lunedì 31 dicembre 2012

Ultima sbrodolata d'amore e amicizia...per quest'anno.


Viene difficile a fine anno fare un bilancio di tutto quello che c'è stato, sempre.
La lista dei propositi ho smesso da  tempo di farla, che tanto si sa che li si fa per non rispettarli, e passata la mezzanotte del Capodanno si è sempre gli stessi coglioni con gli stessi problemi e gli stessi tormenti.
Però un bilancio e un breve sum-up di quello che è stato è lecito e sacrosanto.
Quest'anno però è più semplice, forse anche voi come me vi eravate già trovati a farlo il 21 Dicembre, Maya o non Maya un po' tutti ci si era chiesti "e se finisse il mondo? sono felice? Sono stato felice? Muoio felice?"
Mai come quest'anno è stato tempo di morti improvvise non aspettate.
Non Rita Levi Montalcini di cui come sempre su Facebook si sta creando un muro del pianto, che ci sta, è una grande perdita, per quanto il suo puritanesimo in vecchiaia non mi piacesse affatto.
Ma dico io, aveva cent'anni per gamba, non stava in piedi, lascia pure che fosse lucida, ma sono cose che càpitano, la morte fa parte della vita. Suvvia, non siamo patetici.
Parlo di morti come quelle di Marzo, che sei in macchina dopo una giornata al mare con  la tua amica Alice, dopo una giornata splendida a raccogliere conchiglie. Nel cielo e ancor di più al mare c'era un sole meraviglioso, nemmeno una nuvola. Stai guidando, cielsereno, e la speaker radiofonica annuncia
"Una notizia che non avremmo mai voluto dare, è morto..."
E tu non inchiodi perchè quelle cose succedono nei film e sono poco realistiche, ma, dal niente, alzi gli occhi al cielo e le lacrime cominciano a scenderti come un torrente. Dal niente. E rimani sconvolto e altrove per tutto il giorno, lasci suonare i telefoni e non rispondi alle mail, ignori tutto.
Che poi, non è che fossimo amici sia chiaro, amicizia è ben altro, ma comunque una persona che per due anni hai visto, con la sua simpatia, la sua voglia di vivere, il suo tormento percepibile, i "chissà quanti silenzi hai dovuto traversare"
Come ha detto Zac, mi pare di ricordare, è come se quel giorno a Bologna fosse caduta una delle due torri. E l'assenza si sente, si sente eccome. Ma è un'assenza presenza, e qui vi rimando senza troppe marchette o che, a un articolo che spiega meglio di me cosa intenda.
Bologna non è più la stessa? O Bologna è erede profonda di quello che Tu hai lasciato?
E di morti di nonni di amici, che per te non erano persone importanti, non tanto quanto lo sono la nipote e la mamma della nipote. Morti che fanno riflettere, rubare immagini al Cielo, far rinascere amicizie.
Succede spesso che dagli eventi dolorosi nascano cose meravigliose.
Per cui Ciao anche a te, Tonino, e che lassù tu possa sfrecciare con il tuo rimorchio pieno di utensili di campagna, perchè no, insieme a tutti quelli che già ci stanno lassù. Ho buone conoscenze in Paradiso, sai?

Ora basta, torniamo al mondo dei vivi, noi che ancora ci siamo (e toccatevi, voi che sto per citare, caldamente) e che brindiamo tutti insieme.

Sarò o cercherò di essere breve (Seeeeee come no) e di fare una minilista di link da seguire, di persone da conoscere. Spesso ridendo e scherzando mi viene detto che tendo a fare di tutti i miei amici u n grande minestrone, alla Pavarotti un Veronica&Friends =)
è vero, verissimo. O, come dice la mia poetessa del cuore Annalisa Teodorani, di essere una talent scout di alchimie fra persone. Vero anche questo, ma se, dicoio, penso che due persone possano piacersi, perchè non presentarle? 
Non sono mai stata possessiva in nessuna sfera della vita, nè delle cose materiali, nè tantomeno delle persone. Credo che le belle persone debbano conoscersi. Così come ho raccolto un velato consiglio e ho cominciato a stalkerare Annalisa e ci siamo incontrate, e ora siamo superamiche e legate come solo in un mese si possa diventare., e Guarda un pò, Annalisa conosce anche Marina, che non so con quale coraggio chiama Maròina, alla romagnola. E dire che la chiccheria e la finezza di perla di Marina in tutti i modi me la farebbero chiamare, ma non Maròina. Ti prego.
Quindi come dire, se prima eravamo in due a ballare l'alligalli adesso siamo in tre a ballare l'alligalli.




