giovedì 27 gennaio 2011

Bake-a-boo, il magico mondo dei cupcakes.





Era da tanto che volevo parlare di questo posticino delizioso, locale, cupcakeria, casa delle bambole? come potrei definirlo? Non ho ancora ad oggi trovato un termine esatto, eppure sono ormai 4 anni che ci bazzico e 4 anni che, ogni volta che vado a Londra, e sono ormai piene due mani se le contiamo, rappresenta una mia meta fissa.
La prima casa che avevo trovato a Londra, era situata proprio qui.
A West Hampstead, un "quartiere" che fa parte del più grande quartiere di Camden, nel Nord-West di Londra, Jubilee line. E i miei pomeriggi, quel mesetto che avevo finito di lavorare, si dividevano fra mercatini, colazioni in solitaria guardando fuori dal salottino che dava su meravigliose casettine inglesi vittoriane, e studio dell'Inglese. Quest'ultimo avvalorato dalla preziosa collaborazione di Mike, di cui ormai ho straparlato. In una delle nostre mattinate di spesa fra Sainsbury e Waitrose passiamo davanti a Bake-a-boo per caso, e subito rimango a occhi sgranati davanti a tutto quel rosa.
Non so ancora di cosa si tratti, e mi avvicino alla vetrina, che vedo piena di cupcakes meravigliosi dai mille gusti. Il negozio, però, purtroppo, è chiuso. è si perchè da Bake-a-boo lavorano solo il pomeriggio dalle tre alle sei e nemmeno tutti i giorni.
A quei tempi ero una vera ossessionata di cupcakes, ne avrò mangiati di un sacco di tipi e dovunque, da quelli del supermercato quando non avevo un soldo a quelli di Bake-a-boo appunto e della Hummigbird Bakery.
Non so se mi sia venuta la nausea di cupcakes o se proprio a un certo punto abbia capito che non mi piacevano, fatto sta che adesso li immortalo solo e il solo pensiero mi da il disgusto.. sono certo dell'idea che i nostri dolci con i loro abbiano ben poco da spartire, una bella fetta di torta della nonna (coming soon) piuttosto che una crostata di frutta sono decisamente meglio. ma questa è un'altra storia...


Il primo pomeriggio da Bake-a-boo mi sembrava di stare nella casa delle bambole. Tutto rosa, divani, tazzine, dolcetti. tutto meravigliosamente infantile, e di una dimensione paradossale.Tutto curato nel minimo dettaglio, dalle tazzine di tanti tipi diversi ai cucchiaini, ai tovagliolini ai fiori freschi nei vasi, alle tende ricamate, al caminetto e alle foto dei tanti bambini sorridenti.
E ho amato quel pomeriggio li, dal meraviglioso the alle rose che è diventato un must have della mia dispensa e del mio inverno, all'atmosfera che c'era. Prevalentemente mamme e bambini, che si divertivano, ridevano e mangiavano cupcakes. Cosa vuoi di più dalla vita? Un'oasi felice.
Inoltre, cosa da non sottovalutare, hanno il caffè Illy. Cosa non semplice da trovare a Londra, non tanto il caffè Illy quanto un buon caffè italiano...
così sono tornata li pressochè tutti i pomeriggi di quell'estate, a studiare.
Mi portavo i mi miei libri di inglese e mi ci rinchiudevo per due orette, senza nessuno che mi disturbasse. Il personale è composto da due ragazze, la proprietaria, bionda, colei che fa i cupcakes e una ragazza giapponese, carinissima. Entrambe sempre molto gentili, carine e dolci...forse, troppo. Non c'è tanto da dire se non quello che loro stesse scrivono sul loro sito...direi che più che altro molto si può evincere dalle foto..
"A unique hideaway in West Hampstead, described as magical and simply darling. Open in the afternoon for a wide variety of hand-baked seasonal cakes, treats & cupcakes galore! A delicious range of speciality cakes and treats free from the common allergens of wheat, gluten and dairy, suitable for coeliacs, and allergy and intolerance sufferers. We also offer egg and sugar free treats.
bake-a-boo offers cream teas daily. Boo’s Afternoon tea, as featured in The Times, with finger sandwiches, scones and many more delicious delights is also available daily, by advanced booking."

