mercoledì 29 ottobre 2014

Le riflessioni sulla vita di cui non avevate bisogno e Asinochileggeancora



(Eleonora di Asinochileggeancora, il castello di Bellinzona e la scultura di Chizu Kobayashi per l'asina) 

Càpita così che l'anno scorso verso Settembre -un breve resumen qui- venissi invitata a Cagliari dall'attuale AIFB (Associazione Food Blogger Italia) per una tre-giorni approfondimento e valorizzazione della cultura mediterranea molto bella.
Non mi ri-dilungherò sui vari "what da fuck am I doing there fra tutte queste foodblogger vere e super appassionate", e nemmeno sul quanto fosse stato bello incontrare persone nuove.
Mi dilungherò invece sullo stato d'animo mio #unbelpipponenonvelotoglienessuno

Era un periodo terribile l'anno scorso di questi tempi, reduce da un'estate passata a interrogarmi e martoriarmi sul che cosa farò ora/ sto crescendo/devo prendere una decisione. 
Fermo restando che lavoro per scelta da quando ho 14 anni, sono laureata e non è mai stato un problema il non sapere cosa fare un domani basta che intanto stia lavorando/mi piace quello che faccio/riesca a mantenermi, quell'estate mi era presa malissimo, complici anche vicissitudini sentimentali non proprio stabili e che mi avevano fatto interrogare tanto sul senso di un po' tutto.



Arrivo a Cagliari con tutti gli interrogativi di sto mondo e càpita che per qualche ragione comincio a rilassarmi, non a essere la cazzona che sono oggi e che ero prima, anzi piuttosto seriosa, ma mi rilasso e la prendo bene.
Fra le varie persone che conosco e vedo per la prima volta, conosco Eleonora.
Impossibile non notarla anche se eravamo 40 perché è bellissima e smart, simpatica di quella simpatia un po' cogliona che piace a me.
E perché è svizzera.
L'unica oltrestivale era lei, che è arrivata dalla Svizzera nel terzo mondo Italia con un quintale di cioccolatini che ho provveduto a saccheggiare manco non avessi mai visto del cioccolato.
Passano serate in quella Cagliari meravigliosa e ancora estiva, passano corsi di cucina mediterranea e cene al porto e abbuffate epiche e la conosco meglio, e una sera a un tavolino in cui a sera tarda ci eravamo isolate in quattro lei racconta la sua storia, i suoi dubbi, il suo trascorso a Parigi, il suo anno al Cordon Bleu, i suoi corsi di cucina.
Per un'appassionata di cucina come me tutto questo è sinfonia, ci sarebbero duemiliardi di particolari che avrebbero realmente potuto farmi innamorare di lei, ma mi innamoro di lei per quello meno evidente probabilmente -dai su indovinate

Alla domanda "ma perché hai aperto un blog" ogni foodblogger sempre se la mena un po' e finge umiltà dicendo "volevo catalogare tutte le mie ricette in modo da non perderle".

Sì certo, trullallero.
E talvolta mi verrebbe da rispondere "se dovevi solo trascriverle spiegami perchècazzo perdi ore a cercare la luce perfette, hai una reflex da miliardi e perdi tempo a scrivere allora".

Molto meglio una verità sincera, del tipo "Mi ritengo di aver qualcosa da insegnare", o nel mio caso "Volevo trovare interlocutori che avessero il mio stesso interesse e poter parlare con persone che come me si commuovessero davanti alla perfezione di un piatto".




Eleonora no, si firma con lo pseudonimo Elvira Coot e ammette con tutta l'umiltà di questo mondo

"Ero curiosa di vedere se potesse interessare qualcosa di quello che lei scriveva, usando uno pseudonimo, se avessi scritto con il mio nome in Svizzera sanno chi sono e non sarebbe stata la stessa cosa."
Mi ghiaccia immediatamente e penso al disagio (mia parola preferita) che questa povera creatura meravigliosa svizzera deve avere addosso per scrivere sotto pseudonimo, e diventa subito la mia preferita.
Ora non vi sto a spiegare nessi della sua vita privata, siate pur liberi di pensare che scriva sotto pseudonimo perché cinque anni fa ha accoltellato la sua dog-sitter e ora deve riscattare la sua immagine agli occhi dell'opinione pubblica del Canton Ticino, o che sia scappata di casa a tredici anni e non vuole che i suoi genitori la trovino.
I motivi sono ben altri e ben più felici, ma non è questo che ci interessa.