E da questi incontri organizzati dal niente, da chiamate, sms, twittate e da rincorse a certe squisite personcine che popolano la mia vita e il mio cuore e che sempre sul più bello spariscono o non si fanno trovare (ogni riferimento a te, Rondoni's, è puramente casuale) nascono belle cose.

Come le serate dell'altra sera.



Un "passo 15 minuti che non sto bene e non mangio niente che sto male" e tu pensi "ma questo, com'è svolto Santi Numi?" e poi sorridi e pensi che se non fosse svolto così probabilmente non lo followeresti da quando hai 14 anni e non lo ameresti nel senso più bello del termine, con pregi e difetti, incazzi e scazzi, pacchetto completo.

Sei bello Rondoni's. Sei una delle più belle persone che mi siano capitate fra i piedi =)
E le chiacchere, con te, Maestro, che mi fa ridere chiamarti Maestro e mi sento sempre in colpa per la poca riverenza che ti porto, ma tu sei tu e io sono io, e non mi riesce trattarti formalmente.
Perchè la tua simpatia, la tua purezza d'animo che non è quel bigottismo e essere conforme a certi dettami quanto piuttosto un'aderenza alle cose e alla bellezza e all'inquietudine della vita, sono cose meravigliose.
E sei un signore, e lo sprigioni da ogni parola, da ogni gesto verso me, la tua splendida Barbara, tua Madre.
E la storia tua familiare ne è la prova e riprova.
E apprezzo la tua schiettezza, che è talmente schietta che non offende ma anzi, ti lascia con una riflessione e un sorriso, Amo il tuo modo di non escludere nessuno dalla conversazione anche se poi parlate voi due, ma Tu guardi Barbara sempre, guardi me che talvolta dico cazzate perchè mi piace bere quei deliziosi passiti, moscati liquorosi che sono tanto dolci quando potenti.
Sei un Dono e un Nume, altrochè me/io, che pronome ci va?
E amo Barbara, la sua dolcezza, la sua mano che tiene quella del piccolo gourmet e musicista Riccardo.
E tua madre, che ride della mia mattezza e ci racconta degli altri tuoi figli canadesi, della R moscia e prima di andare via mi dice "tu farai della strada". Si, certo, quella dalla porta del ristorante al letto dove mi schianterò a 4 di spade e mi rialzerò dopodomani per il troppo Albana in circolo.





E poi ci sono gli amici di sempre, quelli da poco nella tua vita e quelli che ci sono entrati subito o che purtroppo ne sono usciti o hai fatto uscire per un po' per non farvi del male. Càpita anche questo.

Poi però ci si riprende sempre, vero Andino bello?
Ci si riprende con un mazzo di fiori non tuo il giorno della laurea, delle incomprensioni e ci si accetta in ogni istante.  Per cui Grazie a te, Giuseppe che mi hai fatto incazzare come una iena il giorno della laurea ma poi ho deciso nella mia magnanimità di perdonarti, a te Anna, che mi rimproveri di non aggiornarti sulla mia vita ma sai bene che mettermi li a scrivere mail non ci sto dietro e ti vado bene così. E ora che mi son fatta segare in Magistrale non puoi nemmeno controllare la mia carriera universitaria e cazziarmi, povera.
A te Rose, alla tua Grazia e bellezza, alla tua simpatia e al tuo sopportare quel tenero rompiballe di mio fratello. A te Serena, che come me segui il cuore e la passione, che non ti butti giù per come va l'Italia ma come dicono certi cani giornalisti "hai deciso di restare". ahaha che ridere che mi fa il giornalismo delle volte, tu dici A e loro sentono B.
E lascia pure che sentano quello che vogliono, io la tua passione la vedo nei tuoi occhi, nel tuo prendere e andare a Londra a farti un Workshop con i contromazzi. E le soddisfazioni più grandi arriveranno eccome.
Intanto,  lasciami dire a te e Alice che voi di A Click For Two siete splendide e siete le mie preferite.
E tu, Alice, babbionazza, che non capisci che non è che non ti voglia vedere, ma effettivamente a Rimini ci sono stata secondo me un totale di 100 ore negli ultimi tre mesi. Tutte interamente concentrate e dedicate alla cosa più importante, la famiglia. Ma sei qui.