Io ne ho approfittato due volte, per mia mamma facendole confezionare due cupcake di benvenuto a Londra davanti ai quali si è commossa :)
Unica nota negativa che ho visto di anno in anno, ma questo grazie alla popolarità che hanno acquisito, è stato il fatto che ora bisogna prenotare con largo anticipo, l'ultima volta che ci sono stata con Mike a Dicembre a momenti non avevano posto, tutti i tavolini occupati. Hanno scritto un libro nel frattempo, che -mi auguro per loro- batta gli incassi della -da me odiata (non volermene, Carolina) Hummingbird Bakery. E oltre a questo progressivo aumento di clienti c'è anche da dire che ora quando si prenota si assicurano di avere un 5o%di deposito anticipato, che, a noi italiani non abituati fa un pò sorridere come cosa :)
Concludo dicendo che adoro comunque questo posto, oramai più che per i cupcakes per i ricordi che associo, la solitudine dei primi tempi londinesi, la consapevolezza di cosa volevo dalla vita e i due the meravigliosi che ho preso con la mamma, che non dimenticherò facilmente...infondo, l'abbiamo battezzato "il nostro posto londinese"...





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lunedì 24 gennaio 2011

Torta di mele della mamma e sproloquio sulla semplicità.



Tutti qui sui blog si cerca ricettine sempre più elaborate, con ingredienti sempre più sofisticati e da posti del mondo disparati e lontani. E anche io non faccio eccezione ovviamente. Luca può testimoniare quante volte gli chieda regali strani e inusuali da chiedere a un ragazzo di 25 anni che sicuramente:


* non sa di cosa si tratti nella migliore delle ipotesi
* non capisce a cosa ti possa servire
* non ha la più pallida idea di dove andartelo a reperire.


Mettiamo caso anche che io gli chieda qualcosa che è comune per chi adora le rose e non può farne a meno nemmeno nel cibo. tipo l'acqua di rose, piuttosto che lo sciroppo di rose o l'olio essenziale alle rose...quale differenza può avere per lui?
Ammetto che non ne aveva nemmeno per me, quando per la prima volta ho letto il libricino di Ladurèe in cui, nella ricetta dei macaroons, mi diceva :
o,10 ml di acqua di rose
0,10 ml di sciroppo di rose
0,25 ml di olio essenziale alle rose

anche io mi sono domandata, ma chi caaaaaaazz ti fa pensare che io abbia in casa tutti e tre questi elementi? e in effetti due li avevo, ma perdio :)
se ne metto 45ml di uno solo di questi non è forse uguale?

Tutta questa smanfrina per dire che sì, la ricerca e nuovi prodotti vanno bene, anzi, Dio benedica questa condivisione mondiale di una sempre più svariata quantità di ingredienti. Quello che però a volte noto e che mi lascia perplessa su altri blog e giornali è il voler a tutti i costi rendere particolare qualcosa inserendo a forza un ingrediente mai sentito. Perchè è ovvio che una torta di mele al sale rosa dell'himalaya è molto più invitante di una torta di mele comune, così come una crema pasticcera con the matcha (che c'avranno tutti con sto the matcha ancora devo capirlo) dal colore verdino risulta più invitante della solita crema pasticcera.

Il rischio in cui si incorre però a volte nel voler così stentatamente essere originali è il perdere la cognizione del buono e pubblicare certe ciofeche che non so qui a elencare. E lo dico perchè, nella mia ingenuità certe volte mi sono proprio imbattuta e non contenta ho cucinato per ore codeste ciofeche, per poi sentirmi dire da mia mamma che aveva appena assaggiato la ciofeca : "Non capisco proprio questa tua ossessione di comprare tutte queste cose strane, non era meglio farla con le cose normali come tutti i cristiani?".
E questo, coincide quasi sempre con un bel fallimento.

