lunedì 13 novembre 2017

La Favola del Natale al Garden Bulzaga è in uno Chalet dell'Alta Savoia


[ Un bosco di larici innevati,
un piccolo sentiero di montagna nell'Alta Savoia. 
Il silenzio dei passi nella neve, le luci che accolgono.
Uno chalet che profuma di resina.]

L'anno scorso è l'anno in cui ho scoperto e deciso che il Garden Bulzaga sarebbe diventato parte della mia tradizione di Natale. Ci sono tornata quattro volte addentrandomi nella nebbia della campagna a Faenza, e ricordo gli occhi estasiati di mia mamma quando fra tintinìi di forchette e ceramiche ammirava quei letti e quelle tavolate fiabesche che lo scorso Dicembre erano in stile gustaviano, un incontro fra neoclassico e rococò. Una fiaba, nientemeno che una fiaba. 


Per chi si fosse perso il post dell'anno scorso qui,  il Garden Bulzaga è un vivaio e serra che definire serra è limitante, diciamo un'azienda di gardening ma anche oggettistica, complementi d'arredo, area food, e tantissime altre cose, che ogni anno mette in scena all'interno del proprio showroom uno spazio tematico a tema suggestivo e particolare. Quest'anno la magia del Natale al Garden ha un nome e una precisa connotazione storica: Vivement Noel è legato alle atmosfere di uno Chalet classico dell'Alta Savoia, e la suggestione del Natale diventa una casa da ritrovare, un camino scoppiettante da vivere nel silenzio, un rifugio per ascoltarsi. Ogni cosa è pensata per enfatizzare il Natale, e gli appuntamenti che Sonia Baldini che è poi Garden Bulzaga, Bibendum Catering e la Pasticceria Fiorentini (che fa lo zabaione più buono del mondo) hanno messo nero su bianco sono pensati per tutti, dai grandi ai più piccini, per cui il Natale è veramente il periodo più bello dell'anno.




La Colazione dal Venerdì alla Domenica sarà curata dalla Pasticceria Fiorentini, che ci delizierà con le sue torte e la caffetteria. Quest'anno si è aggiunta una novità, la Colazione a Buffet del Sabato e della Domenica, una tavolata delle meraviglie con croissant, millefoglie, pane burro e marmellate, plumcake e ogni ben di Dio. Il costo è di sette euro, per il vassoietto con cui servirsi e scegliere tutto ciò che vi va. Alla stessa maniera sempre il Sabato e la Domenica potrete fare l'esperienza dell'Aperitivo in baita, fino alle 21.30... un cocktail preparato come si deve e un tagliere rigorosamente di montagna, con lo speck, i ciccioli frolli, il salame di cervo e tante altre cosine. Dalle grandi finestre che danno sull'interno scendono soffici piume a rendere il tutto ancora più magico, non viene difficile da credere che proprio fuori dal Garden nevichi davvero e che le pigne che cadono al suolo non facciano rumore, ovattate dalla neve.



Venerdì sera sono stata alla prima delle Cene al Garden, la Food Experience in collaborazione con Bibendum che avrà luogo ogni Venerdì fino al 15 Dicembre... attorno, c'erano molte delle amiche che ogni giorno fanno parte della mia vita, ed è stata l'occasione per farci una nostra cena pre natalizia in un'atmosfera magica. I menù disponibili per le serate del Venerdì sono il "Menù di Malga" e il "Menù di Bosco" e sono un viaggio nei sapori dell'Alta Savoia, fra candele edibili al ginepro, speck e pitina d'oca, Fondue di Gruyere e profumo di Vin Brulè, che viene servito all'arrivo con bretzel croccanti al sale grosso. In accompagnamento, i vini meravigliosi della Cantina Ancarani che cambiano ad ogni portata.


A concludere la cena, uno dei dolci più buoni che abbia mai mangiato sempre di Fiorentini, ma che ahimè non ho fotografato: Ensemble di cioccolato fondente, bavarese al lampone, croccantino e biscuit. Per i bimbi invece, l'appuntamento è il Giovedì pomeriggio. In una stanza dedicata a loro potranno giocare con la Fontana del Cioccolato, decorarlo e degustarlo.
Il Natale a Faenza è fatto di dolci assaggiati piano e mani scaldate attorno alla tazza, di panettone da gustare boccone dopo boccone e tanto cioccolato.