                          quello che avete creato è semplicemente meraviglioso. 



E ancora, (non finirò mai, che bellezza) Grazie alle Pirottine, a te Bebe che da quando ti ho conosciuta agli Ambasciatori tipo 5 anni fa e sembravo una punkabestia, non ci siamo più lasciate. E io ti guardavo rilasciare interviste e non avevo il coraggio di venire da te a dirti "Oooh minchiona, sono quella intavanata del blog".

E tu mi apri file ogni giorno, un tuo semplice post, sms, Whatsappata è un input non solo a scoprire e cercare, ma a essere una persona migliore. Perchè le persone le vorrei come te, più contatto e meno contatti, più schiettezza anche se si va controcorrente. E oggi che il mondo del giornalismo fa talmente pena che a volte leggo cose che mi fanno accaponare la pelle, tutto pronto e preparato e lì dato in pasto ai cani, sono pochi i giornalisti che scrivono con il cuore in mano e non si prestano a marchette o favori. E tu sei una di quelle. E Bebe in Wonderland sia, con un Adorabile come il tuo la vita va presa a morsi e voi possedete la chiave della felicità.  E a te Simo, Grazie. Che i tuoi sms giungono sempre così inaspettati e sono balsamo sull'anima, quanto invece i tuoi articoli sono vaselina sulla patatina. Ti piace questa metafora? AHaha scherzi a parte, amo il tuo modo di scrivere e lo sai, non riuscirò più a mangiare una mozzarella di bufala senza pensare al seno di una madre che quando lo succhi esce il latte, ti giuro, non ce la farò.
Sei una bella maialina e mi piaci da morire come sei, mi piace quando mi scrivi "Amore, ma trombare è una cosa meravigliosa", con una semplicità come se stessi a dirmi "Aggiungi un uovo".
E Grazie a te e a MyWhere per avermi condotto, o ri-unito a Antonia. Premettendo che io sono una collaboratrice pessima, che prometto tutto e non mantengo niente, ma davvero il tempo mi è stato tiranno quest'ultimo periodo. Antonia, che dire. Sei l'unica terrona napoletana che sopporti e digerisca ti piace?
E' stato infondo il mio esordio, quando ci siamo sentite per telefono.
Come dimenticarlo, "Hey, ma tu non hai la voce da terrona come tutti i terroni". E tu, che fra le tue innumerevoli virtù che perderei solo tempo ad elencare, possiedi intelligenza e autoironia hai riso con me, come quando ti ho supplicato di non farmi sceneggiate che realmente, maldigerisco.
E tu sei così, pura, bella, incontaminata, la tua scrittura è qualcosa che penetra dentro e che non ti lascia, come non ci lascia il TeDeum che ieri ti ho mandato e che ha messo i brividi a te come li ha messi a me.
E è bello, un brivido che va da Bologna a Napoli. E non vedo l'ora di abbracciarti, e come dici tu, sarà un ritrovarsi non un incontrarsi. Ti amo, e ti affido a Dio, come dice Rondoni's, perchè io non so amarti abbastanza o quanto meriti. Se non è questo l'amore, cos'è?
E a tutte le altre pirottine meravigliose un grande e unico abbraccio, alla mia disegnatrice e illustratrice Francy con cui devo andare a mangiare fuori presto, senza bambini però che sono pochi quelli che sopporto e i tuoi ancora non li conosco. Subito ho sentito di volerti bene, e come ci diciamo e ti ribadisco qui, sei un'appassionata e una spaccaballe che è stupendo, perchè si vede che lo fai con passione, per portare ai tuoi piccoli ricette genuine e sapori autentici, non certo per arrivismo come alcune pirottine che non mi piacciono proprio. Sei bella =)