Per cui, la ricetta che voglio proporre oggi, è la classica comunissima torta di mele che mia mamma ha sempre preparato, buonissima e secondo me impeccabile.
Con giusto la modifica dell'aggiunta dell'uvetta e un pò di mandorle tritate come a Luca piace (infondo, a lui piace quasi sempre tutto e le cose che preparo se le strozza quasi sempre lui, quindi, perchè non andargli un minimo incontro?)
per cuiii Torta di Mele sia.

Ingredienti:
3 uova
100g di burro
170g di zucchero
170g di farina
1/2 bicchiere di latte
1 bustina di lievito
4 mele
cannella a piacere
+ mandorle a pezzetti a piacere e uvetta a piacere

Sbattere bene il burro ammorbidito con lo zucchero e successivamente unire i tuorli e sbattere bene. Unire poi farina e latte e sbattere bene. Unire alla fine il lievito e le chiare montate a neve e la cannella a piacere. Accendere il forno a 180° e imburrare e infarinare la teglia. Versare il composto e tagliare le mele a fette di mezzo cm infilandole per metà nel composto in posizione verticale disposte a raggiera. Aggiungere sulla cima le mandorle tritate e e l'uvetta.
Infornare per mezz'ora/40 minuti, fare la classica prova dello stuzzichino e se al centro risulta poco cotta proseguire la cottura per altri dieci minuti mettendo la carta argentata sopra la tortiera.
Lasciare raffreddare e spolverare di zucchero a velo.

* o in alternativa, se si vuole mangiare un pò tiepida che fa molto più inverno, seguire con una buona crema inglese e cannella o gelato alla crema.
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sabato 22 gennaio 2011

Rhum arrangé ananas et vanille Sigrid Verbert©



Eccomi di ritorno, da un weekend a casa, dove tutti i tempi sono dilatati e tutto è così pacifico da sembrare surreale, specie in mesi come Gennaio che per la maggior parte dei ragazzi under25 significa "sessione di esami"...
Una ricetta veloce, da uno dei libri che appena comprati è diventato subito uno dei miei preferiti, sia per l'argomento, sia per il titolo che se rinascessi vorrei scriverne io uno uguale, sia per la gnoccona in copertina che risponde al nome di Sigrid Verbert :D

In realtà ho già sperimentato abbastanza di questo libro, dai biscottini che per Natale sono stati fondamentali per tutti i cestini preparati, al Capodanno a altre occasioni.
Soprattutto mi è tornato utilissimo a livello di "come confezionare, come impacchettare" e anche a "come trovare altre passioni e collezioni tipo le scatole di latta, i fiocchetti e i barattoli", che più specificatamente vanno sotto la voce "come io riesca sempre a trovare nuovi modi per dilapidare il patrimonio familiare e coniugale"... ma i soldi, infondo, se non si spendono in passioni, in cosa dovremmo buttarli?
per cui libero via agli acquisti su internet, su Etsy (che ho scoperto grazie a questo sito), via ai giretti ai mercatini dell'usato.
Diciamo che questo libro più che libro di ricette ha proprio dato uno stimoli nuovo alla mia vita culinaria e affettiva...un vero MUST HAVE.
e, siccomeche ultimamente sono molto per i liquori, gli amari e gli alcolici in generale, complici le trenta stecche di vaniglia che io e la mia migliore amica ci eravamo fatte spedire su internet, una vera goduria...eccomi alla preparazione di questo Rhum arrangé ananas et vanille.
Direttamente dal libro "Regali Golosi" quindi, ecco gli ingredienti:

1l di rum bianco
1 baccello di vaniglia
1 ananas
4 cucchiai di zucchero di canna

Sbucciare l'ananas e tagliarlo a pezzettini, aprire il baccello di vaniglia e sistemare tutto quanto in un recipiente. Versare lo zucchero, poi il rum Chiudere e lasciare riposare per due settimane, agitando ogni tanto il recipiente. Dopo due settimane, verificare l'aroma e lo zucchero (se il rum non è abbastanza dolce, aggiungere un cucchiaio di zucchero e lasciar riposare per un'altra settimana, se non è abbastanza profumato lasciare in infusione finché l'aroma non sia giusto), poi filtrare il tutto e conservare in una bottiglia pulita.