Garden Bulzaga | Via Firenze 479, Faenza
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venerdì 10 novembre 2017

Apre FICO Eeataly world, è a Bologna la Disneyland del cibo.

Tortellini, foto di Mari Sugai

Il mondo non sta certo aspettando il mio giudizio su FICO, e non ero nemmeno certa l'avrei scritto.
Anzi, proprio è una cosa che va un po' controtendenza in questo blog che di FICO ha poco ma ha tanto di autentico e di fuori dal seminato. Ieri sono stata a fare un giro in quello che sarà e a tutti gli effetti è il parco agroalimentare più grande d'Europa, un progetto ambiziosissimo cominciato quattro anni fa quando ancora frequentavo tanto Bologna e che già allora si diceva avrebbe portato Bologna al centro del mondo.


Cos'è FICO, in numeri?
8 ettari con 40 fabbriche alimentari in funzione che producono tutti gli ingredienti più celebri delle tavole italiane e 2 ettari di campi e stalle all'aria aperta, oltre 200 animali e 200 cultivar per raccontare la varietà e la bellezza dell'agricoltura e dell'allevamento italiani. Sempre all'interno, oltre 40 ristoranti dai bar, ai chioschetti di street food ai ristoranti stellati. Oltre a questo 6 giostre educative in funzione, per far sperimentare e conoscere i segreti del fuoco, della terra, del mare, degli animali, delle bevande e del futuro. Ma la cosa che più mi ha sconvolto sono state le 40 fabbriche in funzione, tutte a vista e dalle quali si può vedere e toccare con mano la preparazione della pasta fatta a mano e con le macchine, l'olio che esce dal frantoio, la cioccolata, tutti i processi della birrificazione.


Cos'è FICO, secondo me? Come ha sottolineato e detto più volte Tiziana Primori (AD di FICO) è una scommessa vinta, sulla quale all'inizio nessuno credeva e sulla quale è stata -diciamolo- tirata tanta cioccolata nel corso degli anni. Ci sono tantissimi nuovi format belli a FICO e anche cose già viste e riviste, ci sono prodotti di nicchia e che richiedono uno sforzo in più di comprensione mischiati a brand leader in Italia super commerciali.
Ecco, forse questo un po' mi ha stonato, ma comprendo bene che non si possa prescindere da certe logiche commerciali in questi casi. La cosa bellissima di FICO è che si può girare in bicicletta... proprio così, tutta l'area è percorribile by bike muovendosi nella pista ciclabile interna con una bici disegnata appositamente per Fico da Bianchi, e che è la bici ideale per fare la spesa, con un cassettone davanti e uno dietro.


La visita a FICO mi ha fatto riflettere molto su alcune cose.
In primis, sulla bellezza e la vastità delle cose che ha da offrire la nostra terra, su quanto abbiamo di meraviglioso e di grande in Italia ed è tutto a cielo aperto, tutto da ricercare, tutto così caratteristico di ogni regione. Ovvietà quella che ho detto, ma mica tanto. Penso alle mete turistiche che amo e che scelgo, a tutti i viaggi fatti, e mi metto negli occhi dei turisti... in nessun altro paese c'è un patrimonio artistico ma soprattutto culinario come da noi. FICO farà impazzire i turisti, e la città, che dalla settimana prossima si riempirà ancora di più di promozioni, autobus brandizzati FICO, navette in partenza da dovunque. Quando si parla di cibo si parte sempre dalla fine, cioè dal piatto che arriva sulla tavola, mentre a FICO si parte dall'inizio, dalla coltivazione e dall'allevamento, dal sapere e dalla tradizione contadina e passando poi per la trasformazione della materia prima in prodotto per l'alimentazione. Penso ai turisti ancora, che vedranno tutto questo e ai bambini, alla funzione didattica che tutto questo può avere, in tempi in cui con lo smartphone anche loro così piccoli arrivano a tutto senza troppa consapevolezza.

