lunedì 28 aprile 2014

In quale direzione ci si muove ora nell'ambito food?



[Fram Cafè, Via Rialto, Bologna]

Sto pensando molto al mio blog, ci sto pensando da tempo e paradossalmente ci penso molto di più ora che non pubblico più così spesso.
Penso ai blog che leggo,a quello che ricerco quando apro un blog, a quelli che stimolano e aprono finestre sul mondo, offrono prospettive di vita diverse dalla tua ma in cui ti piacerebbe vivere, occhi con cui ti piacerebbe guardare come fossero paia di occhiali che si possono scambiare.

Vieni qui, ti faccio vedere la mia visione delle cose e se ti piace puoi adottarla e farla tua.

E' un dato di fatto che il blog di cucina oramai sia morto, morta quella tipologia in cui dietro non vi sia anche un punto di vista, un valore aggiunto, una storia da raccontare.
E con questo non sto assolutamente dicendo che il mio ce l'abbia, ma comunque chi ha bisogno oggi come oggi di un foodblog in cui ti viene offerta solamente una ricetta e due foto?
L'editoria e il web offrono già fin troppo sull'argomento.
E' un po' come i locali che aprono e chiudono.
Me lo chiedo ogni volta che vado a mangiare in un posto nuovo o che ritorno in uno in cui sono già stata mille volte. Perchè scelgo di tornare in quello vecchio o cosa ha deluso la mia aspettativa in quello nuovo?
E' sufficiente oggi aprire un ristorante/bar/pasticceria/qualunque attività in cui semplicemente si mangia bene e il giudizio finale sia "Sì abbiamo mangiato bene" o c'è bisogno di quel quid che faccia la differenza, direi piuttosto un qualcosa che ti lasci quella voglia di tornare per quel determinato piatto/suggestione?
Me lo chiedo sempre, ogni volta che esco, quasi ossessivamente.
Me lo chiedo quando rimango delusa o quando mi viene chiesto perchè non apra un qualcosa di mio.
Uno è presto.
Due sono troppo giovane.
Tre me lo chiedo quando capita che tocchi a me portare il dolce a qualche cena o pranzo e la mia faccia non sia di quelle persone felici ma sia piuttosto un "non è proprio il massimo", e invece magari piace molto.
Sembra quasi che pecchi di mancanza di autostima, ma la mia domanda è
"Io, spenderei dei soldi se un qualche posto facesse un qualcosa del genere?"
Ci spenderei dei soldi e sentirei la voglia di andare a prendere questa determinata cosa?

Che a un giudizio superficiale potrebbe suonare come un po' troppo materiale, mentre invece la domanda reale è "e' possibile creare un qualcosa che muova le persone?"
Che magari non sia nella via centrale di Bologna o Milano ma in un paesino della Romagna?

Verso che cosa oggi di gastronomico oggi la gente fa girare l'economia?
Perchè si torna in un determinato posto?



Penso al Fram Cafè a Bologna [di cui ho parlato mille volte] quasi sempre, che è uno dei locali di cui io senta sempre la nostalgia.  Qual è la poesia che sta sotto a un locale come quello e che ti fa venire voglia che ce ne sia  uno anche nella tua città?



Penso a Birgo Burger e a Federico, e a questo progetto su cui inizialmente ero un po' scettica quando mi è stato raccontato. Una macelleria, a San Vito vicino a Rimini, che si mette a fare hamburger a domicilio.
Genuini certo, con alla base il pane del fornaio e la carne allevata naturalmente, ma pur sempre a San Vito.
Chi si aspettava un successo del genere?
Io per prima non mi sarei mai aspettata che nascesse in me la voglia di hamburger.
Che una sera a caso di un giorno feriale mi venisse voglia di un hamburger con la salsa barbecue piuttosto che di una classica pizza.
E invece Birgo Burger è riuscito a creare quel quid, quel desiderio che fa tornare.
E si avverte dietro quel background che viene da studio, da ricerca della materia prima e non da ultimo del dettaglio di ogni cosa che non è frutto dell'improvvisazione, caratteristica che invece hanno molte attività che aprono ora.
A mio avviso si meritano tutto il successo che hanno.














E di un locale come il Teatro Condomini sempre a Santarcangelo, che valorizzi l'ambiente circostante sul versante dei prodotti di cibo unito a una lista di libri da far invidia al MoMa a New York o al più vicino Block60 a Riccione.
Apprezzeremo queste innovazioni o non le capiremo?

Penso alla gente che si sbatte per offrire un valore aggiunto al semplice locale organizzando eventi culturali e deve -ingiustamente- chiudere.

Quali sono i progetti vincenti ora nell'ambito food?
Verso cosa si muove tutto?
E soprattutto, verso quali attrazioni si muoverà questo blog d'ora in poi?
Oggi non ho voglia di lasciare nessuna ricetta, solo una serie di riflessioni nate ultimamente e perchè no, un dibattito aperto (che poi la maggior parte mi arriveranno in messaggio privato).
Sperando di avervi fornito degli input da cui prendere spunto, vi lascio con nient'altro che una domanda, l'ennesima.
E forse va bene così.


#a quegli amici che ti chiedono un salto di qualità nella vita.

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3 commenti

Bebe Naif ha detto...

Forse il locale migliore - e non significa peccare di presunzione - è quello dove la Frison andrebbe tutti i giorni. Dove darebbe appuntamento alle sue amiche e ai suoi amici, dove se qualcuno da fuori le chiede un suggerimento ecco, lei lo manda lì. Anche solo per una chiacchiera. Se poi ci sono le tue torte servite con amore e neretto romagnolo, beh…irresistibile. Così non puoi sbagliare. Io ci andrei sicuro.

Bebe Naif ha detto...

intendevo "nervetto romagnolo"

Ivana Monaco ha detto...

oh...se ci andate, vengo anch'io! :)
love Frifrì love

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