lunedì 22 aprile 2013

A presto Bologna, meine Perle.




Ci sono quei giorni che ti svegli e ti manca tutto.
Nostalgia esistenziale.
Non è tristezza, non è vuoto.
E' semplicemente consapevolezza di mancanza di qualcosa.
C'è da dire -ed è fondamentale- che questo mi succede quasi sempre la domenica, soprattutto se il Sabato è stato lungo ed è arrivato alla mattina dopo.
Mi sveglio e sono rimbambita, giro per casa, non ho un verso.
Torno a letto, esco, ritorno a letto.
Aspetto un messaggio, una chiamata, un Whatsapp che arriva sempre troppo tardi.
Il weekend scorso è stato comunque splendido, molto impegnativo ma diciamo che è stato un giusto "Bentornato a casa".
Lavorare la sera nel mio ristorante preferito, essere felice e carica e avere ancora forze per andare al Vidia finito di lavorare, alle 2.
Tornare a casa alle 6 e fare colazione, poi a mezzogiorno colazione di nuovo con Chiara che -tesoro- mi è venuta a fare un saluto, di passaggio da Rimini.

E comunque, Ciao Ciao Bologna fino a Settembre.
Ho passato i giorni precedenti a struggermi e rimandando continuamente la partenza e il trasloco, posticipando, rompendo le scatole a tutti sia su che giù, non ero pronta.
Non sono mai pronta, quando poi si tratta della città del cuore, di quella che oramai chiami casa da cinque anni, è sempre difficile. Lasci dei legami profondi, delle amicizie importanti, una routine quotidiana che molto spesso è sempre uguale ma ti piace così com'è e non la cambieresti di una virgola.
Visi, presenze, sorrisi, tutto ora mi strugge.
Soprattutto il tuo, che in questi giorni, insieme alla tua vocina, mi sveglia di notte e mi tormenta (quando sono un po' alticcia, diciamo :)



Sono stati giorni splendidi quelli insieme, sei semplicemente la bambina più dolce e simpatica e ずる賢い che esista, e non riesco a non pensarti ogni secondo.
Anche perchè, portarti sulle spalle per giorni interi mi hai lussato una spalla, e quel dolorino delizioso che provo quando mi giro, mi infilo la maglia, guido, diventa una splendida malinconia.
Non solo tu mi manchi, ma anche la tua mammina e il tuo papino.
Voi tutti mi mancate, e siccome sono una cretina patentata, per ovviare alla vostra mancanza e sentirvi vicini, preparo qualcosa di fintissimo e mai lontanamente somigliante a quello che la Chizu mi prepara ogni volta che sono a pranzo da voi.
Perchè la Kobayashi, non solo è un genio e manine d'oro in qualunque cosa faccia con il fil di ferro, con una matita, con tutto quanto tocchi con le sue mani di fata.
E' anche una chef strepitosa.
E mangiare a casa sua, la trattoria nippo-bolognese, è una di quelle cose che ti appagano ogni senso. Lei cucina tutto, e tutte le cucine le sono friendly.
Quella giapponese, quella cinese, quella thailandese, quella italiana.
Tu pensa a un paese e lei sa sicuramente fare qualcosa.
E durante l'ultimo pranzo (perchè anche le cose semplici sono stupefacenti a volte, e a degli abbinamenti non ci hai mai pensato e sono fenomenali) oltre al Gulash, aveva preparato questa insalatina d'orzo con le carote i peperoni, i semi di lino e tanto altro.
Io non avendo tutta la sua arte e scienza l'ho elaborata oggi con quello che avevo in casa, ma devo dire che mi piace molto e diventerà un must per l'estate, come alternativa alla classica e troppo demodè insalata di riso.
Avevo del riso Venere in casa, delle carote, gamberoni e semi vari, come sesamo, papaveri.
Sono uscita a comprare la menta e i peperoni e l'insalata di riso estiva era pronta.
Solo per dirvi che mi mancate, e sto già facendo il countdown a Settembre.

