mercoledì 31 agosto 2011

Fichi caramellati alla romagnola



Duuuuunque...non era mia intenzione cominciare a ri-postare alla velocità della luce, una ricetta dietro l'altra...che poi ci sono quei periodi di magra in cui non si ha troppa voglia di mettersi li a spadellare, sporcare e fotografare...e soprattutto non si ha tempo...
MA...ma... ho trovato così per caso mentre cercavo alternative alla Confettura di fichi semplice questo contest che, mygod, scade proprio oggi, e malgrado non abbia ricette chissà quanto originali ho deciso comunque di postare una ricetta che è tradizionale romagnola, i fichi caramellati.
Domenica mattina con la mia amica Didi siamo andate a casa di un'altra mia amica, Gloria, che ha la fortuna di vivere in campagna, immersa nel verde fra le colline romagnole vicino a Rimini, con una chiesa di mattoncini a fianco a casa, frutta e verdura di ogni tipo nei campi...insomma un paradiso. A completare il quadretto ci aggiungerei un nonnetto meraviglioso (che ormai comincia a dare i primi numeri) che se non si sta attenti e vigili da un momento all'altro te lo ritrovi a gambe aperte su un fosso che cerca di raccogliere fichi. Incredibile!


Fatto sta che siamo andate verso le 11 e mezza (non proprio l'ora ideale per raccogliere la frutta) ma prima ero andata in una fattoria/caseificio con mio babbo e abbiamo posticipato l'ora, a raccogliere fichi. Ne abbiamo raccolta una cassetta pienissima e un mezzo cestino, non so esattamente i kg ma comunque molti. C'era pure un albero di nocciole e abbiamo fatto razzia anche di quelle, andando via con mille ricette da sperimentare e una bella mattinata trascorsa.
Una volta a casa ho messo subito i fichi a macerare nello zucchero e un pò d'acqua...ci devono stare un minimo di otto ore, quindi o si lasciano una notte intera o da pranzo e si fanno la sera... Noi romagnoli siamo soliti mangiarli sulla piadina con lo squaquerone, un formaggio spalmabile molto molto buono, con cui questi fichi caramellati si sposano benissimo. O in alternativa con la ricotta, o qualunque formaggio spalmabile dal gusto leggero. In alternativa, anche come crostini con formaggio+fichi caramellati o con una bella fetta di pane vanno benissimo.


La ricetta è quanto mai semplice: 
per ogni kg di fichi, 600g di zucchero e due bicchieri di acqua. Si lasciano i fichi a macerare per una notte (vanno lasciati interi mi raccomando, io taglio giusto il picciolo sopra ma proprio di poco. Dopodichè si mette sul fuoco moderato per far si che lo sciroppo che si sarà formato si caramelli. Si possono mettere in una stessa padella più fichi uno sopra l'altro disposti per file...si cuoce il tutto il tempo di far diventare di una consistenza giusta lo sciroppo sotto e i fichi di un bel marroncino (indicativamente un'oretta e mezza. Si dimezzeranno notevolmente...per la prima parte della cottura non vanno assolutamente toccati, poi successivamente un pò smossi per evitare che si attacchino al fondo, ma con cura per evitare che si rompano. Trascorso il tempo invasettare (io a questo giro ho aggiunto una manciata di noci tagliate a pezzetti) e capovolgere.

lunedì 29 agosto 2011

Conserva di more e ribes nero come se non ci fosse un domani






Io arrivo sempre tardi, nel vero senso della parola. è capitato che quest'estate siamo stati in vacanza in Sicilia, meravigliosa vacanza all'insegna di colori e profumi che cercavo.
è bello quando parti per una vacanza con delle idee di quello che vuoi trovare e, dopo attenta e accurata ricerca, lo trovi. Non intendo che tutto debba già essere pronto e organizzato secondo svizzero orologio, mai sia. Gli imprevisti e le scoperte meravigliose che capitano sono sempre la cosa più bella. Però trovare quello di cui avevi bisogno e che cercavi è la ragione ultima di viaggi e esplorazioni, credo. Sicilia a parte, che sennò mi dilungo sempre oltre misura, un sabato mattina come tanti i primi di Agosto vado felice come una Pasqua al mercato km zero dei contadini che si svolge ormai in molti paesi. L'intenzione era comprare albicocche per poi farne marmellate, che a mia mamma piace tanto. Poi, dato che come si diceva gli imprevisti sono sempre tanti, e a volte meravigliosi, vado li e delle albicocche nemmeno l'ombra (le avrei trovate poi più avanti) e trovo invece more e ribes nero a volontà.
In cestini, al prezzo di 3.50 mezzo kg. un pò tantino in efetti. Ne prendo infatti solo uno e uno, e dopo una lunga chiaccherata su pectina e addensanti naturali e altre amenità con il contadino in questione, con cui ora sono in fitto contatto, mi dice che posso andare tranquillamente alla loro azienda agricola a raccogliermele da sola, che mi sarebbero costate solo 3 euro al Kg.

Ecco, detto a una persona normale sarebbe tutto a posto. Non fosse che quella marmellata, quei due vasetti scarsi erano venuti talmente buoni che, giorno dopo giorno, Luca che non poteva far altro che assecondarmi, alla fine in una settimana ne abbiamo raccolte qualcosa come 15 kg. Not bad direi...
Ho provato prima lasciandoci tutti i semi, ma erano davvero troppi, poi la metà...poi un'illuminazione e mi sono affidata al mio Artusi, che suggeriva appunto una Confettura di more che è diventata un MUST di quest'estate. Buonissima da sola sul pane tostato e ancora più buona sopra cheesecake...e poi quel colore rosso intensissimo è davvero terapeutico e una gioia per gli occhi.

Ecco quindi la ricetta, dal libro di Artusi "La scienza in cucina e l'Arte di mangiare bene".
Artusi suggerisce che che questa conserva ha la rinomanza (sue testuali parole) di calmare il dolor di gola ed è piacevole a mangiarsi.


736. Conserva di more (e ribes nero, o in alternativa, solo more)
Kg 1 di more, g 200 di Zucchero bianco

Le more disfatele con le mani e mettetele a bollire per circa 10 minuti. Poi passatele allo staccio e e rimettetele al fuoco col detto zucchero per ridurle a consistenza delle conserve di frutta.
Fine.

C'è da dire che le more ci mettono un bel pò a prendere consistenza, sono molto acquose. Aggiungendo invece il ribes nero, fonte ricchissima di pectina, ci metteranno molto di meno e si addenseranno prima. La prova è sempre la stessa per verificarne la consistenza...un cucchiaino su un piatto che si era messo precedentemente in frigorifero, lasciato scivolare giù. Se scende troppo velocemente ancora non è pronta, se scende lentamente sarà pronta per essere invasettata in vasetti sterilizzati e capovolta su una superficie possibilmente di legno coperta da un panno.

domenica 7 agosto 2011


Un saluto che proviene da una notte d'estate di studio,
un saluto che è un "aspettatemi, sto tornando",
un saluto che è un Grazie immenso a tutte voi che mi avete continuato a scrivere
a chiedere notizie e a preoccuparvi per me,
e soprattutto, a spronarmi e incitarmi a continuare su questa strada.
Non ho mai smesso di seguirvi...
a prestissimo davvero... vi abbraccio tutti quanti...