mercoledì 13 agosto 2014

"Voglio fare una Mirabilandia degli hamburger", Birgo Burger case history

Federico e Filippo Bordoni, ideatori e proprietari di Birgo Burger


Ci sono pochi ragazzi per cui l’ormone mi va totalmente in pappa come per i ragazzi di BirgoBurger.
Ad oggi sono 25, tutti sotto i 24 anni e sono dei fregni dell'anima #mepedofila

Non ho la più pallida idea di dove li vadano a pescare così fighi, se ci sia un casting per poter essere assunti o se sono io che effettivamente ho un qualche residuo adolescenziale.
Fatto sta che sono meravigliosi, ma belli intendo anche dentro. Ti arrivano a casa sempre sorridenti e felicioni con la loro divisa cool e il papilllon rosso, e gli hamburger nel sacchetto brandizzato. Tu sei li a casa che aspetti un hamburger come tua unica svolta esistenziale e ti si presenta uno di questi alla porta.
Sono ragazzi spontanei, li vedi che sono felici di fare parte di questo progetto, come una vocazione a non poter lavorare in nessun altro posto.







 foto rubata al loro profilo Facebook ora sul mio comodino

BirgoBurger può sembrare uno scioglilingua, un'alliterazione, capisci all'istante che si tratta di hamburger ma non capisci Birgo.
Birgo era un macellaio, anzi, il macellaio storico di San Vito, il paesino che si trova subito all'uscita Rimini Nord dell'A14. 
Ogni tempio sacro ha il suo sacerdote direbbe qualcuno, e il sacerdote della carne era Birgo.

Senza infognarmi in uno di quei voli pindarici in cui ogni volta cado, diciamo che la macelleria di famiglia di Birgo è stata passata poi al figlio Paolo Bordoni e dalla moglie Patrizia e ora ai nipoti Federico e Filippo.



Conosco Federico da un bel po' di tempo, e quando penso a lui la mia mente si affastella di immagini meravigliose e visionarie. 
E' un Re Mida in campo lavorativo, thatistosay che ogni cosa che la sua testolina tocca viene convertita in oro. Viene dal mondo delle feste romagnole Federico e dall'organizzazione degli eventi, e per avere solamente 23 anni ha già un curriculum piuttosto invidiabile. 
E' un tipo sanguigno e che sente vibrare la terra sotto ai piedi, nonostante nel mio immaginario lui è Novecento di Baricco. 
Il pianista sull'oceano che resta fino alla fine dei suoi giorni sulla nave perchè la nave è il suo mondo e dalla nave lui immagina e crea mondi, connette cose. Vede e sente profumi. C'è un passo che mi fa impazzire:

Potevi pensare che era matto. Ma non era così semplice. Quando uno ti racconta con assoluta esattezza che odore c'è in Bertham Street, d'estate, quando ha appena smesso di piovere, non puoi pensare che è matto per la sola stupida ragione che in Bertham Street, lui, non c'è mai stato. Negli occhi di qualcuno, nelle parole di qualcuno, lui, quell'aria, l'aveva respirata davvero. Il mondo, magari, non l'aveva visto mai. Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave : ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l'anima.
In questo era un genio, niente da dire. Sapeva ascoltare. E sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso : posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia ... Tutta scritta, addosso. Lui leggeva, e con cura infinita,catalogava, sistemava, ordinava.

[Novecento, Alessandro Baricco]




Federico è matto, totale. Vive di notte e brucia di giorno, ha la campagna negli occhi ed è un totale matto di vita. Di quelli Kerouacchiani che bruciano e li vedi brillare nel cielo.
Solo dalla sua mente poteva nascere BirgoBurger

Ma passiamo al dunque e ai motivi che mi hanno fatto innamorare tanto di questa idea.


Si tratta di una consegna a domicilio di hamburger in cui ogni ingrediente è genuino e a km0, maperdavvero. Il pane è il pane del fornaio e lo senti, non è lontanamente comparabile con tutti quelli in commercio. 

Ma la carne è quello che fa realmente la differenza, proveniente da animali allevati in campagna e all'aria aperta. Un pensiero che ti conquista e senti subito di volere a casa tua, affettuoso come il bacino della buonanotte della mamma.
Quattro tipi di hamburger e ingredienti semplici, e quella salsa barbecue biologica del Bacon Burger da fare andar giù di testa, io me la spalmerei in faccia.



Ho amato sin da subito questo progetto ancora prima che lanciassero il pic-nic.
E' tempo di pic nic e di connettere persone. Federico aveva un parco davanti alla macelleria abbandonato a se stesso e si è fatto carico di tenerlo a posto e curarlo e ora la macelleria offre anche le copertine e la birra. Il cuore gli diceva di restare lì dove era cresciuto e riqualificare la zona, portare gente in quel paesino dimenticatodadio.


E ci è riuscito. 

Io vorrei più progetti come BirgoBurger, fatti di gente animata dalla passione e dal cuore , progetti che niente hanno da invidiare a Jamie Oliver (secondo me molto presente come idea di sfondo e di lifestyle) e che realmente portano nella vita delle persone un prodotto sano e un'idea di fondo bella.


Ovviamente come ogni idea vincente ora è super inflazionata nel riminese ma, #nocompetitors


Birgo Burger
Via Pareto 7
San Vito (RN)


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1 commento

Elvira Coot ha detto...

Convinci Birgo-Fede a fare una proposta glutenfree per quando viene la Schwizzera che su quella copertina voglio assolutamente posare il mio culone.
Amo il tuo racconto.
Bacio
PS: Dopo il pranzo facciamoci una sessione di SPA casalinga: salsa barbecue in faccia per tutti!

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