Sembra molto la mia faccia ieri sera uscita da Fico, 
satolla di cibo e un po' confusa e con lo sguardo perso, proprio come il pupazzo di FICO

Ma io, tornerei a FICO? Non subito, non nell'immediato. Mi lascia sentimenti dentro sentimenti  di grandezza e maestosità, mi rende orgogliosa per quanto di bello abbiamo. Mi emoziona? 
Sarò sincera, poco. Usciti si ha la sensazione di esser stati in giostra, in un centro commerciale dedicato al cibo ma trattato un po' con la freddezza dei non-luoghi. Guardando le varie corsie ieri pensavo che non mi sarei stupita di sentire dal megafono "il vostro volo è in partenza al Gate 17".
Sembra un grande aereoporto Fico, da cui prendere il volo ad ogni incrocio e ad ogni via per una storia bella, ma che nell'insieme di tutto quanto un po' perde la sua unicità. "Gli americani non avevano storie e si sono inventati Disneyland che è il parco delle favole e che ogni anno fa milioni di visitatori, noi le storie le abbiamo", questo un po' il riassunto di quanto detto dal Patron Oscar Farinetti alla conferenza stampa... le abbiamo, e se abbiamo tempo, ricerchiamole, prendiamo la macchina e andiamo a cercarcele nei luoghi reali in cui queste vivono e si alimentano, facciamocele raccontare dalle persone che parlano il dialetto locali e non dai traduttori di FICO.

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giovedì 2 novembre 2017

Ivan Signoretti torna a Rimini, la sua pizza ora la troviamo al Cortile in Centro


Ogni tempio ha il suo sacerdote si dice... e da questo weekend Rimini avrà il suo Maestro Jedi della pizza. Ivan Signoretti è conosciutissimo ma sopratutto amatissimo dalle food blogger. Sarà il suo fare sempre allegro, la sua umiltà disarmante, le sue pizze meravigliose o la sua ossessione per i prodotti migliori che lo rendono una persona diversa dalle altre, una di quelle con cui è bello parlare per ore.



Io l'ho conosciuto pochi anni fa al Qbio a Cesena, nonostante i numerosi riconoscimenti nel settore e nonostante Ivan sia sulla piazza da tanto tempo, prima ancora come consulente esterno a San Patrignano, dove ha appreso la conoscenza del lievito madre a contatto con grandi chef stellati.
Il suo lievito madre non è come possiamo immaginarcelo romanticamente contenuto in un vasetto con la chiusura a gancio, ma è un cuscinotto da tre kg imbrigliato che Ivan non perde mai di vista in cucina, fra impasti lievitati a meraviglia e sbuffi di farina.



Sono stata a trovarlo l'altro giorno nel bel mezzo dei preparativi del locale, fra scale e sedie ancora imballate in via Sigismondo. Il Cortile in Centro è un locale bellissimo, con una sala grande centrale e un pianerottolo rialzato, con un bancone a vista e anche la cucina di Ivan in condivisione con il pubblico. Qua e la, piante verdissime a fare da contrasto con il muro lasciato volutamente grezzo e per questo ancora più elegante e particolare. Quando prima non ricordi nemmeno che attività c'era mi dico sempre, l'architetto ha fatto davvero un bel lavoro... quindi Complimenti Cinzia Domizi, Il Cortile è un locale che mancava proprio.




Amo di Ivan il suo essere spontaneo e la sua ricerca di prodotto, che punta alla qualità senza mai trovare un compromesso. A noi ha fatto assaggiare una pizza con salsa di pomodorini, Burrata Palazzo e alici del Cantabrico che era una poesia. La sua scelta di fornitori è senza segreti e super selezionata, dal Mulino Mariani di Ancona che fornisce la materia prima, alla linea PachinEat fino ad arrivare all'olietto buono della Roberta Frontali, il più amato sulle tavole dei riminesi.



Con l'apertura del Cortile in centro, tutta la zona adiacente le Cantinette, di cui avevo già narrato la rinascita per questo autunno in questo post, vanno davvero a diventare un posto in cui è bello andare, anche per chi non ci tornava da un po'. Ed ecco che il mio Sabato sera invernale ideale va presto a delinearsi: una pizza da Ivan e un cinema al Fulgor che aprirà a breve.



