo di Settembre.
Partiamo con questi progetti, tanto per cominciare. Sto scoprendo un ristorante che ho sempre amato tantissimo nella mia zona, e per dei lavoretti lo sto frequentando un pochino. Mettere piede li dentro, sbirciare nelle loro cucine, poter osservare la danza in cucina della bellissima Chef  Daniela è un miracolo e un regalo meraviglioso per me.
Mi sento sempre dentro una favola, No principi azzurri ma cucine. E pentole, e fornelli.
Il ristorante in questione è il Chiosco di Bacco a Torriana, di cui vi parlerò più dettagliatamente in uno dei prossimi post.



E poi, ho concretizzato un'idea che avevo li da tempo. Sin dalla prima volta che ho messo piede a Bologna ho sempre avuto un borsellino, poi diventato una busta plastificata con miliardi e miliardi di Business cards, di locali, di persone. Sono una persona che non fatica a instaurare conversazioni, -sarà la mia indole romagnola =) Mi piace parlare con la gente, capire come è stato creato un bar, leggere le storie di pasticcerie che sfidano secoli. Ho creato, la Bologna Foodie Guide, con tutti gli indirizzi golosi per gastronauti e appassionati di cibo. Diciamo, il pdf che vorrei avere in mano quando visito un'altra città. Una lista di tutti i negozietti foodie, dove acquistare il meglio.
L'articolo è stato poi pubblicato anche dal mio amato MyWhere, esattamente qui. nella sezione MyCooking.

La Bologna Foodie Guide mi ha dato talmente tanta soddisfazione e risposta in questi giorni che ho deciso di farla diventare una pagina Facebook, magari da costruire tutti insieme.
Il prossimo appuntamento è quello con le Pasticcerie e i Forni migliori.

Bologna Foodie Guide

Promuovi anche tu la tua Pagina

E poi, un altro sogno, che ormai sta giungendo all'effettiva concretizzazione.
E speriamo che possa avverarsi. Il sito è ancora un pò Under Construcions, e mancano tante cose.
Va aggiornato, devo comprare il dominio e tanto altro ancora, ma mi piacerebbe avere la vostra opinione in merito.
E' in inglese, ma tanto voi qui siete tutti poliglotti e bravissimi!

SHARE:
Template Created by pipdig