Il rhum è eccezionale, una vera delizia.
E tutti i miei coinquilini l'hanno apprezzato tantissimo e preteso di assaggiare, dal momento che era diventato il nostro antistress :) ogni volta che qualcuno ci passava davanti, la povera bottiglia veniva sbattuta e scossa a destra e a manca :)
Ci mancherà.

ultima foto, una parte dell'ananas alcolica rimasta dopo la filtrazione del rhum.
Noi, ci si è mangiati anche quella :)

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giovedì 20 gennaio 2011

Crostatine di ricotta o pastiera fallita


Buona giornata...e che bella giornata :(

Mento spudoratamente.
C'è un tempo che fa spavento e questa mattina appena alzata la prima cosa che ho sentito è stato un sms di mia mamma che riportava le seguenti parole:
"se vuoi, vai dalla parrucchiera oggi a farti bella, ci penso io"
e così non solo mi alzo di cattivo umore perchè mi viene in mente che il phon in questa casa studentesca (come la maggior parte delle cose) è rotto e fuori uso, ma anche che oggi è l'anniversario mie e di Luca! I primi 365 giorni insieme...
La cosa da un lato dovrebbe rendermi felice e piena di gioia, dall'altro mi stressa perchè significa che devo tornare a casa, poi tornare su.
Non fraintendiamoci, sono contentissima di questo.
Il fatto è che sotto sessione d'esame sono sempre particolarmente schizzata e schizofrenica per la mia mania e abitudine di ridurmi sempre all'ultimo per cui staccare anche solo per un giorno implica che poi ce ne metta altri dieci per tornare sui binari. Questo è anche il motivo per cui quando siamo in questi periodi intensi di studio, la mia valigia del tragitto Rimini-Bologna contiene esclusivamente testi universitari (a dispetto di quei miliardi di ricette e ricettine e foto e ogni ammenicolo che mi porti sempre dietro :)


In realtà è che sono ingrassata 10kg e ultimamente la mia voglia di vestirmi, prepararmi, agghindarmi è pari a ZERO.
Quando non ci si vede bene con se stessi o si comincia a far sul serio -e non è il mio caso- o si rimanda ogni invito, partecipazione al "quando sarò di nuovo in forma"

E, come dico da circa un mese ormai -ma prima o poi finirà, eccome se finirà- il tempo per dedicarmi a quello che più mi manca in questo periodo, la cucina, è sempre pochissimo. Ma, per fortuna, delle volte, nella cartella PROJECTS del mio desktop trovo foto e ricette passate che per mancanza di tempo magari non ho pubblicato :)
è il caso di queste crostatine alla ricotta, molto simili alla pastiera, non fosse che di pastiera non c'è niente :)
nè il grano, nè i canditi, niente.
è un pò di tempo che sto cercando una valida ricetta della pastiera e due o tre penso anche di averle raccimolate qua e la per i vari blog, ma proprio mi manca il tempo per mettermici sotto e preparare :(

Per cui, guardando distrattamente Cotto e mangiato -ma chiariamo subito che io reputo la Parodi una fallita e ci sono giusto incappata di fronte, altrimenti mai mi sarebbe passato per l'anticamera- ho ascoltato questa ricetta poi modificata come piaceva a me.

Ingredienti:
Una sfoglia di pasta frolla già pronta -.-'
una manciata di legumi secchi
250 gr di ricotta
2 uova
100 gr di zucchero
qualche goccia di essenza Millefiori -per renderla verosimile alla citata Pastiera-

Stendere la pasta frolla, fare un bordino, poi bucherellarla e farla cuocere in forno coperta da un foglio di alluminio e una manciata di fagioli per 10/15 minuti a 200°.

Per la farcia mescolare la ricotta, le uova, lo zucchero e l'essenza.
Versare il tutto sulla frolla già cotta e rimettere in forno per 25/30 minuti a 180°.
*io ci ho messo pure le striscioline a mò di pastiera, tantopernonfarmimancareniente
La farcia quando è cotta deve gonfiare un po'...