BIG NEWS: Dal primo Maggio comincio a lavorare in pasticceria, laboratorio.
Diventerò la regina dei Tweet dell'alba sfidando il Poeta ma, per la serie #sognichesiavverano.
E sono felice, tutto qui.

Insalata di Riso Venere, Gamberi, Peperoni e Menta

Ingredienti:
Riso Venere (o in alternativa 5 cereali)
Peperoni rossi e gialli
Pomodorini
Carote
Code di Gamberi
Menta
Semi vari (Sesamo, Papavero)

Cuocere il riso in acqua salata e nel frattempo tagliare a dadini piccolissimi i peperoni, le carote e i pomodorini.  Lessare da parte i gamberoni in acqua salate e tagliare a pezzetti.
Scolare il riso, passare sotto l'acqua fredda come si fa con l'insalata di riso, e aggiungere in una ciotola tutte le verdure a dadini. Salare (non troppo) e aggiungere abbondante olio e un trito di menta.
La menta conferisce al tutto un gusto fresco e estivo che non può non metterti di buon umore, anche se è Lunedì e anche se sei nella Waste Land santarcangiolese e non a Bologna.

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mercoledì 10 aprile 2013

Ca' Bevilacqua, noi grandi e nuove generazioni. L'amore, lo stesso.














 "Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore rida la primavera..." (Leopardi)

Sono l'ultima che scrive, e perciò una pessima padrona di casa.
E' che io mi gongolo e cullo nel buonumore e nella pace nel cuore quando le cose sono appena successe e mi lasciano felice, non riesco a mettermi li a scrivere.
Al contrario di quando invece vanno male, e sivello versi incazzati e pieni d'ira ai malcapitati.
Sono romantica (inteso come affetta da sindrome ottocentesca di romanticismo) anche in questo.

Precisamente, sono molto Wordsworthiana, Emotions must be recollected in tranquillity. 
Bene, dopo questa dotta bilingue citazione, posso continuare felice.

E' stato -quello scorso- un weekend stupendo, al limite dello sperato e del desiderato.
Bello perchè non programmato in nulla di nulla, alla faccia di chi mi stressa che vorrebbe sempre un piano, dunque a pranzo li, a cena qui, domattina la.
NO, tutto improvvisato, qualche idea in testa ma nulla di fisso, programmi pronti a cambiare a ogni secondo, a seconda delle variabili:
#tempobelloOhSiandiamoalmare/#temponuvoloOhSiandiamoincollina
#Abbiamomangiatotroppomeglioqualcosaditranquillo/#èmattinanonabbiamoancoramangiato
#facciamounascarpinata

Era un bel po' che volevo che Chizu venisse qui, ma non trovavamo un weekend che andasse bene a tutte e due, e il tempo passava.
Così prima di Pasqua l'abbiamo fissato e a costo di venirci con stampelle e gambe rotte, quello sarebbe stato.







(immagine rubatissima dal Facebook di Francesca, oggi sono Veronica la gazza ladra di immagini) 

La famiglia del Mulino Bianco Nippònico è arrivata Sabato mattina, -che doveva arrivare Venerdì ma il tempo era brutto- e, approfittando del cielo splendido, sono andata a Cesena Nord dove abbiamo improvvisato la prima tappa. Destination number one: il Bed and Breakfast Ca'Bevilacqua.
E' un luogo magico per me ricco di ricordi, quando ancora non era un lussuoso e chiccoso bed and breakfast ma la casa dei nonni di Chiara e Francesca, mie amiche da tipo ahem, 23 anni?
E considerando che ne abbiamo 25, ecco, direi che sono quelle che meritano l'appellativo di
"amiche della vita, da una vita, per la vita"

Se penso a quel posto un vortice di ricordi mi piove addosso, e penso che possano dire la stessa cosa Anna, Michela, Serena, Barbara e tutte le amichette che avevamo.
Io, tantopercambiare quella senza pace, la combinacasini, 'nsomma, i tratti distintivi rimangono poi.

Ora alcune si sposano, altre si trasferiscono, io non mi sposo, accudisco figli altrui, inseguo Rabbit che mi fanno dannare e combino casini alla stessa maniera di vent'anni fa.