Il Cortile in Centro 
Via Sigismondo 17
Rimini

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lunedì 30 ottobre 2017

Cosa vedere a Bucharest per innamorarsene: indirizzi food e lifestyle


Scrivo questo post con un sacco di emozione, e mi sono presa la Domenica mattina libera per farlo perchè volevo dedicare a una città che mi ha lasciato tanto la giusta attenzione, se la merita.
Perchè Bucharest? La risposta più scontata sarebbe perchè era tantissimo che non staccavo la spina, e essere riuscita a farlo ed essere tornata con consapevolezza (e anche un treno di malinconia) è servito a farmi ridimensionare tante cose.
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giovedì 19 ottobre 2017

Ciccia&cips e la nuova vita chic delle Cantinette a Rimini


Quando ho sentito il nome la prima volta, sono rimasta per qualche minuto in una di quelle sensazioni di freeze mentale in cui non sai deciderti se un nome è stupendo o inarrivabile.
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sabato 7 ottobre 2017

Guida di Palermo in tre giorni: dove mangiare il vero street food


Di tante città che ho visto, Palermo è una di quelle che mi è sempre rimasta nel cuore.
Certo, come Palermo tantissime altre, ma Palermo di più, perchè ha tutte le caratteristiche che una città deve avere per piacermi: il fascino della storia (tanta storia), le persone, il fatto che si possa visitare pressochè tutta a piedi, i mercati, e non da ultimo il cibo. 

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martedì 19 settembre 2017

L'autunno a Rimini è alle Cantinette, e il centro si ripopola di locali giusti.


Da Santarcangiolese, le Cantinette le ho sempre frequentate poco sarò sincera. Ne ho ammirato il fascino da lontano da ragazzina, mi è sempre piaciuto il fatto che a Rimini ci fosse un posto in cui tutti i giovani si ritrovano in autunno, stretti nei loro cappotti e con una birra in mano, come in Spagna nelle piazze con i botellones, ma salvo qualche Venerdì sera non le ho mai frequentate troppo. Ultimamente poi, si erano popolate di gioventù troppo giovane che ecco, non è proprio quello che cerco quando decido di uscire il weekend.
Solo dall'anno scorso sono incominciate a piacermi e non la sera ma il pomeriggio, quando il centro sembra addormentarsi un po' ed è bello trascorrere interi pomeriggi industurbati al pc, ad osservare dalle vetrate la vita che scorre la fuori.
Alle Cantinette, il mio quartier generale è sempre il Tapioca Tea con i suoi Bubble Tea, e se proprio ho bisogno di svoltare una giornata, niente mi è di comfort food più di un bel Ramen caldo con Tempura al Noi Sushi, proprio lì di fianco. Una visione delle Cantinette alla luce del sole insomma, da consumarsi entro le 19.00. Quest'anno però, in tantissimi hanno deciso di investire proprio alle Cantinette, e mai come in quest'estate si è creato fermento attorno alla Vecchia Pescheria che, to be honest, non vedo l'ora di vedere "in moto". Si perchè se è vero che l'estate quest'anno è finita il 1 di Settembre, è vero anche che non eravamo pronti a questo cambio repentino di stagione, e nemmeno le Cantinette che ora corrono al riparo. Ma dunque, quali sono i locali che non vedo l'ora aprano, o quelli che hanno aperto quest'estate, giusto per rodarsi un attimino in tempo?


Sarò sincera, più di tutto il resto sto aspettando Ciccia&Cips.
Si tratta del vecchio Boccaccio Osteria che quest'estate ha cambiato nome, concept e anche... colore! Il payoff di Ciccia&Cips è burgerfantasia, che già lascia spazio a sogni per signorine.
Ai deliziosi hamburger di carne ma anche di pesce verranno abbinati cocktail, in un locale che è un piccolo gioiello per le Cantinette, e che pare a tutti gli effetti un film di Wes Anderson. Rosa, con carta da parati rosa, specchi e lampadari di design in rame. I lavori sono curati da Cristina Zanni che è ormai il marchio di fabbrica dei locali fatti bene a Rimini da due anni a questa parte. Cocktail e hamburger in un contesto meraviglioso, quindi... Instagramers, prepar(iamoci)!


I primi di Giugno ha aperto i battenti anche A Sèm Toast, proprio di fronte alla Vecchia Pescheria.
Ho atteso la sua apertura con simpatia, fomentata dalle frasi sui social in dialetto romagnolo, in piena linea con quella che ora è la loro proposta gastronomica: "Dai c'arvem", ci rassicuravano.
Romagna Street Food quindi, ma soprattutto Club Sandwich altissimi e goduriosi, con ingredienti di prima qualità e del territorio. Da A Sèm Toast ci insegnano che la semplicità, quella buona, è fatta di una schiacciata al rosmarino con salame romagnolo.


