mercoledì 17 gennaio 2018

Punta del Este: indirizzi cool e vacanze da non tornare più


L'ultimo viaggio (anzi, il viaggio) che mi sono concessa a fine 2017 è stato in Uruguay, a Punta del Este. Partiamo da una doverosa premessa, anzi, qui il link per chi si è perso il post che anticipa un po' questi venti giorni che tenterò di raccontarvi. Ad Agosto, se mi avessero proposto l'Africa Nera, il Bronx, la Grande Muraglia cinese o il Cammino di Santiago, io avrei detto di sì a tutto. Il 2017 è stato meraviglioso e impegnativo, ma l'unica cosa che chiedevo in vista di una vacanza era staccare la spina, l'unica prerogativa il non avere l'ansia da telefono, assenza di wifi etc.
Non vi nascondo che prima di partire (a biglietto già prenotato) mi sono messa a cercare info su dove sarei andata, e l'assenza di luoghi di interesse, itinerari specifici, e diciamo di "programma" mi ha un po' destablizzata. La vista dal nostro appartamento era l'oceano infinito, ma una volta sveglia, come avrei riempito le mie giornate? Che cosa avremmo fatto se non c'era nulla?

La mia compagna di viaggio d'altro canto mi rassicurava dicendo "vedrai che bello non dover pensare a niente, non avere obblighi, non dover fare niente" e dentro di me l'ansia cresceva. In Italia, si facevano scommesse su quanto avrei resistito a tutto questo oziare beata, e le chiamate di Andrea non erano mai piene di entusiasmo quanto iniziavano con "Dì la verità, ti stai rompendo le palle".
Ad aggiungersi, la profonda quiete zen che mi ha presa subito dal secondo giorno per cui al telefono non urlavo più, la mattina mi svegliavo e andavo in palestra, mi cullavo davanti al panorama dal sofà anche per ore intere senza nessuna cognizione di tempo.


Ma torniamo a noi, con due info pratiche e due miti da sfatare: Punta del Este è una località balneare, nel Sud-Est dell'Uruguay. Si trova appunto, su una punta divisa in due coste: la Playa Brava, caratterizzata da onde altissime e mare inquieto, e per questo molto amata dai surfisti e la Playa Mansa, che invece ha acque più dolci e calme. E' una delle più esclusive località balneari del Sud America, un punto di incontro del jet set internazionale, soprannominata il Buen Retiro. Per questa ragione, è abbastanza cara per noi europei, nonostante sia comunque affollata anche di surfisti e hostel. Se si cerca su Internet, gli unici luoghi di interesse sono: Casapueblo (che è una costruzione bellissima ma che a noi non è piaciuta per niente), le famose dita che sbucano dalla sabbia e la Isla de los Lobos, ovvero dei leoni marini. Capirete che entusiasmo no? Bene, scordatevi tre quattro cose e seguitemi alla scoperta di Punta, in un itinerario molto più giovane e molto più realistico.
Innanzitutto: veniteci in piena estate, che qui coincide da fine Novembre a metà Marzo.


Innanzitutto: perchè amarla (e non vedere l'ora di tornarci).
Non sono mai stata a Miami, ma nella mia immaginazione è sempre stata una città dal cielo blu e dall'aria frizzante, libera e spensierata come Punta del Este.

1- Le persone qui sono gentili, tranquille, in pace con la propria vita. Sono cool senza essere cool, nessuno mai elegante in giro e tantissime persone che fanno sport, a tutte le ore del giorno e della notte. Camminano, corrono, vanno in bici, si dedicano alla cosa più preziose che ci sia: prendersi cura di se stessi e del proprio corpo. E non sto parlando di culturisti o ossessionati dal fisico, semplicemente di uno stile di vita sano, all'aria aperta, e in movimento. Anche questo mi aveva detto Ele "Vedrai, là diventi sportiva pure tu"E stendiamo un velo pietoso.

2- I barettini sono pochi e tutti sulla spiaggia, i ristoranti più belli sperduti nelle vie interne e difficili da trovare... Punta più di tante altre città richiede uno sforzo per ricercare quella cosa che farà sentire a casa anche a 11.000km da casa, perchè all'apparenza tutto è perfetto tutto è meraviglioso (e a noi le cose troppo facili non piacciono)

3- Un'altra cosa che mi ha conquistata subito sono le case: da quelle modernissime e super di design, a quelle immense e sterminate, alle palazzine in stile liberty e alle villette inglesi con tutti i mattoncini rossi. La due case che si vedevano dalla mia finestra però, sono quelle che ho amato di più: una gigante tutta di legno come fosse non di fronte al mare ma in mezzo a una foresta in Canada, e l'altra 100% uruguaya, da noi soprannominata "la casa dei puffi", con il classico tetto in paglia.
Ad ognuno la propria casa / palafitta / struttura / cubo di legno di design in mezzo alla pace dei sensi.