* il mio pensiero di oggi, oltre a Luca che sarà quello predominante,

va a Carolina di Semplicementepeperosa. Una persona deliziosa, che spero di incontrare prestissimo, magari sullo sfondo di quella swinging London di cui ci ha accomunato il sentimento di hate/love :)
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domenica 16 gennaio 2011

Colazione da Bianca (non proprio felice)





Se c'è una cosa che più di tutte mi infastidisce, è andare in un negozio o bar o qualunque esercizio commerciale che reputo stupendo e trovarci dentro della gente scortese, maleducata o comunque non professionale. Come quando ascolti una canzone meravigliosa, poi hai la fortuna di conoscere di persona l'autore o il cantante, ed è una persona disgustosa. La canzone, nel novanta percento dei casi, non ti piacerà più o comunque la ascolterai con tutt'altro stato d'animo.
Sottolineo...per locale professionale intendo locale riconosciuto da enti come il Gambero Rosso e enti del genere, o comunque un locale ritenuto tale o nel migliore dei casi, come questo un locale che la responsabile ha autodefinito davanti ai miei occhi come "costituito solo da un staff di professionisti"...


bene, partirei da questa affermazione per poi proseguire. Ho conosciuto questo locale verso i primi di settembre, a due settimane dalla sua apertura...quando Bologna era ancora una città pressochè deserta, gli studenti non erano tornati e solo io di tutti i miei sei coinquiline ero qui, a studiare per l'esame imminente di spagnolo.
Nelle piccole pause mi concedevo una passeggiata per il centro, fra negozi aperti e chiusi...e durante una di queste passeggiate, all'altezza di Piazza Santo Stefano, vedo questa meraviglia... inutile dire che rimango mezz'ora con gli occhi spalancati -non tanto davanti alla vetrina che era ed è sempre piuttosto scarsina- quanto davanti all'atmosfera del locale.
Grandissimo, su sfumature dal giallino a tutte le gradazioni dell'arancione, con un grande communal table che tanto amo dei locali esteri, e ricco di tanti piccoli particolari che me lo fanno amare subito. Pure un pò shabby se vogliamo, e con quel nome che immediatamente ti fa pensare a Tiffany.
Entro, e ordino subito il mio caffè al ginseng. Mi serve una ragazza molto cortese e deliziosa, un pò impacciata ma comunque gradevole e mi spiega appunto che hanno aperto da due settimane e che stanno ricercando del personale.
Mi sento come di aver fatto bingo.
Parlo subito dopo con la titolare che mi spiega un pò come funzioni, mi chiede se abbia mai fatto questo mestiere e le sfodero il mio asso nella manica: "Si, ho lavorato due anni da Cesari"
Da bolognese che è si illumina, e sembra già avermi assunto. La nostra conversazione continua sul tono, parliamo di pasticcini, torte e Ladurèe.
Vede che in materia sono abbastanza ferrata e mi chiede di portarle il curriculum il giorno seguente. Ed è qui che mi sfagiola la sua perla, quella sui professionisti.
Torno a casa estasiata e contenta, fatto sta che per mancanza di tempo, esami e altre cose il curriculum alla fine non gliel'ho mai portato... -grazie a Dio- :)


Mi rimane però il tarlo, e torno sempre volentieri a prendere un caffè, e mi intrattengo spesso in chiacchere con la signora, fino ad arrivare a Novembre, quando era ora di organizzare la laurea di Luca.
Facciamo carte false per avere quel posto, la chiamo e richiamo dieci volte per la conferma e per definire il menù che mi avrebbe dovuto inviare per posta due giorni dopo. Fatto sta che passano due settimane e ancora del menu niente.
Il costo era 20 euro a persona e mi ero raccomandata che fosse un qualcosa di buono e carino, dovendoci lasciare i genitori di luca un seicentello facile (20x30 invitati) e dovendo prendere accordi io.
Per cui comincio a tampinarli di chiamate, la responsabile sparisce, mi fissa appuntamenti a cui mi presento e lei puntualmente non c'è. Fino a che arriva il menu per mail e mi cascano le braccia.
Era un qualcosa di IMPRESENTABILE, lontano anni luce da quello che lei aveva descritto e dagli accordi presi precedentemente...
avevamo concordato 10 diversi tipi di canapè, più altre sfiziosaggini diverse, e un pò particolari come panini al salmone e zucchine trifolate, mignon etc.

