domenica 16 dicembre 2012

Si sta come d'Avvento sugli alberi le palle.

Nulla è impossibile a un cuore innamorato della vita.

    Questa faccetta da culo sono io, immagine splendida della altrettanto splendida 
Francesca di Burro e Zucchero.

Comincio con il ringraziare pubblicamente quella volpe di Stefano Sanese per questo Status di Facebook meraviglioso, che non è solo il titolo di questo post ma propabilmente di un articolo scritto dalla sottoscritta che uscirà presto su un quotidiano. Non dico nulla per ora, e non chiedete nulla.

Vorrei giornate da 50 ore.
No, non scherzo. Quelle da 18 che ho ora non mi bastano per stare dietro a tutto quello a cui vorrei stare.
Gli amici più stretti lamentano il fatto che non mi stiano dietro, che sono inafferrabile. Mi si dice che non do abbastanza tempo alle persone, che forse è vero. Quando si è molto impegnati probabilmente il tempo materiale che si dedica agli amici, alla famiglia e all'amore viene ridotto, ma quello che conta è essere e restare sempre presenti a se stessi, sapere infondo nel proprio cuore chi conta e chi merita importanza e chi no. Quindi, a che pro litigare se non ci si vede, se poi di fatto mi sveglio al mattino e nelle mie preghiere queste persone che amo ci sono tutte?

Mi sveglio sulle 5 tutte le mattine e il criceto comincia a girare nella testa come un matto, e a fare piroette ma non basta. Accumulo ritardi e ritardi e scadenze scadute.
C'è da dire che ho troppa carne al fuoco, come diciamo qui.
Che anche il qui è un qui generico, potrei dire qui a Bologna, ma ora mi trovo a Rimini e questa sera sarò a Milano, per essere poi a Bologna domani sera, di nuovo.
Sto conoscendo gente meravigliosa, meravigliosa nel suo essere appassionata e assetata di vita e di conoscenza, in tutti i campi che mi interessano.
Gastronomia in primis, ma anche poesia, letteratura, musica.
E ricevo continuamente sorprese, apprezzamenti e dimostrazioni di affetto che sento che è tutto ciò di cui ho bisogno. L'affetto, intendo.
Questo per dire che vorrei avere il tempo per scrivere qui di cibo, e come sempre torno su queste pagine per dire "Perdonate l'assenza, tornerò", ma ecco, non sto tralasciando il cibo.
Non sto cucinando perchè non mangio seduta al tavolo di casa mia da un mese forse, ho nel frigorifero la preziosissima confettura di olive che mi ha donato Marina di "La Tarte Maison" un mese e mezzo fa oramai, al Palacongressi a Rimini.
Le ho detto "Torno a casa questa sera e compro un bel formaggio stagionato poi ti dico"; e da quella sera non ho più cenato a casa.
Fortunata, dicono e pensano in molti, a mangiare sempre fuori, nel migliori ristoranti talvolta.
Da Cesari quando sono a Bologna, al Chiosco di Bacco quando sono a Rimini.
Ed è vero, sono baciata dalla fortuna.
O, come dice Mike, "Veronica, I think you were gifted".

Anche se ora come ora sogno le vacanze di Natale, in cui potrò tranquillamente sedermi con la mia sgarrupata ma unita famiglia a tavola. E' una cosa che mi manca al momento.