E grazie a voi che mi avete accolta e ospitata come una figlia, e intendo le case che mi hanno sopportato in questi mesi. A partire da Casa di Via Gabbi, quei 5 adorabili matti e teneri che ho trattato come soldatini, costretto a venire a far shopping con me, a cui ho coattamente occupato il divano e i letti, e che mi hanno trattato come una principessa. E' un po' che non passo, ma non pensate di liberarvi di me solo perchè non studio più a Reggio. Mi vedrete, eccome se mi vedrete.





E a te, Sylwia, che sei bella come poche cose. Quando penso a te o devo definirti mi viene sempre spontaneo dire che il Signore Iddio quando ti ha pensata nei suoi progetti, ti ha creata senza una sola molecola di malignità o cattiveria. Perchè davvero, chi ti conosce questo credo sia il primo pensiero e feedback che riceve. Vien da chiedersi: "ma è umana?". Grazie di essere mia amica, di chiamarmi ssstupida perchè me lo merito sempre, di accettare e ridere sui miei tre miliardi di difetti e di essere così come sei.

Ti voglio un bene che nemmeno te l'immagini, e sono troppo contenta quando la sera prima di andare a letto leggiamo insieme le poesie di quell'altro diavolaccio.

E grazie alle splendide persone che sono Chizu, e tutta la famiglia nippobolognese-

Non approfondisco qui il tema perchè tu, Chizu sei il secondo post dell'anno nuovo.
Una sviolinata tutta per te, Paolo, Yuma e Yuzu.
Mi impappino ogni volta che vi cito con questo trionfo di Zu &Chi& Yu =)

Un grazie a te, Cey, che ci si sei sempre e i tuoi messaggi sono una carezza. Mi manchi e vorrei vederti.

I nostri incontri portano sempre una ventata di positività e tragicomicità che raccontarli sarebbero incomprensibili ai più. Ma ti seguo, e ti penso sempre. Te e Fab. 
E Evaristo del nostro cuore.

E grazie a te Patty che mi fai morire, e ci cerchiamo sempre, su tutti i social possibili.





E grazie a voi, mie meravigliose Gloria e Roberta.

Mangiare con voi a Natale alle 5 di pomeriggio è stata una grazia e un Dono meraviglioso.
Siete belle e solari, e io vi amo. Da sempre e per sempre.

E un ultimo grazie a te, Fuoco. Che prima eravamo due fuochi, ora siamo tre, domani siamo quattro.

Ci si infuoca tutti insieme. Che il fuoco è come il Natale, quando arriva arriva =)
Non riesco ad aggiungere le tue foto da quel maledettissimo Instagram.



E un Grazie a voi, meravigliosi del Chiosco di Bacco. Anche per voi, vi metto in ultimo che tanto non vi offendete che siete troppo intelligenti per ste minchiate, e siccome siete pure voi nei miei primi post dell'anno nuovo seguirà post esaustivo e fotografico e amoroso come piace a noi. Vi amo, siete entrati nel mio cuore. Siete quattro elementi unici a comporre un mosaico di famiglia meravigliosa, oserei dire una delle pochissime che ad oggi resistono e stanno bene, e questo traspare. Siete innanzitutto voi, Roberto e Daniela una coppia meravigliosa, e quando regna l'amore anche i figli sono spensierati e cuorcontenti.

Ecco, su Diego avrei qualche appunto da fare, ma si sa, dai meli non nascono le pere e non poteva che essere figlio tuo, Rob. E mi raccomando, tienimi uno di quei bei cotechini ahahah

Siamo alla fine, quindi.

Premetto che questo è un post sull'amicizia e non sull'amore. Che a volte sono la stessa cosa, ma non me ne vogliano la mia famiglia e chi non cito perchè non mi sembra proprio il caso di farlo qui.

A voi e soprattutto per voi, è il Te Deum rondoniano che linko hic et nunc e che invito tutti a leggere.