4- Gli uruguayani (ma anche i tanti brasileiros che ci sono a Punta) hanno un vero e proprio senso per la festa, per l'amicizia. Le case sono molto più frequentate dei locali pubblici a differenza nostra: molto più facile uscire e ritrovarsi con tante persone a fare un barbecue alla Chakra di qualcuno, che in un locale. E in questo, non hanno le misure: le case fuori città sono davvero immense, non si vede il perimetro della fine del giardino da quanto è grande, un senso di libertà incredibile.


Ma partiamo dalla Colazione, ecco gli indirizzi food che se siete qui, proprio non potete perdervi.
In città, proprio nel centro di Punta, è storico il Cafè Las Delices, che ricorda un po' quel lusso che aveva Riccione negli anni 90'... ad oggi retrò, ma sempre adorabile. Qui dovete assolutamente provare uno dei dolcetti al cocco, un cafè cortado e se siete già verso ora di pranzo, una Pascuala. La nostra Torta Pasqualina con gli spinaci, e bietole e le uova qui è un vero must di ogni momento della giornata, di ogni corsia del supermercato, e chi l'avrebbe mai detto?


Passeggiando per le strade del centro, un altro posticino bellissimo e che mi ha subito fatto innamorare il primo giorno è StartUp Cafè... a due passi dalla spiaggia ma ancora abbastanza in centro, è un coworking veramente figo e super young in cui potersi accomodare dentro, o nel dehor fuori. Super popolato da gente cool, surfisti col mac e due ragazze con bambino giusto lì a tediare gli altri... ah sì, siamo noi.

I quartieri a Punta del Este sono 4, anzi più che quartieri direi le zone da frequentare: Josè Ignacio, La Barra, Manantiales e la Punta. Spostandovi con la macchina (che qui è praticamente impossibile non usarla anche perchè le distanze anche brevi sono in realtà lontanine) e arrivando a Manantiales i cafè quadruplicano, e i posticini in cui fermarvi per un Jugo verde o un licuado (il nostro smoothies ma col latte) sono davvero tanti. Prima di partire avevo scoperto su Instagram questa panaderia di cui ero innamorata, la Linda, e così una mattina ci siamo state.



Super minimal, super industrial, super essenziale, uno stile meraviglioso e un posto da non andarsene mai... mi ha ricordato molto Marrakech.
Passiamo ora al pranzo, e qui abbiamo l'imbarazzo della scelta. Sarò breve, i miei preferiti sono stati principalmente due: il Fish Market sempre a Manantiales e la Huella, che invece si trova a Josè Ignacio. Il Fish Market è super frequentato dai locals, un posto piccolino e super easy conosciuto tantissimo per l'ottimo ceviche (pesce crudo marinato nel limone, peperoncino e coriandolo) e per la griglia. Io che non amo particolarmente il pesce come secondo, mi sono invece innamorata della Brotola, un pesce diffusissimo in Sud America. Ecco, se dovessi tornare ora a Punta partirei proprio da qui, un pranzettino vista mare sotto il pergolato, fra profumino di pesce alla griglia e arietta oceanica.



La Huella è l'istituzione a Punta del Este. Era il posto che mi avevano messo in testa da prima di partire, l'unico posto che aspettassi di vedere, the place to be per cominciare a sognare la vacanza.
Come scrivono in molti, la Huella è uno stato d'animo più che un parador sulla playa, e come la definisce uno dei suoi proprietari, è un "caos bonito pero organizado". 





Premiato come ristorante migliore dell'intero Uruguay, la Huella è una costruzione proprio sul mare totalmente in legno, grandissima però molto riservata, una cucina aperta dalle 12 a tarda notte e che lascia spazio a diverse sfumature, ognuna perfetta. Dall'immensa griglia da cui escono carni succulente al bancone di uno dei sushi migliori che abbia mai mangiato al bar, ogni momento alla Huella è speciale e invita al relax, a quella sensazione meravigliosa che è spegnere la mente e godersi l'istante. "Aquì solo corre el viento" c'è scritto un po' ovunque a Josè Ignacio, e il mood è proprio questo. Qui come dicevo siamo state due volte, e abbiamo mangiato del sushi meraviglioso, il provolone in padella (che non saprei come si chiama ma è una specialità tipica veramente da svenire), e un dolce sensazionale: el volcàn de Dulce de Leche con il crumble salato e il gelato alla banana... paradisiaco.