E la signora, era stata MOLTO chiara nel dire che comunque il loro sarebbe stato un rinfresco in grande stile, diverso dagli altri e unico e irripetibile.
E ti presenti con questa scempiaggine?

Il menu (che poi ho scoperto non essere stato scritto da lei ma da un altro dipendente di cui parlerò dopo) comprendeva:
*pizzette
*canapè
*una caraffa di aperitivo ogni 5 persone, quindi un mezzo bicchiere a testa.
*Pasticceria Mignon (1 e mezzo a persona)

Stavo per avere una sistolediastole, prendo il telefono li chiamo e cerco di mantenermi calma. Mi tratta abbastanza male il dipendente dicendomi che ha da fare.
HAI DA FAREEEE?
MA TI SPACCO LA TESTA.

Riattacco e, con un sasso nella borsa pronto a distruggergli la vetrina vado li in persona sul piede di guerra, che io sono tanto buona e cara ma quando un posto si reputa professionale poi ti fa di questi numeri non puoi mantenerti calma.
Nel frattempo, telefonicamente con Luca avevamo pensato di abolire la pasticceria mignon e di rimpolpare il salato, che si sa che la pasticceria mignon costa sulla trentina di euro al kg e comunque 90 euro in più di salato sarebbero stati sicuramente un investimento diverso.

Mi riceve il simpatico dipendente, scontroso e arrogante come pochi (da precisare che ero andata li per chiedere spiegazioni, non per trovare rissa malgrado i propositi precedentemente indicati) e mi dice che:
* ha da fare
* i mignon non li può togliere perchè la loro nasce come pasticceria in primis e
vogliono farsi vedere soprattutto con quella (?!??!?)
* anche nel caso riuscissi a toglierli, n0n verrebbero più che un kg di pizzette.

90 euro 1kg di pizzette?


Alchè mi arrabbio un casino e gli chiedo se al posto della mozzarella per caso ci mettano sopra l'oro colato, per giustificare con 90 euro un kg di pizzette.
Questa battuta non deve essergli piaciuta e comincia a essere più scontroso.
Gli chiedo allora, dato che nel menu mandatomi c'era una focaccia olio e rosmarino, se ci possa piazzare in mezzo un pò di mortadella dato che siamo a Bologna e per renderla un pò più sostanziosa.
Mi risponde di no, perchè altrimenti si abbasserebbero al livello di tutti gli altri BAR DA BATTAGLIA STUDENTESCHi e loro vogliono essere particolari e offrire un servizio differente.

MAFAIDAVERO?

Decido di andare, non aveva senso restare, gli chiedo la caparra indietro e mi dice che per questo deve parlarne con la proprietaria che guarda un pò, spunta fuori magicamente. Riesco a riavere i soldi in mano e li infamo pesantemente prima di andare. Occorre precisare che tutto questo avveniva di Venerdì mattina, e che la laurea sarebbe stata il Lunedì pomeriggio. E IddioSa che sotto sessione di lauree i bar di bologna sono stra affollati e bisogna rivolgersi con un mese di anticipo quasi per trovare una soluzione buona.
Mancavano tre giorni.
Cosa avrei potuto trovare?

Esco di li piangendo come una disperata e girando come una persa, ma questa è un'altra storia, che grazie a Dio si è risolta meglio di quanto pensato e progettato, con una cena succulenta e meravigliosa al Ristorante Cesari, di cui parlerò con il dovuto rispetto e gioia in un'altro post.

Tirando le conclusioni su Colazione da Bianca, penso che, comunque avranno successo e lavoreranno, essendo ubicato nella piazza più bella di Bologna ed essendo comunque un posto bellino da matti e caratteristico. Però ecco, nonostante i prezzi abbastanza buona, è sulla Professionalità che è carente, quella Professionalità che tanto lei ostentava durante i nostri colloqui.
Ho sentito in giro di panini portati al tavolo senza nemmeno tovagliolini e altri disservizi del genere. Per cui, per storia personale e tutto questo LO BOCCIO PIENAMENTE. Certi locali devono avere un decoro e uno standard di comportamento, e a partire dal dipendente a tutto il resto a loro manca in pieno.