Se non è l'Amore questo, non so cosa sia.

Buon anno a tutti, di cuore.
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martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale a tutti, di cuore.



Essere cristiani non è avere belle parole bei sentimenti o anime migliori di altri. Ma vederLo arrivare e sorridere, sorridere da matti.
(Davide Rondoni, da Twitter del 23/Dic)

Che strana forma di vita ha questo mio cuore:
vive di vita perduta.
Chi gli ha dato questo potere? 
Che strana forma di vita.
Cuore indipendente,
cuore che io non comando.
( Estranha Forma de Vida) 


Ci sarebbero come sempre quel miliardo di cose da dire, e io non so farlo.
Non so farlo ordinatamente e dando una precisa sequenza alle cose, o quantomeno esporle con razionalità, per cui questo post delirante non sarà altro che l'ennesima vomitata di affetto, amore verso tutti quelli che sono i miei amici, volti familiari con nomi ben precisi.
E sarà così fino alla fine dell'anno, quindi rassegnatevi o abbandonate questi schermi e ci rivediamo anno prossimo.
Natale è sentire nostalgia di casa, anche quando sei a casa, leggo su Facebook.
E sono d'accordo in pieno, anche se poi la casa in questo momento per me è il mondo, un concetto molto trasversale in cui vi sono volti, amici, libri, abbracci forti di quelli che i cuori battono all'unisono da quanto si è vicini.
Casa è Bologna, le amicizie che sono come dico sempre la famiglia che ti scegli. 
E le cose di cui ti circondi che sono e diventano il tuo mondo, il porto sicuro a cui aggrapparti con le mani e le unghie insanguinate e tutte mangiate dal troppo nervosismo accumulato da brutte e spiacevoli situazioni. 
E che ti salvano, e, come dice il mio bel Davide in apertura, ti fanno riconoscere La presenza e sorridere, sorridere da matti. Anche se poi, ti guardi intorno e tutto cede e frana.


E' esattamente questo il senso di tutto quest'anno, di questo Natale strano e gelido, che vede tutti intristiti.
Non ne ho letta una su Facebook di frase che dicesse "Oh, che bello è Natale".
E invece è bello, è bello eccome.

"è bello vivere, anche se si sta male,
volevo dirtelo perchè ce l'ho nel cuore,
son sicurissimo, amore" (Jovanotti, Il più grande spettacolo dopo il BiG Bang)

Vi lascio con i miei più sinceri auguri e una carrellata di foto dalla mostra "Presepi dal Mondo"; fino al 13 Gennaio al Palazzo della Prefettura a Bologna. 
Sono stata qualche giorno fa e sono rimasta attonita e basita per la bellezza, per la meraviglia dei colori, dettagli. Sono uscita e mi sentivo scesa da una giostra di quelle a velocità mortale. 
E in questi presepi, fra quelli dal mondo, c'erano anche quelli di Lucio, e uno speciale in cui Lucio era presente come statua, insieme ai suoi amici. 
Perchè Lucio, al di la delle polemiche sempre sterili che si fanno, delle speculazioni da gretti e bigotti, era di una fede incrollabile e salda, proteso tutto quanto al bene. 
E merita dieci, cento mille volte, di stare in un presepe.
E infondo, non se n'è mica andato da Bologna.


 Articolo "L'incastro del tempo con l'Eterno"; Corriere della Sera di Bologna, 23 Dicembre. 





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domenica 16 dicembre 2012

Si sta come d'Avvento sugli alberi le palle.

Nulla è impossibile a un cuore innamorato della vita.

    Questa faccetta da culo sono io, immagine splendida della altrettanto splendida 
Francesca di Burro e Zucchero.

Comincio con il ringraziare pubblicamente quella volpe di Stefano Sanese per questo Status di Facebook meraviglioso, che non è solo il titolo di questo post ma propabilmente di un articolo scritto dalla sottoscritta che uscirà presto su un quotidiano. Non dico nulla per ora, e non chiedete nulla.

