venerdì 18 settembre 2015

L'Amarissimo a Lido di Savio e la leggerezza del vivere sospesi.


Pensavo da tempo a un rituale, un modo degno per salutare l’estate -almeno 
nella mia testa- e a pensarci, lo volevo proprio così. 
Un Lunedì di ferie -che tendenzialmente il Lunedì per me è il giorno più schizofrenico della settimana, con la tachicardia già dalle sei del mattino e quelle cinquanta chiamate/messaggi- un po’ di pioggia e quel tempo indefinito e meteoropatia in cui sai già in partenza che ti è precluso lo star bene a prescindere, anche se farai cose meravigliose.
A completare la cornice la mia amica CaraWanda, pervasa dallo stesso sentimento di saudade e gnagna.


L’Amarissimo lo pregustavo da Luglio, dopo esserci stata per un matrimonio e in occasione del “BBQ sotto le stelle", una delle tante serate veramente belle che ha all’Osteria con cucina nel sul palinsesto estivo.. mi ero ripromessa di tornarci con calma, che si sa, è da sciocchi giudicare e andare a provare un locale in Agosto. 
O meglio si fa, ma ne si accettano poi le conseguenze di troppagente troppocaldo troppafrenesia. 
Una spiaggia easy, alla buona, con i bagnini che portano i lettini sullo skateboard in passerella, con i bagnini con i rasta abbronzatissimi e i sorrisoni bianchi. E un ristorante, conipiedinellasabbia (espressioneabusatissima quest’estate).
Un posto che non esclude nessuno, e credo sia proprio questo il punto di forza, in un momento in cui i locali sembrano un po’ omologarsi tutti e diventare di nicchia “il covo degli hipster” “il ritrovo della riminibene”... all’Amarissimo si è creato un ambiente libero e bello per tutti, dal fighetto al freak al polleggiato. E non è poco, non è poco per niente.




Seconda considerazione: era un sacco di tempo che non mangiavo così bene.
E per così bene intendo un posto che, come diceva mia nonna “ti lascia la voglia”. 
Io e Ivana abbiamo preso un’insalata di seppia ai due pomodori, con olive taggiasche, meravigliosamente buona anche se forse un po’ scarsa, rispetto a quello che poi sono stati i primi.
Come primo invece, per me Chitarrino al ragù di mare eccellente, mai mangiato un qualcosa di così sublime, dalla texture e la cottura della pasta al sugo, ricco e gustoso... quello che chiameremmo comfort food. 
Per Ivana invece, anche se alla fine poi ci siamo smezzate tutto, un passatello alle vongole con scorfano e pesto leggero di verdure, delicato ed equilibratissimo. 
E, per tutta la durata del pranzo, pioggia e acquazzone e poi sole e il mare che avrà cambiato almeno dieci tonalità.
La leggerezza del vivere sospesi. 


 Unico rammarico, averlo provato troppo tardi. L’Amarissimo chiuderà infatti il 27 Settembre, la prossima settimana.
Ma resterà nella top-list dei desideri da depennare l'anno prossimo ad Aprile, un desiderio nell'aria che in un caffè di Gennaio al MamBo tireremo fuori come "Quanto manca all'apertura dell'Amarissimo?"


L'Amarissimo
Viale Romagna 323/h
Lido di Savio

2 commenti:

Ivana Monaco ha detto...

"Ma resterà nella top-list dei desideri da depennare l'anno prossimo ad Aprile, un desiderio nell'aria che in un caffè di Gennaio al MamBo tireremo fuori come "Quanto manca all'apertura dell'Amarissimo?""
Io son già a quel giorno di aprile...

Arianna Galati ha detto...

Fai venire una voglia di mare che... guarda, mmmm.