Della Huella è uscito anche un libro bellissimo e che ovviamente abbiamo comprato, un libro perfetto nel suo raccontarsi, nel suo mostrare le ricette, un libro all'altezza del posto che rappresenta.


Deve essere magica anche di sera, ma essendo a una mezz'oretta da dove eravamo noi non ci siamo state. Il ristorante più bello però in cui siamo state di sera è stato El Abrazo, poco dopo La Barra... mi è rimasto nel cuore e se ci penso mi emoziona perchè è stata la nostra prima uscita senza bebè e non vedevamo l'ora, salvo poi parlare quasi tutta la cena solo di lui, cercarlo con lo sguardo e avvertirne l'assenza -patetiche davvero.



El Abrazo è un luogo magico, un posto talmente nascosto che non è possibile capitarci per caso. Anche qui il legno è l'elemento predominante,  unito alle piante e alla luce soffusa di una veranda all'aperto che da su un giardino sabbioso, anche se non è situata sul mare.
Mi sono innamorata appena entrata di tutta quella semplicità, della musica di Yann Tiersen in sottofondo, e dei tanti falò nel giardino... dopo la cena infatti, via i sandali e si va a bere qualcosina sulla sabbia, davanti a un falò, fra i cuscini e le coperte. Certi posti sono davvero difficili da raccontare e questo è uno di quei casi in cui, nemmeno se vi descrivessi tutto quanto per filo e per segno, potrei farvi arrivare la magia.


Di posticini ce ne sono tanti tanti altri, ma avevo promesso di essere breve ed essenziale, e questa è la mia TOP5. Dovrei dedicare un capitolo anche alla questione supermercati, di cui siamo diventate cintura nera in venti giorni. Due donne appassionate di cibo in Sud America cosa fanno tutto il giorno? Girano per supermercati, tutto il tempo. Lo so incredibile a dirsi ma è stato proprio così.


E i souvenir?
C'è effettivamente poco da portarsi a casa in valigia, ma tanto da portarsi nel cuore.
Abbiamo parlato di food, e di food l'unica cosa trasportabile è il Dulce de Leche, e un po' di Yerba Mate. Ne abbiamo provati tanti di quelli in commercio di Dulce, e il nostro preferito è quello di Narbona, un'azienda 100% local. Lo trovate in giro facilmente, anche in aereoporto (così non dovete imbarcare kg superflui in valigia). Per lo shopping c'è da perdersi nelle boutique, a Punta del Este ho visto i vestitini da mare e l'abbigliamento estivo più bello degli ultimi tempi. Il mio negozio preferito si chiama Bimba's, ed è una Boutique del centro che vende questi vestitini fantasia molto Saint Tropez. Se ci capitate, chiedete di Veronica (ci ho lasciato un rene, oramai mi chiamano per nome).
Il vero e unico prodotto uruguayo da portarsi a casa è un poncho di lana, o qualunque cosa fatto in lana, che in Sud America come sapete, è di una bellezza rara.


Tanti sono i negozi e le tiendas artigianali, il mio preferito è vicinissimo alla Huella, sul mare. Il più gettonato e il più bello però si chiama Manos del Uruguay ed è una noprofit che riunisce le donne handcrafter e le cooperative sociali nella produzione di capi meravigliosi in lana. Questo è il sito, c'è da perdersi... con una spedizione di 50€ in tre giorni spediscono anche in Europa, e se siete amanti della lana e di tutto quello che è comfort in inverno, questo è davvero un bel suggerimento per lo shopping.


Come ho scritto qui, questo viaggio più di altri è stato indice di un grande cambiamento per me per tanti motivi... nel nostro immaginario il Sud America è quel paese coloratissimo in cui i ritmi sono più lenti, in cui la manana comincia màs tarde. Se c'è una cosa che un bel viaggio può fare oltre a cucirti addosso ricordi meravigliosi è insegnarti a vivere, nel vero senso della parola... e in questo senso, Punta del Este mi ha dato degli stimoli ben chiari e degli indirizzi preziosi sulla rotta di come voglio che sia questo nuovo anno (e in questo, infinite grazie ai miei due mèntori: una delle donne più incredibili che conosca e il super bimbo con lei, con i suoi Gaaaa Guuuuu Gaaaaa).

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