giovedì 6 dicembre 2012

Tanti Auguri Ristorante Cesari.


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Per chi mi conosce un pochino, sa che ci sono posti che mi entrano nel cuore, tanto, e quando qualcuno entra nel mio cuore è difficile che se ne vada facilmente a meno che proprio non mi faccia incazzare tanto.
Ho lavorato durante gli anni della triennale a Bologna al Ristorante Cesari per due anni, e credo proprio che fosse scritto nel mio destino di capitare lì dentro.
Per motivi affettivi, per motivi di vita veri e propri e per un insieme di altre ragioni.
Non era programmato, ci sono entrata senza la minima cognizione di causa di che locale fosse ma poi gli stimoli, gli input e tutto quello che ho ricevuto da Paolo e Irene, ma anche da Gaetano, Sylwia e tutti quanti sono stati e continuano a essere immensi.
Non posso dilungarmi ora, sto partendo per la Polonia e devo ancora fare la valigia.
Mi dilungherò fra non molto e vi presenterò i loro piatti e la loro magia, sicuramente prima della fine dell'anno. Fatto sta che Cesari Paolino e Irene sua moglie meravigliosa e donna dalle grandi virtù, Domenica 2 Dicembre hanno festeggiato i 50 anni della sua attività.
Impegno, Passione e Tradizione, per raggiungere il massimo e diventare un'eccellenza nella tradizione Bolognese e un punto di riferimento nella città.
Vi lascio con questo meraviglioso articolo, di Nazzareno Carusi uscito su Libero nella rubrica
"Pillole di Classica" l'altro ieri.
Definire Nazzareno Maestro è riduttivo, non trovo nella lingua italiana parole per parlarne.
Se non sapete chi sia siete degli ignorantoni, ma vi invito a consultare il suo sito.
Ovviamente scherzo, vi voglio bene.
Stay tuned, e grazie grazie grazie infinite Nazzareno.
Com'è che diceva quel poeta? Eternamente tuo, eternamente mia, eternamente nostri?
Ti ringraziamo di cuore, le sorprese inaspettate sono sempre quelle migliori.

Di tutto questo ricorderò il tuo sms, io che alle 7.15 mi alzo in pigiama, mi infilo gli UGG e il giubbotto e mia mamma che mi dice
"Ma è freddo, ma sei cretina, ma dove vaiiii?" e io che corro in edicola e urlo per le scale:
" EEeee ma tu che ne vuoi capire della passione, del fuoco interiore?"
E' un mondo in mano ai matti come cavalli, per fortuna.

La bottiglia meravigliosa, i Menù e l'organizzazione della festa è stata affidata a Valentina e Francesca, meravigliose ragazze di DreamFree Communication Ideas.

LIBERO | Pillole di classica > 04.12.2012

Scrive Sant'Agostino nelle Confessioni che “gli uomini vanno a mirare le altezze dei monti e i grossi flutti del mare e le larghe correnti dei fiumi e la distesa dell'oceano e i giri delle stelle; e abbandonano se stessi”. Va' là che una giusta forse l'ho beccata. È che per anni mi sono chiesto perché abbia viaggiato tanto senza veder altro, e senza desid

erare, che sale da concerto, teatri, alberghi, ristoranti e bar. Nella mia vita sempre in moto, hanno preso importanza inimmaginata luoghi in cui il pensiero corre anche da fermo; e che mi sono accorto essere, per me, quasi sempre quelli frequentati da altra gente, dove incontrare persone che, mai facendo nulla a questo fine, t'entrano comunque dentro l'anima e lì stanno, in silenzio eppure presentissimi. Uno di questi è Da Cesàri a Bologna, che ha festeggiato cinqunt'anni d'attività domenica ma io, per una bronchite, sono stato costretto a saltare il giro. Mezzo secolo di ristorante e mezzo miracolo per questi tempi deliranti, dove gli uomini non hanno più valore per le forme che sanno dare a materie anche ideali, ma per quant'hanno di liquido sul conto. Paolino Cesari ha festeggiato restando aperto nel giorno di chiusura e regalando il ricavato alla ricerca scientifica. Il suo locale lo scoprii con Italo Allione, patriarca della secolare casa editrice omonima milanese. Era il 2004 e da allora, soprattutto dopo le sedute di registrazione in Fonoprint, vado lì. Tortellini in brodo, petroniana (la cotoletta bolognese, formaggio e prosciutto, che la signora Irene fa come nessuno) e un Sangiovese di riserva della cantina di famiglia che muove al sogno. L'ordinazione non la faccio neanche più, che Paolino sa i gusti di chi ospita. E a tutto viene aggiunto, con la generosità di chi lavora con amore, ciò che lui ha di meglio in quel momento. Se ci capitate, vi auguro il salame di mora romagnola; oppure pregate Iddio che sia andato in Puglia, da un amico contadino non ricordo dove, e abbia riportato a casa quei piselli da morirci dietro. L'altra sera, m'ha detto la Frisòn (Veronica Frison, che è diventata un nume del locale e s'è occupata del booking della festa mandandola sold out in poche ore), sono stati ricordati quelli che non ci sono più. Allora un bacio a Lucio glielo mando qui. Lo trovavo quasi sempre, con Marco e i loro amici, seduto all'ultimo (o al penultimo) tavolo del fondo, vicino alla cucina. Là gli venne l'idea del nostro Nessun dorma piano e voce per Canale 5, e di quel concerto dedicato a Scarlatti e Liszt che m'invitò a fare a Benevento e rimane fra i più belli della mia carriera, quando diresse il festival delle Quattro notti e... più di luna piena, titolo che più alla Dalla non si può. Certo, non c'è solo il Cesari lì a Bologna, città che dell'ospitalità ha il culto. Ma fidatevi, un salto in quel locale tutto legno e profumi che vanno dalla cucina al cuore, è gratitudine di chi le ama per chi, le tradizioni, le conserva.
www.nazzarenocarusi.org

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