lunedì 13 novembre 2017

La Favola del Natale al Garden Bulzaga è in uno Chalet dell'Alta Savoia


[ Un bosco di larici innevati,
un piccolo sentiero di montagna nell'Alta Savoia. 
Il silenzio dei passi nella neve, le luci che accolgono.
Uno chalet che profuma di resina.]

L'anno scorso è l'anno in cui ho scoperto e deciso che il Garden Bulzaga sarebbe diventato parte della mia tradizione di Natale. Ci sono tornata quattro volte addentrandomi nella nebbia della campagna a Faenza, e ricordo gli occhi estasiati di mia mamma quando fra tintinìi di forchette e ceramiche ammirava quei letti e quelle tavolate fiabesche che lo scorso Dicembre erano in stile gustaviano, un incontro fra neoclassico e rococò. Una fiaba, nientemeno che una fiaba. 


Per chi si fosse perso il post dell'anno scorso qui,  il Garden Bulzaga è un vivaio e serra che definire serra è limitante, diciamo un'azienda di gardening ma anche oggettistica, complementi d'arredo, area food, e tantissime altre cose, che ogni anno mette in scena all'interno del proprio showroom uno spazio tematico a tema suggestivo e particolare. Quest'anno la magia del Natale al Garden ha un nome e una precisa connotazione storica: Vivement Noel è legato alle atmosfere di uno Chalet classico dell'Alta Savoia, e la suggestione del Natale diventa una casa da ritrovare, un camino scoppiettante da vivere nel silenzio, un rifugio per ascoltarsi. Ogni cosa è pensata per enfatizzare il Natale, e gli appuntamenti che Sonia Baldini che è poi Garden Bulzaga, Bibendum Catering e la Pasticceria Fiorentini (che fa lo zabaione più buono del mondo) hanno messo nero su bianco sono pensati per tutti, dai grandi ai più piccini, per cui il Natale è veramente il periodo più bello dell'anno.




La Colazione dal Venerdì alla Domenica sarà curata dalla Pasticceria Fiorentini, che ci delizierà con le sue torte e la caffetteria. Quest'anno si è aggiunta una novità, la Colazione a Buffet del Sabato e della Domenica, una tavolata delle meraviglie con croissant, millefoglie, pane burro e marmellate, plumcake e ogni ben di Dio. Il costo è di sette euro, per il vassoietto con cui servirsi e scegliere tutto ciò che vi va. Alla stessa maniera sempre il Sabato e la Domenica potrete fare l'esperienza dell'Aperitivo in baita, fino alle 21.30... un cocktail preparato come si deve e un tagliere rigorosamente di montagna, con lo speck, i ciccioli frolli, il salame di cervo e tante altre cosine. Dalle grandi finestre che danno sull'interno scendono soffici piume a rendere il tutto ancora più magico, non viene difficile da credere che proprio fuori dal Garden nevichi davvero e che le pigne che cadono al suolo non facciano rumore, ovattate dalla neve.



Venerdì sera sono stata alla prima delle Cene al Garden, la Food Experience in collaborazione con Bibendum che avrà luogo ogni Venerdì fino al 15 Dicembre... attorno, c'erano molte delle amiche che ogni giorno fanno parte della mia vita, ed è stata l'occasione per farci una nostra cena pre natalizia in un'atmosfera magica. I menù disponibili per le serate del Venerdì sono il "Menù di Malga" e il "Menù di Bosco" e sono un viaggio nei sapori dell'Alta Savoia, fra candele edibili al ginepro, speck e pitina d'oca, Fondue di Gruyere e profumo di Vin Brulè, che viene servito all'arrivo con bretzel croccanti al sale grosso. In accompagnamento, i vini meravigliosi della Cantina Ancarani che cambiano ad ogni portata.


A concludere la cena, uno dei dolci più buoni che abbia mai mangiato sempre di Fiorentini, ma che ahimè non ho fotografato: Ensemble di cioccolato fondente, bavarese al lampone, croccantino e biscuit. Per i bimbi invece, l'appuntamento è il Giovedì pomeriggio. In una stanza dedicata a loro potranno giocare con la Fontana del Cioccolato, decorarlo e degustarlo.
Il Natale a Faenza è fatto di dolci assaggiati piano e mani scaldate attorno alla tazza, di panettone da gustare boccone dopo boccone e tanto cioccolato.

