sabato 7 ottobre 2017

Guida di Palermo in tre giorni: dove mangiare il vero street food


Di tante città che ho visto, Palermo è una di quelle che mi è sempre rimasta nel cuore.
Certo, come Palermo tantissime altre, ma Palermo di più, perchè ha tutte le caratteristiche che una città deve avere per piacermi: il fascino della storia (tanta storia), le persone, il fatto che si possa visitare pressochè tutta a piedi, i mercati, e non da ultimo il cibo. 


Fattore importantissimo poi, è sul mare ma si può benissimo non andarci e non perdersi nulla. Sette anni fa il giro della Sicilia che avevo fatto comprendeva tutta la parte occidentale, da Palermo, Agrigento, Selinunte, Erice, fino ad arrivare alla meravigliosa Scala dei Turchi. Ero rimasta sorpresa dalla magnificenza di certe città imponenti come Palermo e Agrigento, e allo stesso tempo dal nulla cosmico che si attraversava negli altipiani fra una città e l'altra, fatti di cespugli secchi, fichi d'india e ogni tanto incendi. Di tanto in tanto, un paesino piccolissimo e meraviglioso, da Monreale a Erice, da Salemi a Castellammare. Ho pensato: "la Sicilia va fatta proprio così, in macchina, da un paesino all'altro con il bagaglio carico di dolcetti e cibo".


Quest'anno l'occasione per andarci è stato lo Sherbeth Festival, svoltosi settimana scorsa, un grande laboratorio a cielo aperto in cui 45 fra i migliori gelatieri italiani e stranieri hanno presentato le loro creazioni... io ci sono stata con Roberto Leoni, gelatiere di Gelaterie Leoni di Cesena che ha presentato il gusto Squacquerone, Savòr e Piadina Carasau, diventato celebre non solo in Romagna ma anche su tutti i quotidiani siculi. 
Ma torniamo a noi: 6 giorni in Sicilia ai miei ritmi e con la mia ansia curiosità mi permetterebbero ora di scriverne una guida completa, cercherò di essere breve.



Il centro storico di Palermo è delimitato a est dal mare, a sud da Via Lincoln, ad ovest dal Palazzo dei Normanni e a nord da via Cavour. I quattro quartieri si incrociano tutti in uno dei punti più belli e storici della città, i Quattro Canti. Girando e rigirando per il centro, vedrete che vi troverete sempre lì. Dai Quattro Canti partono poi perpendicolari via Maqueda e Via Vittorio Emanuele. Palermo è meravigliosa appunto perchè la si può girare tutta a piedi, e le distanze sono sempre relativamente brevi. All'interno di questo perimetro si trovano i tre mercati storici della città: la Vuccirìa, Ballarò e il Mercato del Capo.


Tutti belli, ma se avete poco tempo e potete vederne solo uno, vi consiglio Ballarò, che è poi anche il più antico della città. La Vuccirìa l'ho notata molto più piccola e ridotta dell'altra volta, e a stessa detta dei commercianti sta lentamente diminuendo sempre di più, a causa della ZTL imposta dall'attuale sindaco, che non consente alle automobili di arrivarci vicino. Il mercato di Ballarò è però il più bello di tutti, con le sue urla e i suoi schiamazzi che in siciliano si chiamano abbainata. Ballarò è principalmente un mercato alimentare in cui si vendono frutta, verdura, carne e pesce. Sono rimasta incantata da tutti quei colori, dal frastuono, dagli immensi broccoloni verdi grandi quanto mazzi di fiori. I mercati rappresentano l'anima vera della Sicilia, e pullulano non solo di turisti ma anche di locals.




Passiamo ora alla parte che mi viene meglio: il cibo, e parto con una doverosa premessa. Prima di arrivare mi sono documentata (come sempre le ultime due nottate prima, sono una da ultimo secondo) e sono rimasta sconvolta per quanto poco materiale ci fosse su Palermo e il cibo (in italiano almeno). Indirizzi da guida turistica (che per carità, alcuni sono davvero buoni) e poche altre referenze. Una cosa invece di cui mi sono sorpresa una volta arrivata là, è stata l’altissima concentrazione nelle vie del centro di franchising asettici e terribili, di quelli che già sappiamo fra due anni che fine faranno. E quando dico molti, intendo davvero tantissimi, anche dei più inutili: dal negozio di sole patatine fritte surgelate a quello delle arancine con la Nutella (quantomeno local), dallo yogurt soft al localino che fa solo spaghetti gelato, ma io dico, spaghetti gelato perché? 
Ho riflettuto sul perché la Sicilia che ha probabilmente il migliore street food in Italia sia caduta in una così tale bassezza di proposta, e non mi so dare una risposta. 
Ecco comunque i miei indirizzi, dalle gelaterie ai migliori cannoli, tutto quello che proprio dovete assaggiare se siete tre giorni a Palermo e volete andare a colpo sicuro. Fondamentale l’aiuto di due amici siculi e di Marco Fresh Mavi, anima sicula che durante tutto il viaggio mi ha illuminato il sentiero con i suoi preziosi consigli. Si parte! 