O da un frittino di pesce del nostro mare, una piadina con i sardoncini e la cipolla caramellata. Aperto sia a pranzo che a cena e fino a tardi, A Sèm Toast sta riscuotendo molto successo, ed è ordinabile anche a casa con Bacchetteforchette (qualora alle 22 aveste voglia di un Club Sandwich, ma non avete voglia di arrivare in centro.)

Una delle notizie più belle invece che potessero arrivarmi i primi di Settembre, è l'imminente apertura de "Il Cortile in Centro", la pizzeria gourmet che aprirà a metà Ottobre in via Sigismondo. Il nome ha un che di segreto, non è segreta invece la regia della cucina, che è di Ivan Signoretti. E se non sapete di chi si tratta, potete uscire ora da questo blog e non tornarci mai più. Amatissimo dalle food blogger, Ivan è riminesissimo è lo storico pizzaiolo di Sp.accio a San Patrignano, ma da tempo è diventato il volto del QBio a Cesena, una delle mie pizzerie preferite. Aprirà in società con Thomas Agostini del Satellite, a Bellariva, e il duo ci promette un inverno... stellare.

E ora passiamo al tema scottante delle Cantinette: l'aperitivo.
Chiunque abbia cercato di proporre negli anni scorsi un aperitivo diverso, un po' più chic, non ha funzionato. E' un dato di fatto che la clientela "aperitivo" delle Cantinette sia quella dei grandi numeri, che sgomita sul buffet per l'apericena tutto a 10€, e qualunque altra cosa non funzioni.

"Non è il luogo" mi dicono sempre da quelle parti. "Se uno vuole un aperitivo buono non viene qui", e un po' mi sembra riduttivo. I luoghi ad oggi si creano, si costruiscono quartieri a partire da pochi posti belli in certe città, e per fortuna qualcuno la pensa diversamente.
Quest'inverno il Tapioca Tea per dire, si è lanciato a proporre qualcosa di diverso. Ecco quindi che l'aperitivo da Ottobre diventerà Tacos, e non dei Tacos qualunque ma Tacos gourmet con mazzancolle, branzino, salicornia, e tante salsine una più buona dell'altra.




Non saranno solo queste le nuove aperture / nuove proposte, stanno rifacendo altri due locali alle Cantinette, si sposta in città anche il Chiringuito, e il Giardino avrà una nuova location, l'Ex Osteria del Vizio. Apre anche un ristorante hawaiano, nei pressi della Domus del Chirurgo, ma per ora non vi svelo nulla! Seguiranno aggiornamenti una volta testato tutto quanto, ora è presto per pronunciarsi, ma una cosa è certa... per noi foodies, a Rimini ci sarà da divertirsi quest'inverno.

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domenica 17 settembre 2017

Giardini D'Autore a Rimini: le novità 2017 in ambito food


Se c'è una stagione che amo, è l'autunno.
Se c'è una cosa che amo ancora di più, sono gli eventi autunnali, quelli che ancora un po' sanno di salsedine e maniche corte, ma che impertinenti desiderano il primo foliage e il Natale (al quale, ricordiamolo, mancano poco più di 100 giorni). Forse quest'anno mi perderò tutto Dicembre e il mio spirito natalizio per un viaggio meraviglioso del quale ancora non posso anticipare nulla, forse.
Nel mentre, mi godo questo tempo un po' ballerino che però mi piace tanto, perchè mi permette di stare interi weekend a casa a poltrire al pc con il maltempo di dedicarmi con calma alla casa, alla cucina, e a tutti i miei hobby. Mi mancano molto le estati passate a Londra e soprattutto i weekend che passavo fra Battersea Park, i mercatini vintage, Liverpool Street e Brick Lane, la domenica pomeriggio a ingozzarmi di mangiare bagels al salmone. E' per questo che ogni anno (nonostante mia mamma e le mie amiche pensano che io sia un pollice morto), più o meno a Marzo e a Settembre, aspetto con ansia Giardini D'Autore, perchè è uno di quegli eventi proprio come piace a me: contemporaneo, ricercato, esteticamente bellissimo, e dall'aria cosmopolita.