Garden Bulzaga | Via Firenze 479, Faenza
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venerdì 10 novembre 2017

Apre FICO Eeataly world, è a Bologna la Disneyland del cibo.

Tortellini, foto di Mari Sugai

Il mondo non sta certo aspettando il mio giudizio su FICO, e non ero nemmeno certa l'avrei scritto.
Anzi, proprio è una cosa che va un po' controtendenza in questo blog che di FICO ha poco ma ha tanto di autentico e di fuori dal seminato. Ieri sono stata a fare un giro in quello che sarà e a tutti gli effetti è il parco agroalimentare più grande d'Europa, un progetto ambiziosissimo cominciato quattro anni fa quando ancora frequentavo tanto Bologna e che già allora si diceva avrebbe portato Bologna al centro del mondo.


Cos'è FICO, in numeri?
8 ettari con 40 fabbriche alimentari in funzione che producono tutti gli ingredienti più celebri delle tavole italiane e 2 ettari di campi e stalle all'aria aperta, oltre 200 animali e 200 cultivar per raccontare la varietà e la bellezza dell'agricoltura e dell'allevamento italiani. Sempre all'interno, oltre 40 ristoranti dai bar, ai chioschetti di street food ai ristoranti stellati. Oltre a questo 6 giostre educative in funzione, per far sperimentare e conoscere i segreti del fuoco, della terra, del mare, degli animali, delle bevande e del futuro. Ma la cosa che più mi ha sconvolto sono state le 40 fabbriche in funzione, tutte a vista e dalle quali si può vedere e toccare con mano la preparazione della pasta fatta a mano e con le macchine, l'olio che esce dal frantoio, la cioccolata, tutti i processi della birrificazione.


Cos'è FICO, secondo me? Come ha sottolineato e detto più volte Tiziana Primori (AD di FICO) è una scommessa vinta, sulla quale all'inizio nessuno credeva e sulla quale è stata -diciamolo- tirata tanta cioccolata nel corso degli anni. Ci sono tantissimi nuovi format belli a FICO e anche cose già viste e riviste, ci sono prodotti di nicchia e che richiedono uno sforzo in più di comprensione mischiati a brand leader in Italia super commerciali.
Ecco, forse questo un po' mi ha stonato, ma comprendo bene che non si possa prescindere da certe logiche commerciali in questi casi. La cosa bellissima di FICO è che si può girare in bicicletta... proprio così, tutta l'area è percorribile by bike muovendosi nella pista ciclabile interna con una bici disegnata appositamente per Fico da Bianchi, e che è la bici ideale per fare la spesa, con un cassettone davanti e uno dietro.


La visita a FICO mi ha fatto riflettere molto su alcune cose.
In primis, sulla bellezza e la vastità delle cose che ha da offrire la nostra terra, su quanto abbiamo di meraviglioso e di grande in Italia ed è tutto a cielo aperto, tutto da ricercare, tutto così caratteristico di ogni regione. Ovvietà quella che ho detto, ma mica tanto. Penso alle mete turistiche che amo e che scelgo, a tutti i viaggi fatti, e mi metto negli occhi dei turisti... in nessun altro paese c'è un patrimonio artistico ma soprattutto culinario come da noi. FICO farà impazzire i turisti, e la città, che dalla settimana prossima si riempirà ancora di più di promozioni, autobus brandizzati FICO, navette in partenza da dovunque. Quando si parla di cibo si parte sempre dalla fine, cioè dal piatto che arriva sulla tavola, mentre a FICO si parte dall'inizio, dalla coltivazione e dall'allevamento, dal sapere e dalla tradizione contadina e passando poi per la trasformazione della materia prima in prodotto per l'alimentazione. Penso ai turisti ancora, che vedranno tutto questo e ai bambini, alla funzione didattica che tutto questo può avere, in tempi in cui con lo smartphone anche loro così piccoli arrivano a tutto senza troppa consapevolezza.

