martedì 25 settembre 2012

La scoperta dell’incantevole Petrella Guidi, la Romagna nascosta.




Non è infrequente che la domenica mattina - soprattutto d’estate ma ancor di più adesso che le giornate sono così belle e autunneggianti come piacciono a me-  io mi svegli con la sindrome di Donna Avventura esploratrice e decida di andare a scoprire e visitare qualche borgo antico qui nell’entroterra toscano-romagnolo. 
Questo perchè da quando ho lasciato la mia amata Bologna, non è stato facile tornare a casa, sia per tutti i cambiamenti che avvengono nel passaggio dalla vita universitaria a quella non-più universitaria, sia perché mi sono tristemente accorta, che di questi posti in cui sono nata e cresciuta e dei loro dintorni, io non conoscevo praticamente nulla. Me ne sono accorta quando per strada a parte i soliti sentieri e tragitti non mi avventuravo, me ne sono accorta perché di Rimini non conoscevo la maggior parte delle vie interne, e ancora oggi mi confondo i nomi delle piazze. Una vergogna, praticamente.

C’è da dire che a me questa zona, e soprattutto Rimini, non è mai piaciuta. Ci ho frequentato il liceo, ma sempre con il desiderio di cambiare città e terminare gli anni a Cesena. Poi il cambiamento, quando mi sono trasferita a Bologna, è stato totale. Ho cercato lavoro li, ho cominciato a vivere li e a instaurare tutti i legami più importanti li e tutt’ora confesso che, se devo pensare a una città che chiamerei “casa” (salvo ovviamente legami affettivi forti che ho anche a Rimini, senza dubbio), io sceglierei Bologna.

Questo non ha rappresentato un gran peso per me fino a poco tempo fa, poi ho deciso che dovevo cambiare, conoscere e esplorare. Che non potevo sempre cadere dalle nuvole quando si citava qualche locale, qualche borgo o qualche paese. E quindi, dall’inizio dell’estate fino ad oggi, spesso con mia mamma che si diverte con me a passeggiare in questi posti meravigliosi ma anche con Luca che invece si diverte di meno ma viene lo stesso, ho cominciato a conoscere meglio tutte queste piccole realtà, che certamente sono incantevoli. Fra tutti i posti visitati e conosciuti, e che non mancherò di presentare anche a voi, quello che più mi è piaciuto,  è stato senza dubbio Petrella Guidi. 


questa è l'unica foto non mia, trovata in rete









La conoscevo già per nome, curiosamente, in quanto nel programma di tesina di maturità classica, avevo inserito una storiella molto dolce e tenera di Tonino Guerra, chiamata “il Viaggio- E’ viaz” che narrava la storia di questi due vecchiettini di Petrella Guidi, Rico e la Zaira, che, dopo una vita di sacrifici, decidevano di compiere il loro tanto atteso viaggio di nozze, recandosi a piedi e con un calesse, a scoprire il mare, distante solo una trentina di km.  Raccontata così perde tutta quanta la sua poeticità, ma è una lettura che se avete tempo vi consiglio caldamente, con quel mo do tipico e tenero del narrare di Tonino Guerra, che rende magica qualsiasi cosa. Ancora devo finire di ringraziare Christina, la mamma del mio ex ragazzino del tempo, per avermelo fatto scoprire e regalato. Non ti sarò mai abbastanza grata.

Petrella Guidi è uno dei borghi più interessanti della Valmarecchia, e ancora conserva intatti i lineamenti e le architetture medievali. Rappresenta bene come dovevano essere i castelli minori nel Duecento, è infatti formato da una torre residenziale, alcune abitazioni, e il tutto è recinto da mura.  
Si tratta di uno dei tredici castelli di Sant’Agata Feltria, ed ha origini molto antiche. Qui il tempo sembra essersi fermato, il silenzio ètotale, e la vista su tutta la Valmarecchia che si può osservare dalla torre è impagabile. Il borgo e tutte le casettine sono costruite in pietra bianca antica e ciascuna casa, sul vicolo ciottolato e stretto che si trova di fronte, possiede un forno a legna, ovviamente in pietra. Le abitazioni sono quasi tutte di alcuni privati, come ci ha spiegato la signora Milena, proprietaria di una di queste. 
Trent’ anni fa, un gruppo di amici e artisti della zona di Modena e Bologna, ha investito su questo Borgo e ha deciso di dargli nuova vita e nuova luce. Sono stati infatti ristrutturate meravigliosamente, -anche se questo non intacca la bellezza e l’essenza del luogo- una decina di abitazioni residenziali e costruiti due bed and breakfast.  Sia durante la mia prima visita a Luglio che in quella di ieri, infatti, ho conosciuto molti stranieri, soprattutto tedeschi e inglesi, attratti e richiamati da Petrella Guidi e dal suo fascino sospeso nel tempo.

  




Un particolare molto suggestivo, sono le due lapidi e la panchina che Tonino Guerra ha fatto collocare sotto la Torre, dedicate a Federico Fellini e alla moglie Giulietta Masina. Sedendosi sulla panchina, si può ammirare tutto il paesaggio della Valmarecchia, e l’iscrizione riporta queste parole:

“Qualcuno lo sapeva e diverse volte lo hai confidato anche a me.
Basterebbe una pietra rettangolare in un prato d’erba
E magari una panca per chi vuole tenerci compagnia.
La valle, Federico, desidera stare vicino al tuo nome”
Tonino

A Petrella Guidi, si può anche pernottare. La Signora Milena è proprietaria di un B&B meraviglioso, chiamato Il Borgo del sole e dellaluna
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C'è anche un'altra residenza, chiamata Historical Hideaway, di estremo lusso e con ogni comfort... i prezzi cambiano un pò, ma se siete una compagnia di amici, perchè una volta nella vita non concedersi una follia? 

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2 commenti

Patty ha detto...

Un posto stupefacente che tu hai raccontato con una grazia da vera poetessa. Non lo conoscevo e per questo ti sono grata. Un forte abbraccio, Pat

Alessandra ha detto...

Che posto meraviglioso hai descritto con le tue bellissime foto!! :)

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