S T R E E T   F O O D 

Lo street food e Palermo, Palermo e lo street food… se siete amanti di fritto, panini con interiora (magari non lo sapete ancora ma provato il panino ca meusa non lo lascerete mai più) e soprattutto se appartenete ai curious eater, siete decisamente nel posto giusto. Un grazie speciale va anche a Sigrid Verbert per tutti Cavoletto di Bruxelles, sulle cui pagine siciliane e ricette ho consumato il mio trascorso da foodblogger e che mi ha illuminato su tantissime cose già 7 anni fa. 


Da FUD Bottega Sicula ci siamo stati la prima sera e l’ultimo pranzo. Atterrati alle 22 e arrivati in centro a Palermo alle 23 avevamo una fame incredibile, abbiamo chiamato senza nemmeno sapere dove fosse, e ci hanno presi, dicendo che “nessun locale chiude prima dell’una in centro”. Seconda sorpresa: il locale era a 350mt dal nostro B&B. Locale freschissimo e giovanissimo, format innovativo ma soprattutto grandissima qualità dei prodotti, che privilegiano in assoluto le carni siciliane, i salumi, i formaggi e l’olio dell’isola. Noi abbiamo ordinato uno SHEK BURGER e un BAFFALO BURGER, con carne du bufalo ragusano, mozzarella di bufala ragusana, peperoni arrosto e barbechiù sous


Fa veramente morir dal ridere il menù, che è tutto scritto in inglese italianizzato, così come il tantissimo merchandising che trovate all’interno, e di cui è un piacere portarsi via qualcosina per ricordo perché sottolineo, gli hamburger di FUD vi resteranno nel cuore. Io ho comprato due spilline con scritto AI LOV CHE BAB. Nota di super merito anche se anticipa un punto che tratteremo dopo, da FUD ho mangiato il miglior cannolo siciliano scomposto. Questa coppettina ha definitivamente la miglior ricotta (di bufala) setacciata mai sentita: cremosa, bilanciata, un dessert oserei dire emozionante.


FUD Bottega Sicula | Piazza Olivella 4

I Cuochini
I cuochini si trovano in Via Ruggero Settimo, a 200metri dal Teatro Massimo, e si trovano dentro ad un palazzo residenziale, fra le macchine e i motorini. Ci sono dei tavolini per appoggiarsi di fuori ma non voglio illudervi: l’impressione sarà quella di mangiare in un parcheggio, c’è di buono che sarà il miglior cibo mai mangiato in un parcheggio che vi possa capitare. 



La specialità è il fritto: cassoncini ripieni, arancine ripiene, timballi al ragù e quanto di più godurioso fritto vi possa venire in mente. Personalmente non sono una fan sfegatata dell’arancina (che mi raccomando, a Palemmo l’arancina è femmina, l’arancino è roba per turisti fan delle serie di Montalbano. 
I Cuochini |  Via Ruggero Settimo, 68 | Tel. 091 581158


Testa Grossa è stato un imprevisto della sera prima, in aereo seduto nel sedile di fianco a me c’era un ragazzo super cool e gaissimo e non ho resistito dal chiedergli quali fossero i suoi posti a Palermo dove mangiare bene. Era quasi vergognoso di dirmelo tanto si trattava di una baracchina lurida come a dire “Hey si mangia molto bene ma mica ci vado io in quel postaccio ci vanno le mie amiche” e quando l’ho rassicurato che i posti luridi in cui mangiare divinamente erano i miei preferiti si è spinto oltre. Attraversata la Porta Nuova subito dopo il Palazzo dei Normanni c’è Piazza Indipendenza, e lì vicinissimo c’è anche Testa Grossa. Il menù è sempre lo stesso: pane e panelle, crocchi, panini ca meusa e anche pane cunzato. Forse anzi senza dubbio il panino con la milza più buono mangiato a Palermo.
Testa Grossa | Piazza Indipendenza 

'NNi Franco o Vastiddaru: ci sono tornata dopo 7 anni perché era stato il mio primo amore e la mia prima volta del panino ca meusa, e l’ho trovato sempre eccellente. La versione più buona è quella con il formaggio sopra grattugiato, mentre poco distante c’è l’Antica Focaccia San Francesco, che prepara il panino con la milza con sotto anche la ricotta e il limone. A scriverne ora, non fatico a comprendere come mai al ritorno pesassi 3,5kg in più in solo 6 giorni… eh si. 
'Nni Franco o' vastiddaru | Via Vittorio Emanuele 102


Il pane cunzato migliore di Palermo e dintorni è a Castellammare, e si trova esattamente in un baracchino sotto ad un imponente fico. Non abbiamo fatto in tempo ad andarci, purtroppo. L’arancina invece migliore sia per grandezza che per bontà si trova al Bar Touring, in via Lincoln, non distante dalla stazione… la chiamano l’arancina bomba. Le pizzette migliori invece, chiamate le bombette siciliane, le trovate ai mercati.