Sembra molto la mia faccia ieri sera uscita da Fico, 
satolla di cibo e un po' confusa e con lo sguardo perso, proprio come il pupazzo di FICO

Ma io, tornerei a FICO? Non subito, non nell'immediato. Mi lascia sentimenti dentro sentimenti  di grandezza e maestosità, mi rende orgogliosa per quanto di bello abbiamo. Mi emoziona? 
Sarò sincera, poco. Usciti si ha la sensazione di esser stati in giostra, in un centro commerciale dedicato al cibo ma trattato un po' con la freddezza dei non-luoghi. Guardando le varie corsie ieri pensavo che non mi sarei stupita di sentire dal megafono "il vostro volo è in partenza al Gate 17".
Sembra un grande aereoporto Fico, da cui prendere il volo ad ogni incrocio e ad ogni via per una storia bella, ma che nell'insieme di tutto quanto un po' perde la sua unicità. "Gli americani non avevano storie e si sono inventati Disneyland che è il parco delle favole e che ogni anno fa milioni di visitatori, noi le storie le abbiamo", questo un po' il riassunto di quanto detto dal Patron Oscar Farinetti alla conferenza stampa... le abbiamo, e se abbiamo tempo, ricerchiamole, prendiamo la macchina e andiamo a cercarcele nei luoghi reali in cui queste vivono e si alimentano, facciamocele raccontare dalle persone che parlano il dialetto locali e non dai traduttori di FICO.

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giovedì 2 novembre 2017

Ivan Signoretti torna a Rimini, la sua pizza ora la troviamo al Cortile in Centro


Ogni tempio ha il suo sacerdote si dice... e da questo weekend Rimini avrà il suo Maestro Jedi della pizza. Ivan Signoretti è conosciutissimo ma sopratutto amatissimo dalle food blogger. Sarà il suo fare sempre allegro, la sua umiltà disarmante, le sue pizze meravigliose o la sua ossessione per i prodotti migliori che lo rendono una persona diversa dalle altre, una di quelle con cui è bello parlare per ore.



Io l'ho conosciuto pochi anni fa al Qbio a Cesena, nonostante i numerosi riconoscimenti nel settore e nonostante Ivan sia sulla piazza da tanto tempo, prima ancora come consulente esterno a San Patrignano, dove ha appreso la conoscenza del lievito madre a contatto con grandi chef stellati.
Il suo lievito madre non è come possiamo immaginarcelo romanticamente contenuto in un vasetto con la chiusura a gancio, ma è un cuscinotto da tre kg imbrigliato che Ivan non perde mai di vista in cucina, fra impasti lievitati a meraviglia e sbuffi di farina.



Sono stata a trovarlo l'altro giorno nel bel mezzo dei preparativi del locale, fra scale e sedie ancora imballate in via Sigismondo. Il Cortile in Centro è un locale bellissimo, con una sala grande centrale e un pianerottolo rialzato, con un bancone a vista e anche la cucina di Ivan in condivisione con il pubblico. Qua e la, piante verdissime a fare da contrasto con il muro lasciato volutamente grezzo e per questo ancora più elegante e particolare. Quando prima non ricordi nemmeno che attività c'era mi dico sempre, l'architetto ha fatto davvero un bel lavoro... quindi Complimenti Cinzia Domizi, Il Cortile è un locale che mancava proprio.




Amo di Ivan il suo essere spontaneo e la sua ricerca di prodotto, che punta alla qualità senza mai trovare un compromesso. A noi ha fatto assaggiare una pizza con salsa di pomodorini, Burrata Palazzo e alici del Cantabrico che era una poesia. La sua scelta di fornitori è senza segreti e super selezionata, dal Mulino Mariani di Ancona che fornisce la materia prima, alla linea PachinEat fino ad arrivare all'olietto buono della Roberta Frontali, il più amato sulle tavole dei riminesi.



Con l'apertura del Cortile in centro, tutta la zona adiacente le Cantinette, di cui avevo già narrato la rinascita per questo autunno in questo post, vanno davvero a diventare un posto in cui è bello andare, anche per chi non ci tornava da un po'. Ed ecco che il mio Sabato sera invernale ideale va presto a delinearsi: una pizza da Ivan e un cinema al Fulgor che aprirà a breve.



Il Cortile in Centro 
Via Sigismondo 17
Rimini

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