venerdì 10 novembre 2017

Apre FICO Eeataly world, è a Bologna la Disneyland del cibo.

Tortellini, foto di Mari Sugai

Il mondo non sta certo aspettando il mio giudizio su FICO, e non ero nemmeno certa l'avrei scritto.
Anzi, proprio è una cosa che va un po' controtendenza in questo blog che di FICO ha poco ma ha tanto di autentico e di fuori dal seminato. Ieri sono stata a fare un giro in quello che sarà e a tutti gli effetti è il parco agroalimentare più grande d'Europa, un progetto ambiziosissimo cominciato quattro anni fa quando ancora frequentavo tanto Bologna e che già allora si diceva avrebbe portato Bologna al centro del mondo.


Cos'è FICO, in numeri?
8 ettari con 40 fabbriche alimentari in funzione che producono tutti gli ingredienti più celebri delle tavole italiane e 2 ettari di campi e stalle all'aria aperta, oltre 200 animali e 200 cultivar per raccontare la varietà e la bellezza dell'agricoltura e dell'allevamento italiani. Sempre all'interno, oltre 40 ristoranti dai bar, ai chioschetti di street food ai ristoranti stellati. Oltre a questo 6 giostre educative in funzione, per far sperimentare e conoscere i segreti del fuoco, della terra, del mare, degli animali, delle bevande e del futuro. Ma la cosa che più mi ha sconvolto sono state le 40 fabbriche in funzione, tutte a vista e dalle quali si può vedere e toccare con mano la preparazione della pasta fatta a mano e con le macchine, l'olio che esce dal frantoio, la cioccolata, tutti i processi della birrificazione.


Cos'è FICO, secondo me? Come ha sottolineato e detto più volte Tiziana Primori (AD di FICO) è una scommessa vinta, sulla quale all'inizio nessuno credeva e sulla quale è stata -diciamolo- tirata tanta cioccolata nel corso degli anni. Ci sono tantissimi nuovi format belli a FICO e anche cose già viste e riviste, ci sono prodotti di nicchia e che richiedono uno sforzo in più di comprensione mischiati a brand leader in Italia super commerciali.
Ecco, forse questo un po' mi ha stonato, ma comprendo bene che non si possa prescindere da certe logiche commerciali in questi casi. La cosa bellissima di FICO è che si può girare in bicicletta... proprio così, tutta l'area è percorribile by bike muovendosi nella pista ciclabile interna con una bici disegnata appositamente per Fico da Bianchi, e che è la bici ideale per fare la spesa, con un cassettone davanti e uno dietro.


La visita a FICO mi ha fatto riflettere molto su alcune cose.
In primis, sulla bellezza e la vastità delle cose che ha da offrire la nostra terra, su quanto abbiamo di meraviglioso e di grande in Italia ed è tutto a cielo aperto, tutto da ricercare, tutto così caratteristico di ogni regione. Ovvietà quella che ho detto, ma mica tanto. Penso alle mete turistiche che amo e che scelgo, a tutti i viaggi fatti, e mi metto negli occhi dei turisti... in nessun altro paese c'è un patrimonio artistico ma soprattutto culinario come da noi. FICO farà impazzire i turisti, e la città, che dalla settimana prossima si riempirà ancora di più di promozioni, autobus brandizzati FICO, navette in partenza da dovunque. Quando si parla di cibo si parte sempre dalla fine, cioè dal piatto che arriva sulla tavola, mentre a FICO si parte dall'inizio, dalla coltivazione e dall'allevamento, dal sapere e dalla tradizione contadina e passando poi per la trasformazione della materia prima in prodotto per l'alimentazione. Penso ai turisti ancora, che vedranno tutto questo e ai bambini, alla funzione didattica che tutto questo può avere, in tempi in cui con lo smartphone anche loro così piccoli arrivano a tutto senza troppa consapevolezza.

Sembra molto la mia faccia ieri sera uscita da Fico, 
satolla di cibo e un po' confusa e con lo sguardo perso, proprio come il pupazzo di FICO

Ma io, tornerei a FICO? Non subito, non nell'immediato. Mi lascia sentimenti dentro sentimenti  di grandezza e maestosità, mi rende orgogliosa per quanto di bello abbiamo. Mi emoziona? 
Sarò sincera, poco. Usciti si ha la sensazione di esser stati in giostra, in un centro commerciale dedicato al cibo ma trattato un po' con la freddezza dei non-luoghi. Guardando le varie corsie ieri pensavo che non mi sarei stupita di sentire dal megafono "il vostro volo è in partenza al Gate 17".
Sembra un grande aereoporto Fico, da cui prendere il volo ad ogni incrocio e ad ogni via per una storia bella, ma che nell'insieme di tutto quanto un po' perde la sua unicità. "Gli americani non avevano storie e si sono inventati Disneyland che è il parco delle favole e che ogni anno fa milioni di visitatori, noi le storie le abbiamo", questo un po' il riassunto di quanto detto dal Patron Oscar Farinetti alla conferenza stampa... le abbiamo, e se abbiamo tempo, ricerchiamole, prendiamo la macchina e andiamo a cercarcele nei luoghi reali in cui queste vivono e si alimentano, facciamocele raccontare dalle persone che parlano il dialetto locali e non dai traduttori di FICO.

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