giovedì 20 agosto 2015

E' già autunno per me, al Pappa Reale a Cesena.


Ci pensavo proprio ieri mattina, persa nei miei pensieri e in quel freddino di agosto ma che sembrava autunno, a quanto le cose possano, nell’arco di un anno, cambiare. A quanto di base io sia una entusiasta della vita ma anche sempre inquieta e quindi mai ferma e soddisfatta pienamente grazie a Dio. 
 A quanto, se un anno fa mi avessero detto che sarei andata in una giornata felice a mangiare fuori qualcosa da sola, per il piacere di stare da sola, non ci avrei creduto. Non che non sappia stare da sola, io sono di base una simpatica asociale. Ma il mangiare da sola non mi ha mai attratto, e per esasperarlo ancora di più mi ha sempre fatto venire in mente quel verso di Baglioni che dice “ed ho mangiato a prezzo fisso seduto accanto ad un dolore”, uno dei versi più potenti in assoluto. 
Forse perché lo sento molto, forse perché l’ho sperimentato davvero, in quelle fucking lonely estati inglesi di un po’ di anni fa.




Il Pappa Reale a Cesena però, ha un qualcosa nell'aria che non può farti sentire solo. Saranno quelle mattonelline bianche con scritto sopra il menù del giorno con il pennarello, sarà quell'aria vintage che mi ricorda locali del Nord Europa, sarà il bancone dei dolci e del salato sempre pieno di cose buone...
io qui mi sento a casa. 
E’ stato per tantissimo tempo quest’inverno e quello scorso il mio headquarter cesenate quando avevo bisogno di un po’ di tempo al pc, salvo poi essere raggiunta per un Chai Latte o una cioccolata da Filo a chiusura del negozio e perderci in chiacchiere e aforismi.
Il Pappa Reale è il preferito di Elena del Fram, e se vado lì, posso pensarla più intensamente.


Ieri mattina, dopo una colazione romantica e ventiquattromilabaci al risveglio (attenzione, potrei addirittura tornare a cucinare) era la giornata perfetta per me per rimanere imbambolata nel mio mondo, senza contatto con quello reale, anzi sì, che per un po’ di peoplespotting il Pappa Reale è proprio il posto giusto. 
Così sono arrivata, cercato il tavolino in fondo nell’angolo, aperto il pc, e dopo un caffè ho deciso anche di fermarmi per il pranzo, meravigliosamente da sola.

Un estratto al limone e cetriolo (che quest’anno è l’anno degli estratti) e un piatto di polpettine vegan con verdure cotte al forno (divinamente) e insalata, e quel profumino che usciva dalla cucina invitante e che mi ha messo milioni di propositi addosso.


Che poi me l’avevano detto, che da quando avrei avuto l’Iphone avrei smesso di portarmi dietro la reflex ma non ci credevo mica. 

Pappa Reale
Via Fra' Michelino 1,
Cesena 

lunedì 3 agosto 2015

Bevabbè, atmosfera di una calle andalusa nel centro di Riccione.


Ho tardato un po’ a parlare di questo posto, il tempo necessario che separa l’amare un posto e il voler prendere a craniate il suo proprietario.
Io ho questa tendenza alla nostalgia di non so cosa poi che mi porta sempre ad amare sempre i luoghi che richiamano altro da quello che sono. Sono a Londra e amo gli scorci che mi ricordano Parigi. Vado in Sicilia, e nel blu del mare mi specchio e penso a quanto sarebbe bello essere in Grecia.



Ad esempio, amo questo locale e questa piazzetta di Riccione all'ora dell'aperitivo perché mi sembra di essere in una calle andalusa, una di quelle stradine strette con i bar ad angolo e sopra una distesa di fiori, e non a due metri da Viale Ceccarini… 
Ho scoperto il Bevabbè quest’inverno, in un pomeriggio di quelli freddi in cui andare a vedere vetrine a Riccione e un giro al Block60 paiono essere l’unica consolazione.
Un locale studiato, un po' newyorkese se vogliamo, con un grande divano in pelle su cui svaccarsi sedersi, e tanti di quegli oggettini da perderci la testa. 
Ma è solo dopo un paio di frequentazioni quest’estate, che mi sento di aver colto l’anima del locale (e del proprietario :)


Una serie di sedie di legno fuori con sopra scritte frasi divertenti e improbabili, cose che ognuno può aver pensato di tanto in tanto, ma che solo lui, Riccardo Parisio (il proprietario ndr) ha avuto il coraggio di scrivere e mettere nero su bianco.
Così come il menù, ironico e divertente, ma che si è nel tempo, come le migliori cose, attirato alcune critiche.
Fra le proposte per vegetariani infatti, spicca un “perché purtroppo ci siete anche voi”...


Del Bevabbè mi piace l’ambiente, la drink-list dai nomi improbabili, e il menù, che spazia da taglieri dei migliori salumi in circolazione, a piatti freddi del giorno, e cosine da mangiare fra un drink e l’altro.
Come tapas, come companatico, senza la pretesa di elevarsi a ristorazione ma avendo comunque in carta produttori di una certa importanza e di qualità.
Le alici del Cantabrico e la burrata, e il pesce spada marinato di Moreno Cedroni. 
E ancora una selezione di 55 gin e tanto altro ancora. 
Dietro all’apparente strapotenza del Bevabbè c’è tanta ricerca, di prodotti e di genuinità.
E obiettivamente, un posto immerso nel centro della movida, a due passi dai negozi griffati, ma alla buona e in cui fare chiacchiere nelle sere d’estate, a Riccione mi mancava proprio. 


Bevabbè,
Viale Corridoni
Riccione