Ora il B&B è splendido, la passione e l'amore di Vidmer e Loretta nel crearlo, nel dar vita a oggetti che erano vecchi e portarli a nuovo splendore, mantenendo fermo il legame con quella che era la vita degli splendidi genitori di Widmer (che mi verrebbe da chiamar quasi nonni) , la campagna, il buon cibo, il quieto vivere, il lavoro.
Il lavoro della terra che è ancora quello più nobile rimasto, che segue le stagioni, le piogge e il sole.

Un concentrato di romagnolità che quando vado li' penso a Giovanni Pascoli e la mente mi fa compagnia con i suoi versi. Poi vedo i mandorli i fiori di pesco e penso a Tonino Guerra.
Una di quelle esperienze belle dell'anima, insomma.

E poi, mi ricordo le gazzelle, Chiara e Francesca che le allattano con i biberon, la torta di Santa Maria nuova della loro nonna, sublime, di cui presto darò la segretissima ricetta, una di quelle ricette che quando l'ho chiesta alla nonna mi rispose: "un pugno ad quèst, un eltr ad quèl".

Classiche nonne romagnole invidiabilissime che fanno ancora tutto a occhio.
Ah, l'arte culinaria. In-tramandabile.





Dicevo, siamo arrivati, e Yuma (figlia splendida di Chizu amore della mia vita) aveva espresso fin dall'autostrada il desiderio di vedere cavalli, che in effetti, al Ca'Bevilacqua mancano.
Io, dal canto mio, le avevo promesso l'ultima volta che l'avevo abbracciata a Bologna che le avrei fatto vedere tanti di quegli animaletti che la sua testolina bilingue non avrebbe avuto nomi per chiamarli tutti in nessuna lingua.
E così è stato. Veronica-Yuma 1-0
Con la madre invece, mi ero ripromessa di farle bere Sangiovese anche a colazione, e più o meno sono riuscita anche in questo.
Che Romagna è senza vino, ciccioli e castrato?
L'odore di carne e piada si respira ovunque, anzi, a tal proposito il Paolo (marito di Chizu) ha proposto un'idea che se la brevettasse secondo me farebbe i miliardi.
Visto l'aumentare esponenziale dei negozi di sigaretta elettronica a Santarcangelo, un'aroma al gusto castrato a noi romagnoli secondo me manca e sarebbe una gran pensata. Che dite?
Comunque -che io mi perdo nel parlato orale quanto nello scritto- Yuma, effettivamente non ha avuto nomi.
E la sua faccetta e i suoi occhietti deliziosamente jappy non avevano abbastanza occhi.

(immagine rubatissima dal blog di Chizu)

Al B&B abbiamo ammirato tutti sbigottiti e increduli le gru, i fenicotteri rosa, le antilopi, i gufi, e qualsiasi animale, che non eravamo tanto in Romagna ma nella savana e noi protagonisti di un Safari.
Solo, non avevamo previsto la pioggia del giorno prima e le mie scarpette nuove e quelle di Chizu completamente infangate. Yuma ha scansato il problema stando un po' in braccio al babbo un po' in spalla a me, che quello è il nostro modo di girare, e lei dall'alto può salutare tutti e farmi cuccare un sacco di uomini quando giriamo per Bologna centro al suon dei suoi HEY!)
Ma soprattutto, abbiamo ammirato lui, il Bambi.
Che Yuma sapeva, appunto, chiamare Bambi.
E nella foto che la ritrae con lui, non si capisce chi sia il più Bambi.
Stessa dolcezza, stessi occhioni.
E in quella con Chizu, sono tre i Bambi della situazione. Vi amo.

E a chi non conosce il Ca'Bevilacqua, si cancelli dai miei followers, si auto-depenni dai miei amici.
Le camere sono splendide, un soggiorno indimenticabile.
Così come tutto il resto, il posto per la colazione, il roseto.
Vi invito a visitare il loro sito, non sto a rubare altre foto, me gazzaladra.

http://www.cabevilacqua.com/










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