UN CONSIGLIO INVECE SPASSIONATO agli studenti: se avete intenzione di fare la laurea li e non siete più di una quindicina, dal momento che le cose che ti offrono al buffet sono le stesse -se non di meno- di un comune loro aperitivo, presentatevi li a sorpresa, spenderete 10 euro a persona invece di venti per lo stesso trattamento e le stesse cose (Ladriii :)

Mi dispiace solo, alla fine di tutto perchè la responsabile è una persona carina e cordiale, molto assente purtroppo... e a causa di questo si è un pò troppo libertari in sua assenza... dopo l'episodio mi ha richiamato tre volte, per scusarsi, dicendo che era mortificata, che voleva che io andassi li per delle scuse da parte del tipo, e che ci avrebbe tenuto a mantenermi come cliente (etecredo... :)
Ma ormai era troppo tardi.

E, se non ci fosse stato Cesari, sarebbe stata una tragedia.
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mercoledì 12 gennaio 2011

Hard times e Risotto al Radicchio rosso trevigiano.



Tempi difficili, come diceva Dickens.
Tempi in cui la mia passione e la mia voglia di mettermi ai fornelli sono purtroppo messe sotto alla voce *to study this and that nella TO-DO LIST.
La sessione d'esame mi rende sempre poco disponibile a qualsiasi cosa, essendo una dell'ultimo momento, anzi dell'ultima notte.
Questa volta ho davvero esagerato, fra l'altro...con la conseguenza di una crisi nervi bella e buona terminato l'esame che pure mi aveva portato un bel 28 sul libretto. Very strange animal...
Il tempo di cucinare in queste occasioni è, come dicevo, sempre poco...anche perchè a me piace cucinare soprattutto per gli altri, come ho giù detto e ridetto e se mangio da sola non mi metto nemmeno a bollire un uovo :)
La bellezza e gioia del cibo è soprattutto la condivisione, sia che si tratti di un risotto sia che si tratti di un cassone take away mangiato su un muretto...
E così fu che, in una di queste tristi e grigie giornate invernali, in una di quelle in cui ti alzi in pigiama e vaghi per casa restando in pigiama tutto il giorno, con un libro in mano, senza nemmeno sapere che tempo ci sia fuori...
ecco, in una di queste giornate di studio intenso ho avuto ospite per una settimana Gloria, una dolce e buffa e viziata ragazzina che non aspetta altro che assaggiare le mie creazioni che le preparo con tanto amore per poi criticarle :'(
con lei ho passato davvero una bella settimana, e insieme a lei abbiamo anche battuto il record di tre giorni in pigiama senza manco farci la doccia :)
so che non è una cosa che ci farà onore, anzi...ma per dare l'idea dei ritmi di studio che tenevamo credo sia esemplificativo...
e, sempre con lei, un giorno di questi, complice MezzoKilo Ricette che ci proponeva questo risottino su facebook, ce lo siamo preparate e mangiato.
aggiungendoci anche un pò di taleggio, per non farci mancare proprio niente :)
Il risultato è stato eccellente, davvero buono...
Mi limito pertanto a riportare la ricetta così come l'ho trovata li...e Buon Appetito!

Ingredienti:
350 gr. di riso
1 cespo di radicchio rosso trevigiano
20 gr. di parmigiano reggiano grattuggiato
1 l. di brodo vegetale caldo
1 cipolla
2 cucchiai di olio
una noce di burro
1 bicchiere di vino rosso
e, a piacere, taleggio o gorgonzola

Sbucciate e tritate finemente la cipolla, ponetela in un tegame con mezzo bicchiere di brodo e l'olio e fatela rosolare a fuoco medio. Aggiungete poi il radicchio tagliato a listarelle.
Aggiungete il riso e fatelo tostare mescolando sempre per non farlo attaccare; aggiungete il vino e fatelo evaporare (alzando la fiamma) e poi aggiungete poco alla volta il brodo. Cuocete 18-20 minuti.
Togliete la pentola dal fuoco ed aggiungete la noce di burro (facoltativo) e il parmigiano, mescolando bene. Fate riposare per qualche minuto e servite.