Vorrei giornate da 50 ore.
No, non scherzo. Quelle da 18 che ho ora non mi bastano per stare dietro a tutto quello a cui vorrei stare.
Gli amici più stretti lamentano il fatto che non mi stiano dietro, che sono inafferrabile. Mi si dice che non do abbastanza tempo alle persone, che forse è vero. Quando si è molto impegnati probabilmente il tempo materiale che si dedica agli amici, alla famiglia e all'amore viene ridotto, ma quello che conta è essere e restare sempre presenti a se stessi, sapere infondo nel proprio cuore chi conta e chi merita importanza e chi no. Quindi, a che pro litigare se non ci si vede, se poi di fatto mi sveglio al mattino e nelle mie preghiere queste persone che amo ci sono tutte?

Mi sveglio sulle 5 tutte le mattine e il criceto comincia a girare nella testa come un matto, e a fare piroette ma non basta. Accumulo ritardi e ritardi e scadenze scadute.
C'è da dire che ho troppa carne al fuoco, come diciamo qui.
Che anche il qui è un qui generico, potrei dire qui a Bologna, ma ora mi trovo a Rimini e questa sera sarò a Milano, per essere poi a Bologna domani sera, di nuovo.
Sto conoscendo gente meravigliosa, meravigliosa nel suo essere appassionata e assetata di vita e di conoscenza, in tutti i campi che mi interessano.
Gastronomia in primis, ma anche poesia, letteratura, musica.
E ricevo continuamente sorprese, apprezzamenti e dimostrazioni di affetto che sento che è tutto ciò di cui ho bisogno. L'affetto, intendo.
Questo per dire che vorrei avere il tempo per scrivere qui di cibo, e come sempre torno su queste pagine per dire "Perdonate l'assenza, tornerò", ma ecco, non sto tralasciando il cibo.
Non sto cucinando perchè non mangio seduta al tavolo di casa mia da un mese forse, ho nel frigorifero la preziosissima confettura di olive che mi ha donato Marina di "La Tarte Maison" un mese e mezzo fa oramai, al Palacongressi a Rimini.
Le ho detto "Torno a casa questa sera e compro un bel formaggio stagionato poi ti dico"; e da quella sera non ho più cenato a casa.
Fortunata, dicono e pensano in molti, a mangiare sempre fuori, nel migliori ristoranti talvolta.
Da Cesari quando sono a Bologna, al Chiosco di Bacco quando sono a Rimini.
Ed è vero, sono baciata dalla fortuna.
O, come dice Mike, "Veronica, I think you were gifted".

Anche se ora come ora sogno le vacanze di Natale, in cui potrò tranquillamente sedermi con la mia sgarrupata ma unita famiglia a tavola. E' una cosa che mi manca al momento.

