venerdì 23 gennaio 2015

Il pranzo dei riminesi è al Bio's Kitchen


Chi è abbastanza fortunato di voi da non seguirmi sulla Pagina Facebook di Cucinopertescemo, e nemmeno su quella Instagram, si è risparmiato certamente la filippica che dal primo dell'anno sto facendo su dieta e mangiar sano. Che, da me, insomma.. non ci si crede.
Sia che siamo amici nella vita reale e me lo sentiate dire più o meno dalle scuole medie sia che un minimo vi sia capitato di leggere queste pagine capirete che suona strano.
E invece sì, ho incominciato a stare attenta  dieta.
Con un regime discutibile da qualcuno e che ancora non vi svelo, e di cui vi posterò invece foto porno non appena avrò perso 10 kg, a mò di "hai visto brutta stronza?"

Una cosa invece su cui mi avrete certamente e da un bel po' visto più attenta è stato sicuramente il mangiare sano, o comunque cercare di proporre ricette sane, privilegiare verdure al posto della carne.

Lungi da me ancora il veganesimo, ma sul vegetariano oramai posso dire di esserci quasi, è sempre più raro che mangi carne.
Questo si riflette ovviamente anche sul mangiare fuori, cercare sempre posti in cui si mangi realmente bene e sano, posti in cui alzato da tavolo ti senti di aver conquistato punti in salute e di esserti diciamo, voluta bene un po' di più.
E fra questi, un'abitudine che è diventata ormai un must settimanale se non addirittura di due volte a settimana, è andare a pranzo al Bio's Kitchen a Rimini.




Non so esattamente da quanto ci sia, poco più di due anni credo, so però che fa tanto parlare di sé, e generalmente i motivi quando questo accade sono due.
Del Bio's si parla perché effettivamente è un posto in cui si mangia bene. Sano. Colorato.

E, mi viene da aggiungere, perché è un ristorante in cui si punta al massimo della qualità degli ingredienti, rigorosamente bio e di stagione, anche un po' vegetariano (ma ci sono comunque proposte di carne), ma senza quell'integralismo forsennato che hanno certi posti vegani in cui chi è onnivoro si sente discriminato.
La sera il Bio's è pizzeria, ma a pranzo è un self-service meraviglioso e coloratissimo in cui tu vai, ti siedi, prendi il tuo piatto, scegli quello che vuoi mangiare dalle tante proposte, pesi, e spendi per quello che hai preso.



Le proposte variano tantissimo, da vari tipi di Seitan con verdure, al Bulgur con lenticchie zucca e cavolfiore, alla zucca e a tante verdure cotte al vapore e poi aromatizzate con spezie, al miglio e al couscous. Una proposta completa insomma, varia e che ti lascia sempre felice, perché quando vado al buffet sono sincera, i colori di tutte quelle verdure mi mettono allegria.
Penso sempre che è meraviglioso averne così tante a disposizione, e quando compongo il mio piatto mi sento come se stessi creando un'opera d'arte.
Un po' di questo colore, un po' di quello.
Ne ho una collezione, ogni volta lo fotografo. Potrei aprire quasi un social "le stagioni e i colori al Bio's Kitchen". Mi resta da provare la pizza, poi aggiornerò il post e scriverò anche di quella.
Sono particolarmente in fissa anche sui posti in cui si mangi sano e bene a pranzo, visto che accade più o meno tutti i giorni, e standoci attenta, mi cerco ristorantini e mi documento.
Se avete proposte valide, si accettano suggerimenti.
Non credo riuscirete a schiodarmi dal Bio's, by the way.

Anche perché, questo forse non dovrei scriverlo, ma a pranzo ci trovate sempre un figone stratosferico che risponde al nome di Gianni, una persona bella e dal cuore raro, una di quelle che ti fa piacere sempre incontrare. E quasi quando ti senti spaesato e pensi a dove andare a mangiare a pranzo in una giornata magari come quelle di questi giorni, piovose e tristi, torni lì solo perché sai che c'è il suo sorriso rassicurante e amico ad attenderti.


Bio's Kitchen
Via della Fiera
Rimini

sabato 3 gennaio 2015

La zuppa del cavolo di inizio anno


Se c'è una cosa che invidio profondamente alle foodblogger di cui realmente provo invidia -che guardacaso sono tutte straniere- come ad esempio Fanny di Like a Strawberry Milk, è quel senso di identità forte che hanno e che riescono a esprimere tramite la lingua inglese.
Aggettivi come cosy, scrumptious, warmy, comforting, steaming hot soup sono aggettivi potenti, che scaturiscono emozioni. 

