venerdì 23 settembre 2011

Hamburger e salsa cruda bolognesi DOC


Era un pomeriggio di fine estate e faceva caldo. A Bologna a fine Agosto fa decisamente caldo. Ero uscita come sempre per andare a rifornirmi di barattolini dal negozio casalinghi di fiducia, l'Enoteca Pezzoli, in Piazza Santo Stefano, che (momento pubblicità) non sono è superfornita e vanta una collezzione di stampini per biscotti di settanta tipi diversi, ma, per essere situata in una delle piazze più belle e importanti di Bologna, se non anche più turistiche, ha dei prezzi veramente economici.
Era tipo la centocinquantesima volta che ci tornavo nel giro di dieci giorni, e mi piace sempre fermarmi a chiaccherare con la signora proprietaria, una signora sempre gentilissima, che ne sa a pacchi di cucina e vasetti e tutto il resto, e sempre aperta e disponibile al dialogo.
Stavamo parlando del caldo assurdo, della mia voglia di continuare imperterrita a fare marmellate con quelle temperature, quando mi ha proposto questa salsa: la salsa cruda.
Una salsa - a detta della signora- durante la cui preparazione trovi il tempo di annoiarti.

Eh si.
E soprattutto non patisci il caldo, cosa fondamentale in quei giorni insopportabili.

La salsa cruda infatti, va preparata con una quantità eguale di peso (così cita il libro da loro scritto) di carote, sedano, melanzane, peperoni e cipolla rossa.
Dopodichè, tagliati tutti a dadini come se si stesse preparando il soffritto, si mettono a bagno in una ciotola capiente con aceto bianco e un pizzico abbondante di sale, coperti per quattro giorni, e tristemente abbandonati.
Trascorsi i quattro giorni, vanno scolati e lasciati asciugare per un'altra giornata su un canovaccio, per poi riporli in un vasetto di vetro coperti di olio.

Questa salsa è ottima servita sulla bresaola, oppure, come nel mio caso, per accompagnare , carni bianche che hanno poco sapore e che in periodi di dieta non si sa mai come strozzarsi giù)...
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giovedì 15 settembre 2011

Alice in figland e cacao amaro


Prima che ufficialmente finisca la stagione dei fichi succosi e approfittando di queste ultime giornate d'estate in tutti i sensi, ma già con foglie arancioni sugli alberi, vi lascio qualche variazione in tema di fichi che ho sperimentato ultimamente.
Purtroppo i miei ultimi passaggi a casa (luogo di produzione) sono stati saltuari e molto brevi, per cui non c'è stato il tempo materiale per allestire un set fotografico, fare foto etc, quindi per queste due ricettine (fra l'altro, due ricettine validissime e da non perdere) non ho foto del risultato... per fortuna, essendo marmellate, l'immaginazione non dovrà fare troppi sforzi.

Sempre approfittando dell'orto di Gloria, sono andata nuovamente due domeniche fa a terminare la raccolta, e nella foto che segue potete trovarmi in pieno stile Alice in figland (ancora spensierata prima dell'assalto dalle zanzare) raccogliendo fichi appunto.
Ce ne sarebbe anche un'altra che ho messo su facebook ma di cui vi risparmio volentieri a meno che non mi venga espressamente richiesto, e ritrae le mie gambe con ben 72 PUNTI DI ZANZARE. si, avete sentito bene, 72. Che poi sono quelli pervenuti sulle gambe, ce n'erano un'atra quantità industriale sulla schiena. maiodico.

Gloooriaaaa glielo vogliamo dare ogni tanto da mangiare a quelle zanzarine?


Le due conserve di oggi sono molto semplici.

Conserva di fichi e cacao amaro, e fichi e vaniglia del Madagascar

Si tratta infatti di due marmellate di fichi base, a cui per ogni kg ho aggiunto a macerare per un'oretta 300g di zucchero.
In un recipiente però, ho aggiunti anche bacche di vaniglia del Madagascar, aperte e svuotate dell'interno e lasciate in infusione un'oretta.
All'altro recipiente invece, dopo una mezz'oretta di cottura mescolando continuamente, ho aggiunto due cucchiaini di cacao amaro, che, oltre a conferire un colore marroncino delizioso alla conserva, conferisce anche un gusto del tutto particolare. Il cacao amaro infatti si sposa meravigliosamente con la dolcezza dei fichi e il risultato è strepitoso.