Dopo Cagliari continuiamo a sentirci con regolarità e le prometto che sarei andata a trovarla in Svizzera, e così è, a Maggio di quest'anno.
Una gita da pazza, in macchina da sola fino a Bellinzona e poi fino a Lucerna, solo perché realmente avevo voglia di vederla.
Involontariamente in me aveva gettato un seme di luce, la sua positività e determinazione contagiano.
Forse perché è un po' come me, Eleonora ironizza, sulla vita su se stessa, con quell'atteggiamento che a volte può passare per faciloneria e di cui spesso accusano anche me "sembra sempre che tu sia pressapochista, che per te tutto sia facile".
Mentre invece no, non c'è niente di facile, e l'autoironia o la coglionaggine a mio avviso sono proprie di quelle persone che si interrogano più degli altri ma che sono 2.0, hanno pensato, elaborato la cosa, e ora possono ridercene sopra.

Eleonora racconta del suo ragazzo, Matteo, di come l'ha cambiata e spinta a credere nei suoi sogni, a non smettere di cercare quello che realmente volesse dalla sua vita, di come l'abbia spinta lui a fare il corso a Parigi e, nel momento in cui il suo lavoro in una multinazionale famosa non le piaceva più, avesse mollato baracca e burattini e fossero partiti insieme per 100 giorni in Asia, nei paesi più poveri.  Per ristabilire un contatto con le priorità della vita, perché delle volte ci imparanoiamo davvero sulle cazzate, abbiamo tutto e non ce ne rendiamo conto. E vedere chi davvero non ha nulla, ristabilire un contatto con se stessi e con quello che davvero conta nella vita è fondamentale.
Improvvisamente il capo stronzo della multinazionale per cui lavora diventa il nulla.
Amo già anche Matteo solamente per quello che lei mi racconta di lui, perché credo sia meraviglioso avere a fianco una persona che ti sproni a dare il meglio di te, e che si sappia godere la vita.

"Matteo mi ha insegnato a godermi la vita, pensa che da piccola ero talmente sfigata che per paura di rovinare le cose non le usavo. Ho trovato ieri un pacchetto di adesivi che adoravo e tenevo gelosamente chiusi in un cassetto. E ora? Ho 28 anni e per me sono due adesivi del cavolo, li avessi usati da piccola sarei sicuro stata meno sfigata e più felice".



E niente, questo post aveva l'intento di presentarvela e farla amare anche voi, lei e il suo meraviglioso blog "Asino chi legge ancora", in cui si trovano realmente ricette, molto molto valide (io devo averne riproposte due o tre qui) e la sua vita, la quotidianità con Zac il cagnone e le sue peripezie.

E il viaggio in Asia, che è disegnato con un segnalibro sulla destra nella HomePage, A come Asia, e che io, avendola conosciuta dopo, mi ritrovo a ripercorrere a ritroso nelle mattine all'alba in cui mi sveglio troppo presto, leggo un po' qua e sogno con qualche foto di la.

Ieri Eleonora mi è venuta a trovare a Santarcangelo, due giorni meravigliosi e intensi come due mesi, al mare in collina in paese e di nuovo al mare.
Avrei voluto farle vedere tutto, farle conoscere tutti ma il tempo era davvero troppo poco, ma è comunque servito a rimettermi in linea con tante cose, a "far tornare la quadra".
Sono rari quegli amici con cui parli senza frontiere né dogana, perché siete sulla stessa lunghezza d'onda, quegli amici che ammiri incondizionatamente anche se a troppikmdidistanza e a cui vuoi bene e per cui vuoi sempre il meglio.
Che non importa quanto vi vediate, hanno gettato luce in te e involontariamente fatto tornare il sereno, e non puoi che esser colmo di gratitudine, per averli come amici e per come ti hanno portato ad essere.

Ripropongo in caso ve li siate persi i Miroirs di Eleonora, i miei biscotti preferiti, una nuvola meravigliosa che dovete assolutamente provare.

p.s. con questi Collage partecipo ufficialmente a tutti i contest "Collage di merda" presenti sulla rete, vi prego toglietemi questa app, sembro regredita ai dieci anni.



Miroirs con confettura di fichi

Ingredienti

250g burro
100g zucchero al velo
2 cucchiaini di zucchero vanigliato
1 pizzico di sale
1 albume
350g farina
200g circa di marmellate varie


Procedimento


Ammollare il burro in una ciotola e aggiungere lo zucchero al velo, quello vanigliato e il sale.