L'evento abbraccia diversi settori, e anche quest'anno sarà un weekend (anzi, una due giorni, Sabato 23 e Domenica 24 Settembre) in cui si potrà girare fra giardini, piante, paesaggi ma anche conoscere artigiani, designer, paesaggisti, un'occasione stupenda per cercare idee e spunti per ripensare e vivere gli spazi verdi.  E in ambito food? Cosa dobbiamo aspettarci noi ossessionati dal cibo e da Instagram?  La grande novità di questa edizione è data da Giardini Farm, ovvero uno spazio in cui sarà possibile fare la spesa acquistando frutta e verdura direttamente scegliendole dalla pianta, dai migliori produttori della zona. 


La cosa che aspetto più di ogni altra è la Colazione sull'erba, a cura di Panenostro Lab, di cui avevo già parlato qui e a cui sono molto affezionata. E' stato indubbiamente il locale rivelazione di questo inizio estate, con i suoi pranzetti, la Colazione dei Sogni il weekend, e la sua posizione così insolita per noi riminesi. All'interno dello spazio di Giardini Farm sarà possibile fare colazione sull'erba, o comodamente seduti al tavolo, magari a piedi nudi. La ricerca dei dettagli, i meravigliosi allestimenti floreali di Carlotta, la passione per i prodotti dell'orto e le torte "preparate a meraviglia" si trasferiranno per due giorni al Parco Federico Fellini, per rendere indimenticabile la colazione, il brunch e la merenda, con quel profumo di buono che ormai è il loro marchio di fabbrica.


Una persona che non vedo l'ora di conoscere nonostante sia di Santarcangelo e la cosa fa piuttosto sorridere a pensarci, è Fabio Polidori. Per la prima volta a Giardini, Fabio porterà con sè le 25 varietà di luppolo (di cui 6 selvatiche) che coltiva a Santarcangelo di Romagna. Anni di ricerca e oltre 200 piante ibride create nella sua azienda biologica con l'obiettivo di selezionare negli anni le migliori varietà... ma non è tutto, Fabio coltiva anche oltre al luppolo piselli, fave, fagiolini, Feijoa, zafferano e zenzero, fino ad arrivare alla liquirizia e alla maracuja. 


Se anche voi siete del partito che una buona e bella tavola non sia fatta di solo cibo (anche se a pensarci è l'unica cosa che si mang... ok, me la smetto) non dovete perdervi assolutamente i Workshop organizzati dall'associazione LabLab. Organizzeranno infatti laboratori creativi per la realizzazione di una composizione da tavola con elementi vegetali essicati, fiori e ortaggi... bellezza e soddisfazione alimentare sono le caratteristiche delle piante e lo scopo di LabLab... e chi non vorrebbe tornare a casa con un bel centrotavola profumato d'autunno? 


Ci sarano poi Laboratori dedicati alle piante edibili, con Degustazioni Botaniche, e ancora Laboratori di giardinaggio per scoprire le oltre 50 varietà di menta dalla collezione di Fratelli Gramaglia. Vivaisti da quattro generazioni, la famiglia Gramaglia si è specializzata nelle piante aromatiche e officinali e nella produzione del peperoncino. Con oltre 700 varietà di peperoncino è ad oggi uno dei vivai più forniti in Europa, e a Giardini d'Autore presenterà la sua collezione di 50 varietà di menta da utilizzare in cucina e nei cocktail. 


Last but not the least, ci saranno Corsi di Giardinaggio sulla coltivazione e la cura degli agrumi nel periodo invernale organizzati dal Vivaio Hortus Hesperidis (azienda siciliana specializzata) e Laboratori di giardinaggio sulla coltivazione dei frutti antichi a cura del Vivaio Belfiore. 

Ci vediamo Sabato a Giardini, dalle 9 alle 19.00... tutto il resto su Instagram, qui
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lunedì 11 settembre 2017

Bologna asiatica: da HaoWei a Yuzuya, passando per Hong Kong.