C A N N O L I  & siculità varie

Come già accennato sopra la ricotta più buona, partendo dal fatto che non amo poi l’abbinamento fritto + ricotta, l’ho mangiata da FUD. Che, con il nome che sto per fare, risulta un po’ un insulto all’alta pasticceria, ma tant’è. 


Marco FreshMavi quando prontamente ha letto su Instagram che era ora che qualcuno mi uscisse il nome del cannolo più buono, pena lo scoppiare di stomaco, è salito in Cattedra dicendo: la Pasticceria Cappello. La Pasticceria Cappello è un’istituzione a Palermo, è la creatrice della famosa torta setteveli nonché uno dei migliori laboratori dolci della città. Vicinissima a Via Porta Nuova, una volta entrati rimarrete estasiati dal suo bancone: dolcetti di marzapane, dolcetti di mandorle, cannoli appena riempiti e torte al pistacchio di ogni genere vi metteranno in seria difficoltà sulla scelta. 


Noi abbiamo preso i cannoli (meravigliosi), una torta al pistacchio con la bagna e la crema più buona che abbia mai sentito, e un po’ di biscottini, salvo poi tornarci il giorno prima di ripartire per fare rifornimento di biscottini da portare a casa come souvenir (alla Pasticceria Cappello sono avvezzi a queste cose, e imballano tutto con una maestria che è impossibile non conservarlo bene anche in valigia).

Pasticceria Cappello | Via Colonna Rotta 68

Al Bar Splendore ci siamo stati al volo, sempre su consiglio di Marco. Anche in questo caso, cannoli eccellenti a soli 10 minuti dal centro di Palermo, e le migliori reginelle che abbia mai sentito. Le reginette sono biscottini secchi non troppo dolci rotolate nel sesamo prima di passare in forno, e qui apro una parentesi sul sesamo perché se non ci siete mai stati dovete assolutamente sentire che roba incredibile è il sesamo in Sicilia. Lo mettono ovunque, sul pane, nei biscotti, ovunque, e ovunque conferisce quella croccantezza e quel sapore inconfondibile. Altra cosa fondamentale, il pane in Sicilia è spettacolare: in qualunque panificio il pane si produce due volte al giorno, la mattina e anche dopo le 17 quindi alle 18 è molto probabile che troviate sempre il pane ancora caldo.


Bar Splendore | Via Pindemonte 104

Altro posto super conosciuto per i cannoli è il Bar Mirto, a Monreale. Vale una piccola escursione innanzitutto perchè Monreale è meravigliosa, e questo barettino si trova proprio di fronte alla Cattedrale che è una delle mie quattro chiese preferite al mondo, ma di questo vi parlerò nel prossimo post. 






P I Z Z A  L O V E R S

Ora, come mi faceva notare Andrea, Palermo non è che sia proprio famosa per la pizza. “Non siamo mica a Napoli, perché ti fissi con le pizze?”. Non ho trovato una risposta nemmeno a questa domanda, ma ricordo di aver mangiato a Palermo sempre 7 anni fa una delle pizze più buone che io ricordi, e non potevo non tornarci e scoprirne delle altre. 


Sciuscià è la mia preferita, l’ho riconfermato anche a questo giro. Sempre vicino al centro, la pizzeria non è bellissima ma è diventata nel tempo famosa per i suoi “cornicioni ripieni”. L’impasto è quello napoletano chepiaceamme, e anche i bordi della pizza (i cosiddetti cornicioni) sono ripieni. La lista delle pizze speciali è infinita, così come i ripieni per i bordi, dalla ricotta normale, al gorgonzola, a vari tipi di condimenti. Una libidine, per gli occhi e per il palato. Andateci e mi ringrazierete.

Pizzeria I Viziosi: ci siamo stati una sera tutti insieme perché ci andava di nuovo la pizza, e anche qui pizza buonissima, napoletana, con materie prime eccellenti, pommarola e mozzarella da commozione (cerebrale, la mia). Che vi devo dire, datemi una pizza napoletana e sono una donna felice. 


Pizzeria La Braciera: ci siamo stati l'ultima sera, al volo e dividendo una pizza in due perchè eravamo satolli ma non tanto da andare a dormire non pieni sfondi :) Pizza ottima, alta qualità degli ingredienti e ristorante ideale anche per chi vuole mangiare carne.