Ora, l'italiano è una lingua meravigliosa, ma abbiamo aggettivi così evocativi per definire il cibo?
Penso a zuppa e leggo sempre "corroborante". 
Ma quanto è cacofonico corroborante riferito a una zuppa? 
Ecco, se per questo blog dovessi esprimere un desiderio nel 2015 sarebbe quello di avere un lessico appropriato, o comunque riuscire a creare un "mood", come molte invece riescono attraverso le immagini, la grafica. 
Un qualcosa che segua una linea.
Che poi a quello servono i blog, almeno a me. 
Dei mondi paralleli e sicuri che ogni tanto vai e ti fai un giro nella vita delle persone, a cui ti affezioni, di cui ti senti partecipe.
Ne parlavo ieri sera con un'amica ad un aperitivo che è stato credo il modo migliore per cominciare questo 2015. 
Era un po' che ero sulle sue tracce, direi dal 2007 quando mi è stato fatto il suo nome come di "quella compaesana che frequenta l'Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo", la Mecca per una come me. E ci siamo scritte, a periodi più o meno alterni, senza però mai esserci incontrate perché poi lei ora lavora in Svizzera e scende poco, ed io non è che sia sempre qui.
Tre ore di chiacchiere non-stop che ne valgono diciotto di ore, per la quantità di stimoli che mi ha dato e per quel piccolo fuoco acceso che ho, che ieri era gigante.
E' una fortuna avere una passione che nella vita tenga vivi e svegli, con gli occhi aperti.
E' bello trovare persone affini, con le quali si è sulla stessa frequenza e che quel fuoco, lo alimentano.
E' come avere la certezza, in pomeriggi come ieri, che si è sulla strada giusta.
Che anche in quei pomeriggi vuoti e in cui non succede niente, e, come in queste feste ti ritrovi senza macchina perché l'hai rotta/senza wifi perché non riparte/ col bancomat clonato e le banche chiuse, comunque hai una certezza di fondo: sei in pista.


Ho deciso di celebrare questa certezza di ieri che però mi è rimasta addosso anche oggi, con una delle cose più certe che vi siano al mondo: una zuppa da mangiare caldissima, con almeno dieci tipi di legumi diversi e una base del cavolo di cavolo.
Preparata ieri pomeriggio sul tardino, due ore di cottura mentre io lavoravo al pc e la sera scendeva.
Preparata, ovviamente, in quantità da poterci sfamare il Sud-Africa, tutto il mio quartiere mangerà zuppa per giorni credo :)
Questo mese è il mese del cavolo anche sul portale scrivilatuaricetta, vi ricordate il concorso?
Si tratta del concorso indetto da A&O e Famila che vi permette di vincere spesa del valore di 50 e 100 euro proponendo la vostra ricetta con l'ingrediente del mese.
Cosa aspettate a partecipare? E' molto molto semplice ed è anche divertente.
E poi, se non lo aveste ancora fatto, date un'occhiata al database in cui sono raccolte tutte le ricette, chissà che non troviate anche nuove ispirazioni.



La zuppa del cavolo 

Ingredienti (per tutto il quartiere):

1 cavolo verza (da tagliare a listarelle)
1 kg di legumi secchi misti: fagioli rossi, fagioli neri, fagioli borlotti, lenticchie arancioni, lenticchie normali, orzo perlato etc. (Io generalmente ho un giorno ogni due mesi che vado in un negozietto a Bologna che ha solo spezie e legumi secchi, ne prendo un mezzo kg di ogni tipo e poi mischio tutto insieme e faccio un megamix. Ho questa pessima abitudine anche per i muesli e i frutti rossi)
7 patate
1 gambo di sedano
3 carote
1 cipolla
3 litri di brodo vegetale
olio q.b.
sale
pepe
qualche fogliolina di timo

Procedimento

Sciacquare sotto l'acqua corrente a temperatura ambiente i legumi, per alcuni minuti.
Tagliare le foglie del cavolo precedentemente lavate a listarelle, sbucciare le patate e tagliarle a dadini. Lasciare in ammollo una mezz'ora le patate nell'acqua per privarle dell'amido e renderle più digeribili. Nel frattempo tritare grossolanamente sedano, carota e cipolla, raccogliere il trito in una casseruola e soffriggere in abbondante olio.
Aggiungere poi il cavolo tagliato a listarelle e insaporire per alcuni minuti. 
Aggiungere le patate, il timo tritato e tutti i legumi sgocciolati dall'ammollo.
Coprire tutto con abbondante brodo vegetale freddo, salare e cuocere la zuppa per almeno due ore a fiamma bassa, mescolando ogni tanto.
Servire calda in zuppiere di coccio, magari accompagnate da crostini di pane.
Io mi sentivo particolarmente a dieta e non ho osato :)