Inutile dirvi che durante la cottura il profumo di vaniglia avvolgerà tutta la vostra casa, se lo fate di notte come sono stata costretta io dato il caldo che ancora persiste a Bologna, risulterà davvero terapeutico.

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domenica 11 settembre 2011

Di San Luca e domeniche di fine estate...


è domenica... generalmente non un giorno in cui si lasciano post, o meglio...vedo sempre che di domenica raramente vengono lasciati. MA...ma...oggi ho bene due buoni motivi per lasciarne uno. Innanzitutto mi sto annoiando a morte, questa Bologna studentesca sembra non riprendere i ritmi, strade ancora troppo vuote e troppo silenzio...non che sia un'amante della confusione, ma impera un silenzio devastante. Questa mattina io e Luca ci siamo svegliati alle 7 per andare a piedi fino a San Luca...7km ad andare e 7 a tornare, stanchezza ma anche soddisfazione...vi lascio un pò di foto per chi non sapesse di cosa parlo...è un percorso eccezionale e abbastanza difficile, perchè partendo da Porta Saragozza, conta 3 km in salita sempre, e ben 666 gradini. La cosa interessante è che non si lasciano mai i portici, ovvero...avrete sempre dei portici sopra la testa... veramente emozionante... e la vista della città dall'alto è totalmente appagante...

E poi, questa sera, invitata dalla cara e bella Benedetta sai dovuta andare a una cena for foodbloggers only, e non vedevo l'ora. Ma la passeggiata di questa mattina, i continui cali di pressione di questo periodo che mi fanno dannare e una serie di coincidenze avverse...ho dovuto rinunciarci :(
Non hai idea di quanto mi dispiaccia, ma mi hai promesso che replicheremo, vero?
L'altro motivo, e il più importante, è che un caro amico si è lanciato insieme alla sua sorella (da un burrone??) nell'incredibile mondo dei foodblog. E volevo raccomandarvelo, invitarvi ad augurargli un in bocca al lupo, e farci un salto, perchè lo considero davvero bravo in materia, e perchè ci riserverà sorprese non da poco...per cui, BENVENUTI Marco e Chiara :)
Anche il titolo mi piace un sacco, Una cucina per chi ama. Che letto così sembrerebbe un titolo bellissimo ma normale, mentre se si pensa che i due fratellini si chiamano Chiara e Marco, il tutto assume un'aria e un'atmosfera ancora più incantevole.
So, fingers crossed for you e un grande in bocca al lupo...

La ricetta di oggi non si può definire ricetta. è buona e sfiziosa, e di facile preparazione, ma la definirei più catena di montaggio.
Basterà infatti prendere alcune fettine di speck, alcune fettine di mozzarella (o chiamiamola pure fiordilatte che fa sempre chic) e tre o quattro foglioline di rucola.
Si tratta praticamente di incartare la mozzarella con lo speck come fosse un vero e proprio pacchetto regalo, e impacchettarlo a sua volta con della carta da forno.
Sistemare poi sotto il grill del forno per un massimo di due minuti per fare in modo che la mozzarella si sciolga un pochino, e il gioco è fatto.
Sistemare poi una foglioletta di rucola sopra e avrete un antipasto/ appetizer da aperitivo carino e delizioso.

Sono spettacolari anche con tocchetti di scamorza affumicata, fatte sempre nella carta forno e incartate come fossero caramelle...ma è ancora estate qui e la scamorza fa inverno. Oh.

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martedì 6 settembre 2011

Di pomodori sott'olio e altre storie...