La scorsa settimana sono stata quasi tutta la settimana a Bologna. 
Lo aspettavo da prima di Settembre questo intermezzo autunnale, sapevo di doverci andare e restare un po’ per alcuni lavori, e me lo pregustavo proprio come è effettivamente stato: rilassante e con un clima meraviglioso (escluso un temporale, ma è arrivato di notte ed è stato ancora più magico). 
Chi legge questo blog da un po’ di tempo sa bene quanto per almeno due anni, ritornata da Bologna dopo aver vissuto là sei anni, io abbia sofferto qui. Qualcuno però da lassù ci guarda, e quando ho incominciato il mio lavoro nella comunicazione, uno dei primi clienti è stata la Cea Sistemi, con la quale collaboro tutt’ora, con la sua doppia sede Rimini / Bologna. Franco, il mio titolare di Bologna è uno degli uomini più splendidi che abbia mai conosciuto: brillante, simpatico, con la parola giusta quando serve fare un complimento o con la mazziata quando me la merito. 
Una cosa che non sa però, è quanto il lavorare per loro mi abbia riconciliata e fatto accusare di meno il colpo di vivere qua all’inizio, e successivamente stimolata. Ogni due mesi infatti, torno a Bologna per qualche giorno, e devo fotografare qualcosa come 15 locali in tre giorni. Nel tempo libero (visto che la ristorazione è principalmente concentrata negli orari pranzo/cena), proprio come quando ero universitaria vado in avanscoperta dei nuovi posticini aperti in città, dai bar ai ristoranti ai negozi di fiori. In alternativa, mi intrattengo nei cafè, pc acceso e lavoro. 

Ogni volta che penso al mio lavoro e come è cominciato e come sta proseguendo, non mi vergogno ad ammettere il fatto che mi sento veramente privilegiata. Ho anche capito, in quei giorni, il perché quando ero universitaria fossi molto più magra: non ero più abituata a camminare da una porta all’altra della città, a percorrere km, a correre da una destinazione all’altra sempre con mille borse addosso… tutto sommato, sono riuscita a fare tutto quello che dovevo e anche molto di più del preventivato, quindi ecco qui una breve “Quattro giorni a Bologna dopo che non ci tornavi da un po'”.


Il primo posticino ho poi scoperto essere sconosciuto ai più, ed è congeniale per chi come me arriva dall’autostrada, si muove sempre in macchina e cerca il wifi e un barettino comodo, anche per incontri di lavoro. GRADO61 è il bar sotto alla CO.TA.BO. a Bologna, la società dei taxi. Tutta la pasticceria è curata dal pasticcere Gabriele Spinelli e il locale è veramente enorme, minimal, con quel colore azzurro acido e le scritte ai muri che un po’ mi ricordano le sale comuni negli ostelli e i coworking milanesi… ho pensato appena ci sono entrata “Carino, ma non da consigliare sul blog” per poi ritrovarmi a esserci passata ogni giorno, per una breve sosta al pc. 


La prima sera era in programma una visita da Dynamo per la Cea ed è stata l’occasione per conoscere e scoprire uno dei posti preferiti dalla mia amica Wanda… ci ero già stata in realtà da Dynamo, ma con l’occasione ci siamo intrattenute un pochino di più per un aperitivo prima di raggiungere Bebe per la nostra cena di fine estate. Una cosa carina che ho scoperto è che chiunque può noleggiare le bici, per qualche ora o per una giornata intera, e muoversi per la città in bici... non vedo l'ora che arrivi la primavera per godermi questo incanto. 

La sera era in programma una cenetta nel Jardin Secret più famoso della Bolognina, ma il maltempo e le nuvolone minacciose ci hanno fatto ripiegare sulla Pagoda, uno dei ristoranti cinesi istituzione di Bologna nel quale andiamo spessissimo. Bebe aveva chiesto esplicitamente che le preparassero i Wanton con i gamberi alla vera maniera cinese e Dis non ha esitato due secondi ad accontentarla, preparandoli nel pomeriggio.