Vorrei parlare all'infinito dei preziosi e paterni consigli di Paolino Cesari, della meravigliosa Chizu, Yuma, Paolo e Yuzu (sembra uno scioglilingua e lo è, ma questa famiglia è la rappresentazione terrena dell'amore), delle chiacchere e risate di ieri con Annalisa Teodorani nella nostra Santarcangelo, dell'umanità e della semplicità di Nazzareno Carusi che pur essendo ciò che è, è persona di una simpatia e amore unici, nei confronti della vita. Davvero un concentrato di sentimenti e tensioni disarmanti.
Vorrei parlare delle serate a casa di Sylwia e Aris che mi hanno adottata a Bologna, dei miei fantastici Bacchi al Chiosco di Bacco, che quando ci entro è come entrare a casa e si ride e si scherza e ci si scambiano insulti amorevoli in dialetto romagnolo.
Vorrei raccontare della stupenda e geniale persona che è Davide Rondoni e dei misunderstanding e litigate di ogni secondo, ma tant'è, gli artisti sono così e è un prendere o lasciare continuo.
Vorrei raccontare di Francesco Renga, dei concerti e del meraviglioso incontro di Davide dell'altra sera al Manzoni a Bologna, dal titolo "Cosa ce ne facciamo del Natale?" e a tal proposito vi invito a leggere poi l'articolo uscito sul Corriere della sera e "La Natività", la cui lettura ha fatto venire i brividi alle 1300 persone che erano presenti al Manzoni.
E poi ancora del weekend in Polonia col babbo, tre giorni perfetti e in equilibri fra lo stupore e le litigate familiari che sono sempre così divertenti. Ti voglio bene, babbo. Anche se sono una figlia spaccamaroni e bacchettona.
E ancora di Giuseppe e Andi, delle studiate insieme in biblioteca come quando si studiava agli Orefici in San Petronio come dei matti, fino alle 11 di sera. Si stava meglio quando si stava peggio? Non saprei, però è stato un revival emozionante e che mi ha riconfermato che sono fortunata ad avervi come migliori amici. Così amici tutti e tre e così diversi e complessi, io non potrei vivere senza di voi credo. Siete i miei fratelloni maggiori, le persone che posso chiamare sempre e siete lì.
E poi ancora Luca, vorrei parlare di te. Ma sai bene che non mi piace sciorinare i miei sentimenti amorosi in pubblico tanto quanto quelli di amicizia e ne parleremo io e te.
E poi ancora, ultima di questa tirata di parole, Mi hanno segata all'esame di ammissione in Magistrale.
E sono uscita che ero sollevata. Questo dovrebbe dirla lunga sul mio stato di salute mentale del momento, diciamo che me la sono cercata e ne ero pienamente cosciente. Non avevo studiato, e l'avevo presa sotto gamba dedicandomi a tutto fuorchè a questo esame. E sono contenta, perchè le lezioni continuerò comunque a seguirle, le persone e gli amici di Reggio sono splendidi e non ho intenzione di lasciarli. Sarà un anno di lavoro, pertanto, di corsi e di tranquillità. Sarebbe stato stupido pagare 2000 euro per un corso che non avresti potuto seguire come vorresti, a me l'Università piace viverla. No E-Learning e esami che sono manini.
Amen, sarà un anno meraviglioso diviso fra lavoro e corsi e passioni da seguire.
E magari un Master, non Chef ovviamente.




Vi lascio però, solo con una carrellata di foto, progetti, amicizie. Se dovessi mettermi a raccontare tutto quanto finirei a Natale, state sintonizzati e presto deluciderò tutti su tutto.


4 commenti:

Francy BurroeZucchero ha detto...

Vedo che sei mattiniera pure di domenica, ma sono certa che l'alba come la sera sono i momenti migliori per raccogliere i pensieri e scrivere di emozioni.
Leggere della tua incredibile, incasinata, allegra e folle vita mi fa sorridere e mi rallegra, veramente. E' bello e fa bene al cuore vedere una persona così appassionata della vita, così sensibile ed attenta a riservare uno spazio speciale a tutti quelli che sono importanti per lei.
Trovare il mio disegnino qui oggi è stata una grande emozione e mi fa un'immenso piacere vedere che hai apprezzato. Io disegno così, come riesco, e non so mica mai se quello che ne viene fuori poi potrà piacere.. dicesi ansia da prestazione :-) eheheh! grazie Frison e a presto! baci, Francy

Marina ha detto...

Veronica bella, sono tornata e mi trovo a passare di qui, leggere della tua vita frizzante e piena di aspettative e non posso che essere felice per te. Felice di vedere che una strada, forse tortuosa e con degli imprevisti degni del miglior monopoli, si apre davanti a te che sei la mia giovane e bellissima amica :)
Comunque ho un pensierino parigino per te, rivendico un po' del tuo tempo durante le festività, tiè!

Roberta Morasco ha detto...

Ma come ti invidio..hai una vita bella e frenetica e sei piena di energia...non ce la farei a starti appresso in quesrto periodo in cui mi sento un po', come dire..'scarica'? ;-) ...vabbè ti aspettiamo su questi 'schermi' con i racconti!
Un bacione! Roberta

monica ha detto...

Solo alla lettura del titolo sono rimasta incantata e incastrata, la dice lunga su di te e su quello che ho letto nel post. Anche non conoscendoti dai subito un'idea abbastanza approfondita se non ovviamente precisa di te e delle tue passioni. In parecchi blog leggo in questi giorni, non ho tempo, voglio 50 ore, non riesco a star dietro a tutto. Io quest'anno mi sono fermata ho messo uno stop, ma non io inteso come coscienza, io come corpo: 'esso' ha detto uelà che ti sei messa in testa è tempo di rallentare. E il Natale forse con tutto il suo carico emotivo e di impegni graditi e sgraditi è stato un bel propulsore. Spero di leggerti presto in quell'articolo. Beh buone Feste, Mony