 Lavorare finché la massa diventa bianca. 
Aggiungere un albume leggermente sbattuto (con una forchetta) e incorporarlo.
Aggiungere la farina e lavorare finché diventa una pasta, formare una palla e mettere in fresco per 1h.
Togliere l'impasto dal frigorifero e lasciare riposare a temperatura ambiente per 30 minuti circa. Riscaldare il forno a 200°C.
Spianare la pasta (in un sacco di plastica, nella pellicola o facendo molta attenzione) a 2mm di spessore e con l'aiuto di un coppapasta tagliare delle formine. Nella metà delle formine creare un buchino nel mezzo (ci sono i coppapasta creati appositamente, altrimenti prendetene di due forme diverse). Disporrei biscotti su una placca provvista di carta da forno e lasciar riposare al fresco per 15 minuti.

Infornare per 6-8 minuti e lasciare raffreddare su una griglia.
In un pentolino far scaldare la marmellata finché diventa liquida. 
Cospargere la metà di biscotti senza buco (senza esagerare) e spolverare la metà col buco di zucchero al velo. Unire.
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mercoledì 8 ottobre 2014

Vivì Enoteca con cucina, una cenetta romantica in un ambiente raffinato e elegante in centro a Cesena.


Un posticino meraviglioso di cui avrei voluto parlare già da un mesetto ma si sa, il tempo è tiranno, è l'Enoteca con cucina Vivì, a Cesena. 
Anticipiamo le dovute premesse: Cesena è la mia città preferita nel circondario, dieci spanne sopra a Rimini in ogni cosa pur non avendo il mare e soprattutto molto alternativa e ricercata nei gusti. 
Ho sofferto molto i primi anni del liceo quando erano le sette del mattino e io dovevo prendere l'autobus che mi avrebbe portato a Rimini mentre le mie amichette se ne salivano sul treno (cosa a quei tempi molto avanguardistica per me) e se ne andavano a Cesena, e da sempre ha rappresentato una città-evasione, un posto in cui so che se vado sto bene e tornerò sicuramente a casa con qualche input in più o qualche link che voglio approfondire.


(dall'alto: le nostre polpettine con le patate arrosto, le giapponesine di fianco a noi che, adorabili, si sono messe in posa sorridendo quando ho scattato, la selezione di torte del mattino, e la piantina di alchechengi, mia pianta preferita) 

Stesso discorso vale per i locali, ne avevo già parlato qui quest'estate, di quanto mi fosse stato impossibile trovare un bar o caffetteria realmente cosy a Rimini e di quanto invece a Cesena ci fosse l'imbarazzo della scelta. Una scelta curata, con proposte diverse, con stili e ambienti diversi, un'offerta che attesta che dietro vi è uno studio e cretività, e non improvvisazione.
Poco tempo fa dicevo, era l'ultimo appuntamento con i miei amici il mio club del subbuteo del Team Spritz estivo per salutare Annette che se ne tornava a Parigi. 
Annette amica d'infanzia e di compiti con le matite colorate e le penne con i brillantini, Annette amica di una vita che ora fa il dottorato a Parigi e starà tre anni nella Ville Lumière. Beata.
Annette che ci mancherà tanto, con la sua risata che illumina i cuori e il suo thisagio interiore.
Annette strafiga che ogni mio amico si innamora di lei. Puntualmente.

( La saletta romantica e retrò meravigliosa, il mascarpone con gli amaretti e il cioccolato, divino.
E gli involtini di crudo e caciottina sciolta al forno, con patate e aceto balsamico)

I ragazzi di Vivì si sono imposti all'attenzione dei non cesenati e di quelli un po' tardi come me nello scoprire le cose- quest'estate, grazie alla Scamporella
Un pic-nic meraviglioso organizzato in campagna, con cestini pieni di ogni bendidio e  palloncini e voglia di stare all'aria aperta e socializzare con gli altri. Nell'inverno però gestiscono da due annetti credo l'Enoteca Vivì, che sorprende per prima cosa in quanto è in pieno centro, a due passi dalla celebre Biblioteca Malatestiana
Il locale unisce diversi stili, dalle sedie e i tavoli sbrecciati alla luce soffusa e le candeline, ai vasi di vetro con dentro i fiori, è impossibile definire uno stile preciso. Il risultato però è un ambiente raffinatissimo ed elegante, con poltrone in pelle e poltrone vecchie, salette riservate per i più romantici  e sala più grande per i gruppetti di amici come noi.
Vivì è un locale estremamente romantico e retrò, un ambiente per sognatori che amano il buon cibo, il buon vino e magari nel frattempo ascoltare Louis Armstrong o jazz.