Ne abbiamo mangiati di due versioni con due tipi di impasti diversi, entrambi eccellenti. Qualche altra portata da dividersi tutte insieme e per finire il loro Sorbetto al Basilico, uno dei miei must quando mi portano lì.
La mattina dopo mi sono svegliata con un pensiero fisso: mi sono ricordata di Yuzuya, la trattoria giapponese con cucina super recensita e super apprezzata, la rivelazione giapponese dell’anno a Bologna insomma. Non prendono prenotazioni, e la sera la coda di persone arriva fino al marciapiede di fuori. Inutile dire che fino al Sabato a pranzo (unico giorno in cui prendono prenotazioni) io non sia riuscita a mangiarci. L’ossessione mi ha però accompagnata per tutti i giorni a Bologna, che da un’idea di partenza “me ne starò a casa tranquilla e a dieta” si sono trasformati in “Veronica prova tutti gli etnici e gli asiatici migliori in città”.




Giovedì sera sola soletta come ai vecchi tempi, mi sono concessa una delle cene migliori degli ultimi tempi. HaoWei ha aperto poco tempo fa a Bologna in via Casoni, e da subito si è ritagliato un bel pezzo di importanza nel panorama bolognese perché, lungi dall’essere un ristorante cinese di quelli da cliché, ha puntato su un menù oltre l’involtino primavera come decanta il payoff del sito “C’è vita oltre l’involtino primavera!” .


La cucina cinese infatti vanta una ricchezza e una complessità incredibile, malamente riproposte e rappresentate dai tanti ristoranti usa-e-getta o All You Can Eat che si sono accomodati nelle nostre sonnecchianti province. All’HaoWei ho ordinato i Ravioli di cristallo ai gamberi, gli spaghetti di pasta cinese con i gamberi e le verdure, e un dessert al cocco. A differenza di quelli classici, i ravioli di cristallo sono realizzati con farina di frumento, acqua bollente e fecola di patate, poi farciti e cotti nella vaporiera cinese in legno di bamboo. Ad accompagnare la cena, the rosso servito in una tazzina di caffè trasparente.


Il giorno dopo il programma prevedeva appuntamento alle 9.30 con Gino Fabbri, e dopo le foto di rito non mi sono fatta mancare una Svedesina con la crema. Per il pranzo invece ero dalle parti di Via Zanardi, voglia di riprendere la macchina zero, e chiedendo su Instagram che cosa mi consigliassero nelle Stories, è venuto fuori questo ristorante cinese: Hong KongSbirciato prima su Internet, mi sembrava fatto al caso mio: elegante, pulito, bianco e minimal, non il solito cinese con le carpe e i draghi disegnati al muro per intenderci (anche se quel disagio ha sempre un certo fascino su di me). 


Sono rimasta piacevolmente sorpresa dal personale, cinese ma con la parlata 100% bolognese, mi ha spiegato poi la ragazza figlia dei titolari che lei è proprio originaria bolognese. Buonissimi gli involtini che fanno loro, strepitosi i ravioli di gamberi che fanno sempre loro e anche il riso alla Cantonese e il pollo alle mandorle. Menù super easy per me, approfittando della promo pausa pranzo che comprendeva tre portate a 9,90€. 
Ci ritornerò sicuramente, era tutto davvero buonissimo. 
Il pomeriggio mi sono invece fatta un giretto a Terrazze e Giardini in un’oretta e presa un’aperitivo in solitaria all’Osteria Tricheco di cui non conoscevo l’esistenza in via Rialto. Locale carinissimo dall’arredamento e colori autunnali molto accoglienti, l’Osteria da chiacchiere in cui passare un pomeriggio. 




Bellissimo anche il giardinetto interno, in cui predomina la tanto amata sedia Ikea che rende tutto così omologato ma familiare.


Un post a parte dedicherò a Yuzuya, che come dicevo ho seguito e desiderato con la passione con cui si corteggiano solo certi amanti… ci ho riprovato anche il Venerdì sera ad andarci a mangiare, andandoci alle 18.30 ma era blindato. Ho così ripiegato su un takeaway, Katsudon con cotoletta di maiale e frittatina morbida di cipolle. Un tripudio di comfort food, proprio mentre stava per cominciare a piovere. 
Ma di Yuzuya ne parleremo Giovedì in un post a sé.

P.S. A brevissimo aprirà un posto che mi sono persa a questo giro, Sentaku Ramen Bar. 

In via Saragozza, il primo Ramen Bar a Bologna, ad opera di Lorenzo Costa (già titolare di Oltre.), che sto stalkerando su Instagram da inizio estate nelle sue peregrinazioni per il mondo alla ricerca del ramen perfetto. 
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