lunedì 9 giugno 2014

Il Chiosco di Bacco, rivisitazione della tradizione romagnola e l'eccellenza delle carni.

Roberto Cenni, patron del Chiosco di Bacco e la moglie Daniela Balducci, chef del locale

Questo post ha avuto una gestazione di un anno e mezzo, il tempo in cui teoricamente si potrebbero fare due figli. E dire che di quel famoso e meraviglioso pranzo l'anno scorso da cui tutti eravamo usciti così fieri e contenti, ne aveva scritto Bebe e addirittura Chizu, con i suoi ideogrammi che subito ci trasportano in un'altra dimensione. E io, la "padrona di casa", quella che "Vi devo assolutamente portare al Chiosco di Bacco perchè non c'è altro ristorante nella zona che possa competere dovete assolutamente venire" nulla.

Post iniziato mille volte, suggerimento dato a praticamente tutti quelli che conosco, e nemmeno due righe.  Credo sia stato il timore reverenziale a fermarmi fino ad ora, quella sensazione che ho sempre di -non faccio niente fino a che non sono dieci volte sicura di stare scrivendo/facendo la cosa migliore che possa fare-dire.
E così è passato un anno e mezzo.

unica foto non mia della pagina trovata in rete


Situato nell'entroterra riminese fra Torriana e Montebello, un tempo questo ristorante che ora è una delle eccellenze di questa zona, è nato in realtà come una piadineria e crostineria, per poi con il tempo grazie alla passione di Roberto per la carne e i prodotti di qualità e la preparazione e eleganza di Daniela -che riversa in tutte le sue preparazioni- diventare "Il Chiosco di Bacco".
La primissima cena qui è stata anni e anni fa per San Valentino, posto scelto dal fidanzato -uno degli scemi passati per queste pagine- e ne ero rimasta estasiata.

E' poi passato del tempo, ci sono tornata altre volte, ma ho conosciuto Roberto e Daniela due anni fa, in quella fase di transizione esistenziale post-laurea in cui mi barcamenavo ancora fra le cucine dei ristoranti e non nei laboratori di pasticceria e avevo appena deciso che le chef erano tutte ciccione (meravigliose) che però sacrificavano la loro vita chiuse dentro una cucina.
Poi ho conosciuto lei, che come dire... se la Provvidenza voleva mandarmi qualche messaggio non poteva essere più diretta.























Il locale è innanzitutto uno di quei posti in cui entri e ti senti a casa, pur essendo elegante e di un certo livello. Le lucine ovunque conferiscono alla sera un'atmosfera magica e intima, se invece vi capita di andare a pranzo le vetrate portano una luminosità incredibile - oltre a una panoramica di Verucchio sensazionale.


Ma passiamo al cibo, che quello ci interessa.
Come descrivere la perfezione, la ricerca degli ingredienti migliori e la combinazione idiliaca fra questi?

Roberto e Daniela nelle poche ferie che hanno durante l'anno viaggiano, viaggiano e esplorano l'Italia alla ricerca di prodotti di qualità da poter poi portare nel loro ristorante per farli conoscere a tutti.
Si affidano allo studio della materia prima, a quella passione che si alimenta solo con la ricerca e che porta alle cose migliori, a fare la differenza.
Che è poi il concetto che rimarco sempre, e ne sono un tantino ossessionata.
Secondo me, oggi, chi lavora bene, lavora.
In un periodo comunque di crisi generale per le attività ristorative chi lavora e ci mette l'anima e il cuore l si merita tutto il successo che ha.


Il ristorante è famoso soprattutto per la carne, ma propone interessanti rivisitazioni della cucina romagnola che sanno coniugare i sapori tipici e radicati in queste terre all'innovazione e alla genialità di Daniela.
Periodicamente vengono inserite nel menù  proposte legate alla stagionalità degli ingredienti e alla loro reperibilità, come per esempio i funghi porcini e il tartufo. I primi piatti sono eccezionali e la pasta è fatta in casa e tirata al mattarello, si sente subito la porosità delle tagliatelle di una volta (nella foto sopra, Yuma e la sua espressione di meraviglia e al contempo di impazienza mentre aspetta le sue tagliatelle che invece vengono bloccate per essere fotografate).




La carne rimane però il fiore all'occhiello del ristorante, e motivo per cui ne è così rinomato.
Dalla Mora Romagnola alla Chianina alla Marchigiana servita su pietra ollare (nella foto sotto) fino al pregiatissimo manzo di tipo Kobe, un bovino giapponese rinomato per il suo sapore, la tenerezza e la struttura grassa. I bovini Wagyu di tipo Kobe in Giappone vengono allevati a birra e cereali biologici (che predispongono alla marmorizzazione della carne) e massaggiato.
Tutte queste caratteristiche rendono il Kobe una delle carni migliori al mondo, elitaria e abbastanza costosa. Ma se siete qui dovete assolutamente provarla.


Gli antipasti e i primi piatti sono strepitosi, questi sono gli gnocchetti di patate e tartufo nero ma nel menù potrete scegliere fra tagliatelle, ravioli e passatelli asciutti. Anche la carta dei vini, con le sue oltre 300 etichette fra le migliori del panorama enologico italiano è prestigiosa. Il menù invita anche a una degustazione dei piatti con l'abbinamento del vino, percorso gustativo-sensoriale molto interessante.


Nota di super merito per i dolci, che se vogliamo sono il mio settore e non sapete la sofferenza che mi da entrare nei locali e vedere che sono tirati via e non ragionati. Posso affermare con certezza che il Chiosco di Bacco è il locale in assoluto che abbia i dolci migliori mai visti/provati.
Ricercati nel gusto e nel dettaglio e ben presentati, cosa non trascurabile.
Il mio preferito è "Luna di Bronte" al pistacchio, ma vi consiglio un mix assortito di dolci e li proverete tutti.



Questo ristorante è una vera e propria certezza ormai comprovata nel tempo, uno di quelli che consiglierei a occhi chiusi agli amici o agli sconosciuti perchè sono sicura di offrire loro la migliore suggestione e l'idea che possiedo su quello che per me deve essere un ristorante.

Il Chiosco di Bacco
Via Santarcangiolese 62, Poggio Torriana (Rimini)
0541678342
www.ilchioscodibacco.it

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