Ormai sta per volgere al termine questa avventura bolognese. Sono qui che ogni giorno giro, prillo e frullo per la città per catturare gli ultimi istanti, vedere le ultime cose e salutarla, anche se di un vero saluto non si tratterà, dal momento che Luca si trasferirà qui dal mese prossimo. Strana la vita, io lascio Bologna e lui trova lavoro qui. Io torno a casa e lui cambia casa. Fatto sta che nonostante il dispiacere sono contenta di tornare a casa, quest' estate sono stata benissimo, abbiamo cambiato un pò di cose in casa e comprato una dispensa immeeeeeensa in cui mettere tutti i miei attrezzi e cose che erano in un cartone altrimenti e mi sono piano piano riambientata. Prevedevo un disastro epocale e invece no, sono contenta. Mi sono iscritta all'Istituto Alberghiero serale (anche se sono rimasta scioccata quando al telefono mi hanno chiesto se avevo almeno la licenza media -.-') e avrò un sacco di cose da fare, viaggi etc. Fino a Marzo fra la tesi, questi miniviaggetti e altre cose sarò impegnatissima e non credo proprio che mi annoierò, come avevo previsto.
Cambiando discorso, una delle cose belle che mi è sempre piaciuto dello star fuori di casa è sempre stato il fatto coinquilini. Per quanto io sia una persona comunque più solitaria che socievole e abbia bisogno di mooooooolti spazi, mi è sempre piaciuto conoscere persone di altri posti, vedere abitudini e modi di pensare diversi...soprattutto conoscere abitudini alimentari diverse. Primo anno una perugina, dal secondo anno si sono alternati una padovana, una trentina, una sarda, una ragazza di salerno e una torinese. Direi che ci siamo. Quella che maggiormente mi ha fatto appassionare ( e che riempivo di ordini alimentari fra cui limoni amalfitani e svariati ogni volta che scendesse) è stata senza dubbio Ersilia, la ragazza di Salerno.

Fra il nord e il Sud ci sono tantissime differenze, non stiamo qui a fare discorsi retorici. Una cosa che amo di loro dal lato gastronomico è la dedizione che mettono nel cibo, quanto lavorano d'estate per mettere da parte per l'inverno... ognuno dipende dal proprio campo e sono rimasta sconvolta nel vedere quanto a loro effettivamente per vivere non serva altro. Pochissima spesa settimanale, perchè vengono già su (gli studenti ndr) muniti di sughi della mamma, sottoli, sottaceti, formaggi, salumi e salami del maiale della nonna e perfino origano del giardino di casa propria. Cose impensabili per noi che si, ci dedichiamo, ma dipendiamo totalmente dai supermercati. Sono rimasta affascinata da questo modo di fare ( a volte pure incazzata, quando la suddetta Ersilia una volta si è presentata con un intero maiale vivisezionato e messo in tante piccole monoporzioni sottovuoto con cui intasare il freezer :)... così quest'estate, complice la mia daleistimolata passione per i sottoli e sottaceti, e complice il mercatino di slowfood cittadino, ho comprato una cassettina di San Marzano per fare i pomodori secchi.
A me piacciono tantissimo così, da mangiare magari durante un aperitivo casalingo e con gli amici più cari, però si possono fare anche delle deliziose bruschette, aggiungendo origano e capperi (presi in Sicilia quest'estate), oppure riducendoli in crema con dei pinoli tostati e da accompagnare a carni grasse.
Il procedimento è facilissimo, basterà prenderne a propria discrezione, di qualità San Marzano appunto, e tagliarli a metà. Vi consiglio di prenderne molti, perchè, surprisingly, si ridurranno davvero di tantissimo. Dopo averli tagliati a metà salarli abbondantemente e a piacere mettere pepe e origano. Poi per dieci giorni vanno lasciati esposti al sole tutto il giorno, avendo cura di tirarli dentro la sera onde evitare che prendano umidità.
Trascorsi i dieci giorni, farli bollire per due o tre minuti in una soluzione di metà acqua e metà aceto bianco, e stendere sopra un canovaccio per un giorno.
Prima di invasarli dovrebbero risultare così:



Dopodichè procedere all'invasatura utilizzando l'olio migliore che avete/trovate.
C'est fait!
è un procedimento un pò lungo e laborioso in effetti e a cui non si può sgarrare, ma danno veramente soddisfazione e sono buonissimi.

Anche l'olio, una volta finiti, si può riutilizzare...provate a utilizzarlo con le patate al forno e poi ne parliamo :)

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