Vorrei parlare all'infinito dei preziosi e paterni consigli di Paolino Cesari, della meravigliosa Chizu, Yuma, Paolo e Yuzu (sembra uno scioglilingua e lo è, ma questa famiglia è la rappresentazione terrena dell'amore), delle chiacchere e risate di ieri con Annalisa Teodorani nella nostra Santarcangelo, dell'umanità e della semplicità di Nazzareno Carusi che pur essendo ciò che è, è persona di una simpatia e amore unici, nei confronti della vita. Davvero un concentrato di sentimenti e tensioni disarmanti.
Vorrei parlare delle serate a casa di Sylwia e Aris che mi hanno adottata a Bologna, dei miei fantastici Bacchi al Chiosco di Bacco, che quando ci entro è come entrare a casa e si ride e si scherza e ci si scambiano insulti amorevoli in dialetto romagnolo.
Vorrei raccontare della stupenda e geniale persona che è Davide Rondoni e dei misunderstanding e litigate di ogni secondo, ma tant'è, gli artisti sono così e è un prendere o lasciare continuo.
Vorrei raccontare di Francesco Renga, dei concerti e del meraviglioso incontro di Davide dell'altra sera al Manzoni a Bologna, dal titolo "Cosa ce ne facciamo del Natale?" e a tal proposito vi invito a leggere poi l'articolo uscito sul Corriere della sera e "La Natività", la cui lettura ha fatto venire i brividi alle 1300 persone che erano presenti al Manzoni.
E poi ancora del weekend in Polonia col babbo, tre giorni perfetti e in equilibri fra lo stupore e le litigate familiari che sono sempre così divertenti. Ti voglio bene, babbo. Anche se sono una figlia spaccamaroni e bacchettona.
E ancora di Giuseppe e Andi, delle studiate insieme in biblioteca come quando si studiava agli Orefici in San Petronio come dei matti, fino alle 11 di sera. Si stava meglio quando si stava peggio? Non saprei, però è stato un revival emozionante e che mi ha riconfermato che sono fortunata ad avervi come migliori amici. Così amici tutti e tre e così diversi e complessi, io non potrei vivere senza di voi credo. Siete i miei fratelloni maggiori, le persone che posso chiamare sempre e siete lì.
E poi ancora Luca, vorrei parlare di te. Ma sai bene che non mi piace sciorinare i miei sentimenti amorosi in pubblico tanto quanto quelli di amicizia e ne parleremo io e te.
E poi ancora, ultima di questa tirata di parole, Mi hanno segata all'esame di ammissione in Magistrale.
E sono uscita che ero sollevata. Questo dovrebbe dirla lunga sul mio stato di salute mentale del momento, diciamo che me la sono cercata e ne ero pienamente cosciente. Non avevo studiato, e l'avevo presa sotto gamba dedicandomi a tutto fuorchè a questo esame. E sono contenta, perchè le lezioni continuerò comunque a seguirle, le persone e gli amici di Reggio sono splendidi e non ho intenzione di lasciarli. Sarà un anno di lavoro, pertanto, di corsi e di tranquillità. Sarebbe stato stupido pagare 2000 euro per un corso che non avresti potuto seguire come vorresti, a me l'Università piace viverla. No E-Learning e esami che sono manini.
Amen, sarà un anno meraviglioso diviso fra lavoro e corsi e passioni da seguire.
E magari un Master, non Chef ovviamente.




Vi lascio però, solo con una carrellata di foto, progetti, amicizie. Se dovessi mettermi a raccontare tutto quanto finirei a Natale, state sintonizzati e presto deluciderò tutti su tutto.


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giovedì 6 dicembre 2012

Tanti Auguri Ristorante Cesari.


Bottle and Website Designed by Dreamfree Communication Ideas

































Per chi mi conosce un pochino, sa che ci sono posti che mi entrano nel cuore, tanto, e quando qualcuno entra nel mio cuore è difficile che se ne vada facilmente a meno che proprio non mi faccia incazzare tanto.
Ho lavorato durante gli anni della triennale a Bologna al Ristorante Cesari per due anni, e credo proprio che fosse scritto nel mio destino di capitare lì dentro.
Per motivi affettivi, per motivi di vita veri e propri e per un insieme di altre ragioni.
Non era programmato, ci sono entrata senza la minima cognizione di causa di che locale fosse ma poi gli stimoli, gli input e tutto quello che ho ricevuto da Paolo e Irene, ma anche da Gaetano, Sylwia e tutti quanti sono stati e continuano a essere immensi.
Non posso dilungarmi ora, sto partendo per la Polonia e devo ancora fare la valigia.
Mi dilungherò fra non molto e vi presenterò i loro piatti e la loro magia, sicuramente prima della fine dell'anno. Fatto sta che Cesari Paolino e Irene sua moglie meravigliosa e donna dalle grandi virtù, Domenica 2 Dicembre hanno festeggiato i 50 anni della sua attività.
Impegno, Passione e Tradizione, per raggiungere il massimo e diventare un'eccellenza nella tradizione Bolognese e un punto di riferimento nella città.
Vi lascio con questo meraviglioso articolo, di Nazzareno Carusi uscito su Libero nella rubrica
"Pillole di Classica" l'altro ieri.
Definire Nazzareno Maestro è riduttivo, non trovo nella lingua italiana parole per parlarne.
Se non sapete chi sia siete degli ignorantoni, ma vi invito a consultare il suo sito.
Ovviamente scherzo, vi voglio bene.
Stay tuned, e grazie grazie grazie infinite Nazzareno.
Com'è che diceva quel poeta? Eternamente tuo, eternamente mia, eternamente nostri?
Ti ringraziamo di cuore, le sorprese inaspettate sono sempre quelle migliori.

