giovedì 20 novembre 2014

Un giretto a Parigi, il Soul Kitchen a Montmartre le amicizie


E poi prima della partenza decidi che sì, Parigi è decisamente raggiungibile da Londra
E vuoi non fare un salto a Parigi quando sei a Londra?
Avevo già fatto questo giochino anni fa, prendendo il trenino che passa per l'Eurotunnel, sotto il canale della Manica che hey- esiste davvero, non solo sui libri di geografia delle scuole delle medie.
Mica come la barbabietola da zucchero, che era il jolly quando si studiava, ogni stato nella propria agricoltura enumerava fra le sue coltivazioni la barbabietola da zucchero. Ma nessuno l'ha mai vista.

C'era anche la mia amica Anna che ora vive a Parigi -, quella che quando metto le sue foto vi innamorate tutti- e vuoi non andarla a trovare? Così prendo, prenoto e via.
Alle nove del mattino sono a Parigi, giusto in tempo per non riuscire a beccarci per farmi lasciare le chiavi del suo appartamento che avrei squattato -una casina deliziosa a Strasbourg Saint Denis, con un pavimento di legno molto shabby su cui verrebbero da dio tutte le foto di cibo del mondo.
Della serie che se abitassi a casa sua, probabilmente apparecchierei sempre per terra #cosedafoodblogger
Però, e qui aprirò una parentesi infinita e smielosa prima di arrivare a parlarvi del Soul Kitchen, arriva Lei.

 

Un annetto fa circa, anzi due anni fa ormai, collaboravo con Davide Rondoni per delle cose e mi aveva chiesto di poter pubblicare il mio blog sul suo giornale, ClanDestino.
Io incredula che tante inutilità potessero interessargli gli rispondo che sì, certo che poteva pubblicarlo, non vedo cosa c'entri con politica e religione ma sì, che bello, dopotutto lui è il mio scrittore/poeta preferito in Italia. 
Se non che, mi scrive nel tempo che questo blog del cavolo piace ed è contento della sua scelta, e fra i tanti, lo legge Maria Chiara, che però si palesa solo sei mesi fa, scrivendomi su Facebook.

Fa sempre strano ricevere complimenti sinceri e sentiti, soprattutto quando capisci che realmente vengono dal cuore di una persona molto simile a te in tutto, con la stessa carica e voglia di vivere, con lo stesso entusiasmo e con l'adrenalina a mille. 
MariaChiara vive a Parigi da un po' con il suo adorabile marito e il suo delizioso figlioletto, lavora in un ospedale immenso vicino alla Gare du Nord e vive in una casa da sogno. 
Mi scrive dall'assoluto nulla senza avermi mai vista che mi lascia tranquillamente le chiavi di casa sua per lasciare le 3 valige che per due miseri giorni mi ero portata dietro, di non preoccuparmi, che sono tutti a lavoro e se voglio posso farmi una doccia, un party, mettermi a cucinare, fare come se fosse casa mia.
Ma what da fuck MariaChiara, nessuno ti ha detto che sono una cleptomane di oggetti bellissimi e da cucina? Solitamente non accetto inviti da sconosciuti ma decido di fidarmi, e mi si prostra davanti agli occhi la casa più bella del mondo. 
A Montmartre, vista Sacre-Coeur, a vetrate con vista su tutti quei tetti parigini da far commuovere.
La mia gita a Parigi poteva già finire lì per la soddisfazione, mi sono immaginata cene romantiche a lume di candela nella sua sala, che si sa come vanno a finire le cene romantiche in un privèe come quello, con tutta Parigi illuminata ai piedi di notte, cenette a base di Chateaubriand con salsa bernese, foie gras e Champagne.
Ma... dovevo andare a pranzo -ce l'ho fatta dopo diecimila battute inutili ad arrivare al punto, del meraviglioso posticino che mi ha fatto scoprire Chiara parlerò invece domani.




Dovevo andare al Soul Kitchen, bistrot parigino che mi aveva consigliato Elena del Fram e che aspettavo più o meno da quando avevo deciso di venire a Parigi. 
Già Soul Kitchen è uno dei miei film preferiti, visto all'università in lingua e adorato perché parla dell'amore per la cucina e per un gusto ricercato ben lontano dagli schemi, con un linguaggio a volte anche rude, gente che fa a botte, insomma.. il concetto e l'amore passano nonostante questo.
Appena arrivata ho capito subito il perché delle sue parole. 
Mi aveva scritto un giorno "appena l'ho visto ho capito che ero sulla strada giusta per il Fram, quando poi ho visto la gabbietta appesa al vetro (che per chi non lo sapesse è il logo da sempre del Fram) mi si è fermato il cuore, non mi sono più fermata da quel momento".


E in effetti il Soul Kitchen assomiglia senza conoscersi e senza saperlo per molto versi al Fram.
Quell'espressione che ad oggi è super inflazionata e ha un po' rotto le scatole "si sta come a casa", che però rende il concetto, e che indica quel fattore X per cui tu entri in un posto e ti senti speciale.
Sei trattato diversamente, i toni della voce sono bassi, c'è nell'aria quell'eleganza raffinata che però non esclude nessuno, dallo studente alla donna in carriera a chi sta lavorando al communal table al pc.
Uno di quei posti in cui entri, appoggi la borsa e senti che ti ci potresti fermare per sempre.
I suoi tavolini di legno un po' sbrecciati e ri-dipinti dai colori pastello, il pavimento volutamente lasciato com'era, il bancone dei dolci e del cibo tutto rigorosamente biologico e vegetariano, le insalate curate nel dettaglio con dressing fenomenali.



Noi abbiamo preso una Tarte che aveva la pasta brisèe più buona mai sentita, con dentro carote, cavoli tutte le verdure più comfort invernali del mondo, e un cous cous speziato alle verdure, che era delizioso. 
Mai assaggiato un cous cous così equilibrato, spezie dosate perfettamente, uvetta e mandorle tostate. Il menù pranzo costa 13,50 euro, onestissimo per essere a Montmartre, a Parigi.
Ho pensato che potrei mangiare tutti i giorni così sano, e che se davvero ne avessi la voglia di prepararmi tutto o avessi un posto come questo vicino a casa, o come il Fram, io mangerei così sempre e potrei realmente diventare vegetariana.
Ora l'ho detto. E pure scritto.

Soul Kitchen
33 Rue Lamarck, Paris
Poco sotto Montmartre

2 commenti:

Giulietta | Alterkitchen ha detto...

Salvata anche questa indicazione per un prossimo viaggio a Parigi.. questa estate ci ho fatto solo una toccata e fuga in giornata, ma la voglia di tornarci è sempre in agguato!
Un bacione, bella.

PS. io ad una romagnola vegetariana non credo :D

Ivana Monaco ha detto...

Ma che meraviglia Veronique, è tutto così bello! Ogni immagine e ogni parola sono carichi di stupore e di sincero entusiasmo.
Non vedo l'ora di leggere il "to be continued..." :-)