( I crostini. La foto purtroppo non rende giustizia alla loro bontà. Studiatini e non scontati, abbinamenti molto buoni. Sulla sinistra in fondo, i numeri dei tavoli. Me ne sono innamorata subito A ogni numero corrisponde una località del cesenate, e sono le piastrelle che trovereste a casa vostra fuori dal cancello)

La cosa sorprendente è che Vivì è aperto praticamente sempre. 
Dalle colazioni con cappuccino ottime torte fatte in casa al caffè di metà mattina, all'aperitivo e poi per cena e dopocena per un calice di vino.
Un locale che riesce a soddisfare la sua clientela in ogni momento della giornata, e di questi tempi avere una proposta così ampia ed essere impeccabili è difficile.
Il personale è molto gentile e simpatico, alla mano in quella maniera sfacciata e cordiale che solo i romagnoli hanno, con cui si entra in empatia subito e ci si può prendere in giro simpaticamente anche se non ci si è mai visti prima, perchè si è già amici. 
Molto preparati sul versante vini, hanno una carta superfornita e sanno consigliarti con le loro migliori proposte.
Ora sono curiosa di provarlo per colazione e aperitivo, per il cena e dopocena è già un'isola felice in cui passerò molte domeniche invernali.

Enoteca con cucina Vivì
Via Cesare Battisti 1, Cesena

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sabato 4 ottobre 2014

Nodini di Vitello in Prosciutto di Parma e Marsala e mele caramellate

Come ho blaterato tutta quest'estate mentre sorseggiavo cocktail fantasmagorici e mi facevo il tour degli aperitivi della Romagna (come il sindaco di Rimini -Gnassi ndr- vorrebbe facesse ogni riminese), era da tempo che desideravo tornare a pubblicare ricette.
Non tornare a essere foodblogger, ma comunque pubblicare qualcosa di tanto in tanto.
Le cose purtroppo stanno così: quando questa passione del cibo è cominciata a diventare totale ho iniziato a lavorare prima nelle cucine di ristoranti e poi in pasticceria. 
E va da sè che dopo otto/dieci ore in un laboratorio torni a casa e la voglia di metterti a spadellare è zero. 
Dopo la lista di biscotti dell'Avvento di Dicembre scorso avevo messo in stand-by le ricette e invece ora eccomi qui, complice un bel progetto in cui sono stata coinvolta da A&O e Famila, un partner in cucina con cui collaborare di importanza nazionale.

Insieme a me altre quattro foodblogger molto brave: Chiara di La Cucina dello Stivale, Claudia di Le ricette dell'Amore Vero, La Greg di La Greg e Sara di Magie dal Forno.


Vi proporremo ogni mese una ricetta con un ingrediente di stagione, come suggerimento in cucina e per stimolare la vostra creatività nella creazione di piatti che abbiano quell'ingrediente.
Se siete residenti in Emilia Romagna e Marche potrete sfidarci e pubblicare anche voi la vostra ricetta sul portale scrivilatuaricetta e concorrere alla vincita di due buoni spesa nei supermercati del valore di 100 euro e 50 euro. 
Dovrete solo farvi la tesserina del supermercato Famila più vicino, potrete richiederla gratuitamente in qualunque punto vendita.
Più ricette si postano più si ha possibilità di vincere.

Ora mi immagino già certi loschi individui lettori di questo blog alle prese con ogni tipo di mela, barboni clochard che non siete altro :)

Per questo mese volevo stupirvi con effetti speciali ma non ce l'ho fatta.

Volevo un qualcosa che non fosse dolce sennò mi scassate la uallera che pubblico solo dolci e quindi lesvoilà un bel secondo che è veramente di facilissima realizzazione e pronto a soprendere i vostri commensali, i Nodini di Vitello avvolti nel prosciutto di Parma sfumati al Marsala e mele caramellate.
Enjoy.

Nodini di Vitello in Prosciutto di Parma e Marsala e mele caramellate


Ingredienti:

4 Nodini di vitello
Prosciutto di Parma
2 Mele
Zucchero di canna
Marsala (facoltativo)
burro
alloro

Procedimento:

Tagliare le mele a fettine sottili e farle rosolare in padella con una noce di burro abbondante e una bustina di zucchero di canna.
Nel frattempo arrotolare con precisione le fettine di prosciutto crudo attorno ai nodini e fissarle con degli stuzzicadenti fino a cottura ultimata.
Far soffriggere un po' di olio evo con uno la foglia di alloro e far cuocere bene da entrambi i lati i nodini. 
Salare leggermente -il prosciutto di per sè rilascerà grasso e salerà ulteriormente.
Disporre i nodini e le mele nel piatto -sempre ammesso che siate riusciti a non finire le mele caramellate prima di questo momento :)
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