Ciccio passami l'olio: altra pizzeria buonissima, biologica, e anche ristorante molto amato dai locals, ce l'hanno consigliata in tanti ma per il poco tempo non siamo riusciti ad andarci.

Pizzeria Sciuscià | Via Dante Alighieri 212
Pizzeria "I Viziosi" | Via Isidoro la Lumia 70
Pizzeria La Braciera | Via San Lorenzo 6/b
Ciccio passami l'olio | Via Castrofilippo 4


L A  T R A T T O R I A  T I P I C A


Trattoria Al Vecchio Club Rosanero: Anticipata la doverosa premessa che se l'avessimo scoperta prima ci saremmo tornati tutti i pranzi e le cene, e anche che avevamo tutto sommato poche cene/pranzi scoperti dallo Sherbeth, una sera siamo andati al Vecchio Club Rosanero. Nome che mi ha fatto pensare mille cose, ma che altro non è che i colori della squadra del Palermo, e il covo dei tifosi. Un ristorante normalissimo, in cui poter godere della vera ospitalità siciliana, una cucina verace e autentica così come il servizio, composto solo da palermitani doc. Ci hanno consigliato loro cosa prendere: una caponata con il pesce spada eccellente e a seguire uno spaghettone ricci di mare e gamberi, una delle paste più buone che abbia mangiato quest'anno. 


I piccoli occhi blu di Andre si sono lentamente accesi, il carboidrato è entrato in circolo, e la nostra serata per due è trascorsa magnificamente (come sempre, grazie al cibo). Non perdetevi questo gioiello di autenticità e buona cucina se siete a Palermo, mi ringrazierete! 

Antico Club Rosanero | Vicolo Caldomai 18
G E L A T E R I E


Con molta poca modestia ammetto che uno dei gusti più buoni che abbia sentito a Palermo era il nostro Squacquerone e Savòr, presentato allo Sherbeth proprio da Leoni. Aggiungo anche che il mio accredito prevedeva una card che valeva 45 coppette gelato (che se ve lo state chiedendo sì, le ho finite) dello Sherbeth, e ho attinto da lì la mia dose di zuccheri.
Abbiamo pertanto provato poche gelaterie, ma le due migliori a detta dei palermitani sono Brioscià e La Gelateria del Mare


Ho amato la vetrina di Brioscià subito, con gli occhi a cuore semplicemente per avermi presentato tre pistacchi diversi in vetrina: cremino di pistacchio, pistacchio normale e nutella al pistacchio. Ho poi scelto la mia brioches e preso anche il gusto cassata siciliana, divino. I pistacchi invece mi hanno un po' deluso... ma dopo lo Sherbeth in cui vi erano 45 gelatieri fra i migliori in Italia e internazionali, capisco che la sfida fosse ardua. Sicuramente l'abbondanza di gusti e anche la generosità di prodotto aiuta (questa brioche da 2,50€ sarà pesata mezzo kg)... a sentire i palermitani però, è il gelato più buono.


Un'altra gelateria degna di nota è la Gelateria del Mare, in via Messina Marine, proprio di fronte al mare. Gelateria artigianale, file chilometriche e tanti gusti eccezionali, molto meno "industriale" di Brioscià, eccellente davvero.


E un buon caffè? Ok, ammetto, questo l'ho scelto solo per la visuale panoramica. 
Vi svelo un piccolo tip: dalla terrazza dell'ultimo piano della Rinascente in Piazza San Domenico si può godere di una delle visuali più belle di Palermo dall'alto. Affacciato su Piazza San Domenico, "il bar" è il punto di ristoro ideale fra un mercato e un cannolo siciliano, e per un selfie i primi giorni della vacanza direttamente sopra la Vuccirìa.
Mi raccomando, i primi giorni della vacanza, che verso gli ultimi sarete un tantinello appesantiti... obesi ma felici.

Se siete arrivati fin qui probabilmente vi starete chiedendo anche dove soggiornare. L'offerta è infinita, soprattutto di B&B ma se volete un consiglio da amica, noi abbiamo soggiornato al B&B Rizzuto, in Via villaermosa, a un minuto da Via Maqueda, dal Teatro Massimo, e in pratica dal cuore della Movida di Palermo. Le camere sono veramente ampie e spaziose, un vecchio palazzo signorile con le pareti alte due metri. Un soggiorno veramente piacevole, nel cuore della città ma comunque con una sua riservatezza... e l'ospitalità di Calogero è stata veramente infinita (siamo anche tornati a casa con la marmellata di susine che la sua famiglia produce nel loro agriturismo, veramente troppo carino!)... qui le coordinate


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