lunedì 27 maggio 2013

Post di sera, bel tempo si spera.



(Cesare Pavese)

Nessuna frase che calzi più di questa.
Ci eravamo lasciati che ero tornata a Santarcangelo, un po' -molto- afflitta, un po' preoccupata, un po' poco contenta.
Non tanto perchè io stia effettivamente male qui. Anzi. 
Ma è tutto così lento, così diverso per me che oramai ho a Bologna le amicizie più importanti, 
gli affetti più belli, tutte le mie cose.
Non mancano nemmeno qui, ma il ritmo e ciò che una città come Bologna può offrire a un giovane dalle curiose e variegate ispirazioni non è comparabile con quello di una città che si è meritata il titolo di città slow. Ecco, mi sento ancora giovane per una città slow.
Ma non pensiamoci.










Ho guardato oggi il calendario e ho constatato che, esattamente dall'ultima volta che Chizu and family erano qui vivevo in uno stato vegetativo di scazzo generale fatto di lavoro (God bless this!) e lunghe dormite e lunghe dormite.
Che, per chi mi conosca, nel mio vocabolario fanno rima con depressione.
Tendenzialmente ho bisogno di cinque ore per notte, se cominciano a essere sei sette otto nove è il dramma vero.
E' il segnale evidente che c'è qualcosa che non va. 
Divento arrogante, detestabile, molesta oltremisura. 
Poveri quei due sventurati che mi hanno fra i loro contatti Whatsapp, divento insopportabile e molesta.
La molestia salverà il mondo, diceva Dostoevskij.
Comunque, oggi è Lunedì, il Lunedì a tutti non piace e io, giusto perchè mi distinguo dalla massa, lo amo.
E' uno dei miei giorni preferiti perchè è giorno di grandi decisioni, di cambiamenti radicali.
Accantonato il proposito Dieta che oramai non c'è più nulla da fare, nemmeno l'estate alle porte mi spaventa, mi sono ripromessa di essere di nuovo com'ero psicologicamente.
Di provare a impegnarmi almeno.
A essere sempre felice, sorridente, grata, socievole e molesta, ma di quella molestia positiva e non carica di  fregnacce inutili che avevo ultimamente.
E di riprendere a ragnare, a discutere, che nel rammollimento generale di questo Maggio avevo pure smarrito la mia naturale voglia di litigare.
O perlomeno, ho litigato sempre con le persone sbagliate per i motivi più stupidi del mondo.
Con La persona sbagliata, che se non ringraziassi Te per come sei e come ti impegni a sfangarmi ogni giorno, non saprei chi ringraziare. E questo periodo sarebbe stato insopportabile senza le nostre due depressioni che si uniscono e si danno il buongiorno e la buonanotte.

Sono però stati giorni di grandi insegnamenti e apprendimenti, di orari improbabili e sveglia che per due settimane è suonata alle tre di notte per imparare la nobile arte della Pasticceria. 
In cui mi credevo negatissima per l'eccessiva pazienza che ci vuole, e in cui invece, lavorandoci un po' su, devo dire che me la cavo abbastanza. Ho ancora da percorrere miglia e miglia, ma per fortuna ho a fianco (cioè, lui ha a fianco me, parliamoci chiaro) la persona più paziente del mondo, pronta a insegnarmi, a scherzare, a darmi della mongoloide, a spiegarmi le cose.
E andare a lavorare è un piacere, non ne sento il peso, ne esco felice anche se stanchina.
Un altro grazie a Ulisse, quella santa persona che mi sopporta ogni giorno pertanto, ora non tirartela però :)







Sembra non cominciare mai l'estate, e invece è qui. Io la sento, sento la voglia di aperitivi, di feste, ma non di aperitivi sciocchi, di quelli che ti prepari in casa e inviti chi vuoi, delle torte di frutta che porti a chi vuoi, e poco importa se è un animale e se le mangia in macchina con le mani.
La soddisfazione che dai è impagabile.
E poi il ritorno in patria della mia cugina Anna, con Katin e Massi, e le cene e gli aperitivi e le feste a sorpresa e le cene messicane. L'estate chiama e noi dobbiamo rispondere.
E poi Giuseppe, il mio adorato Giuseppe, che è venuto qui dalla triste e inglese Huddersfield e è stato il tempo di un abbraccio, di una pizza, e il tempo di portarmi il giornale di Jamie Oliver.
Minuti e secondi rubati al tempo che però sono tanto, e che riportano alla mente sempre momenti stupendi fatti di ore di studio disperato, pianti isterici, una Bologna rossa e afosa d'estate che a pensarci, ci ha dato tutto.
Oggi niente ricetta, solo un ritorno per un saluto e una carrellata di foto, da domani ricominciano tutti i ritmi.
Ho deciso di schiantarla con questa malinconia dilagante, ci sono solo in questo post un miliardo di motivi per cui essere super-felice e piena di gratitudine.