Di tutto questo ricorderò il tuo sms, io che alle 7.15 mi alzo in pigiama, mi infilo gli UGG e il giubbotto e mia mamma che mi dice
"Ma è freddo, ma sei cretina, ma dove vaiiii?" e io che corro in edicola e urlo per le scale:
" EEeee ma tu che ne vuoi capire della passione, del fuoco interiore?"
E' un mondo in mano ai matti come cavalli, per fortuna.

La bottiglia meravigliosa, i Menù e l'organizzazione della festa è stata affidata a Valentina e Francesca, meravigliose ragazze di DreamFree Communication Ideas.

LIBERO | Pillole di classica > 04.12.2012

Scrive Sant'Agostino nelle Confessioni che “gli uomini vanno a mirare le altezze dei monti e i grossi flutti del mare e le larghe correnti dei fiumi e la distesa dell'oceano e i giri delle stelle; e abbandonano se stessi”. Va' là che una giusta forse l'ho beccata. È che per anni mi sono chiesto perché abbia viaggiato tanto senza veder altro, e senza desid

erare, che sale da concerto, teatri, alberghi, ristoranti e bar. Nella mia vita sempre in moto, hanno preso importanza inimmaginata luoghi in cui il pensiero corre anche da fermo; e che mi sono accorto essere, per me, quasi sempre quelli frequentati da altra gente, dove incontrare persone che, mai facendo nulla a questo fine, t'entrano comunque dentro l'anima e lì stanno, in silenzio eppure presentissimi. Uno di questi è Da Cesàri a Bologna, che ha festeggiato cinqunt'anni d'attività domenica ma io, per una bronchite, sono stato costretto a saltare il giro. Mezzo secolo di ristorante e mezzo miracolo per questi tempi deliranti, dove gli uomini non hanno più valore per le forme che sanno dare a materie anche ideali, ma per quant'hanno di liquido sul conto. Paolino Cesari ha festeggiato restando aperto nel giorno di chiusura e regalando il ricavato alla ricerca scientifica. Il suo locale lo scoprii con Italo Allione, patriarca della secolare casa editrice omonima milanese. Era il 2004 e da allora, soprattutto dopo le sedute di registrazione in Fonoprint, vado lì. Tortellini in brodo, petroniana (la cotoletta bolognese, formaggio e prosciutto, che la signora Irene fa come nessuno) e un Sangiovese di riserva della cantina di famiglia che muove al sogno. L'ordinazione non la faccio neanche più, che Paolino sa i gusti di chi ospita. E a tutto viene aggiunto, con la generosità di chi lavora con amore, ciò che lui ha di meglio in quel momento. Se ci capitate, vi auguro il salame di mora romagnola; oppure pregate Iddio che sia andato in Puglia, da un amico contadino non ricordo dove, e abbia riportato a casa quei piselli da morirci dietro. L'altra sera, m'ha detto la Frisòn (Veronica Frison, che è diventata un nume del locale e s'è occupata del booking della festa mandandola sold out in poche ore), sono stati ricordati quelli che non ci sono più. Allora un bacio a Lucio glielo mando qui. Lo trovavo quasi sempre, con Marco e i loro amici, seduto all'ultimo (o al penultimo) tavolo del fondo, vicino alla cucina. Là gli venne l'idea del nostro Nessun dorma piano e voce per Canale 5, e di quel concerto dedicato a Scarlatti e Liszt che m'invitò a fare a Benevento e rimane fra i più belli della mia carriera, quando diresse il festival delle Quattro notti e... più di luna piena, titolo che più alla Dalla non si può. Certo, non c'è solo il Cesari lì a Bologna, città che dell'ospitalità ha il culto. Ma fidatevi, un salto in quel locale tutto legno e profumi che vanno dalla cucina al cuore, è gratitudine di chi le ama per chi, le tradizioni, le conserva.
www.nazzarenocarusi.org
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