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venerdì 7 gennaio 2011

La zuppa svuotafrigo :)


Cosa c'è di meglio di una zuppa o una vellutata calda e fumante in inverno?
Magari una vellutata che sprigioni un profumo meraviglioso di funghi porcini e rosmarino, una di quelle che ti fanno proprio sentire coccolata, da mangiare sul divano dentro una grande tazza, con solo un pile per coprirti le gambe?

Dal titolo non sembra niente di invitante, ne sono pienamente cosciente.
e mi è pure stato detto e ridetto, ma niente. Quando la mia testa si mette in testa qualcosa è molto difficile farmi cambiare idea.
è che effettivamente non saprei come altro chiamarla, vellutata non è, minestrone non è, passato di verdure mi sembra riduttivo. Mi fa pesare alle diete ipocaloriche o a quei beveroni insipidi mentre invece questa zuppetta era buona davvero.
E in effetti, è stata una salvezza perchè mi ha salvato la cena e svuotato il frigo, che altrimenti prima del mio ritorno a Bologna sarebbero andate a male un bel pò di cose. Stavo cercando una ricetta di qualcosa con l'I-pasta, conoscete?
Se non lo conosceste ancora dovete correre al più presto a scoprire di cosa si tratta, ovvero della applicazione per I -phone creata da Barilla in cui, oltre ad avere un database enorme di loro ricette, tu selezioni gli ingredienti che hai a disposizione tipo carote, peperoni, pollo e loro ti trovano una ricetta ad hoc.
Il fatto è che, oltre alla genialata dell'invenzione e la bellezza delle schermate, se tu scrivi che hai chessò, peperoni e olive loro ti trovano si una ricetta, ma con anche le alici, le patate viola e il sale rosa dell'Himalaya.

Cosa ti fa pensare che io abbia in frigo una scorta di questi ingredienti?

Anyway cercavo un qualcosa e sono incappata in un'altra e da li ho dato sfogo alla mia fantasia. E questo mi ha dato ancora più soddisfazione, in quanto si può dire che l'ho inventata io. un parolone, ma in effetti è così.
Tanto che poi ero talmente entusiasta della ricetta che sono dovuta andare indietro con la memoria e ricordarmi ogni passaggio...
Avevo funghi e patate a volontà quindi ho scritto su i-pasta funghi e patate e mi ha dato la ricetta di una zuppa funghi e patate.
Così ho iniziato, pulito e lavato tutti i funghi e messi in una pentola antiaderente dove poco prima avevo fatto il soffritto con cipolla, aglio e rosmarino.
poi ho lessato per 5 minuti le patate e spellate, tagliate a tocchetti e messe in padella con i funghi a rosolare.
La ricetta prevedeva poi un litro e mezzo di brodo vegetale e io gliene ho versati due. E ho aperto il frigo per vedere cos'altro avessi.
Nel ripiano basso c'erano carote, due pomodori e una decina di pomodorini ciliegino e
del rosmarino fresco. Così ho aggiunto anche quelli, tutto tagliato a tocchetti.
Il profumo che si sprigionava da quella pentola non era niente male quindi ho deciso di aggiungere anche un pò di pisellini surgelati e spinaci, per rendere ancora più "verdurosa" la mia zuppa.
Dato che si contano sulle dita di una mano le volte che mangio qualcosa di sano in questi tempi di studio matto e disperato, una volta tanto che ci si mette all'opera si fa per bene, no?
Presa da un'illuminazione ho pure messo i funghi porcini, tanti tanti porcini secchi e profumatissimi, in una tazza con dell'acqua calda e dopo un pò l'ho versata nella zuppa. Acqua e porcini, tutto dentro il pentolone :)
E due cucchiaini di concentrato di pomodoro e svariate spezie (quello va a seconda dei gusti, si può aggiustare di sale e pepe, poi rosmarino (io ho un tantino esagerato forse)

Dopo dieci minutini ho spento tutto, lasciato raffreddare, e frullato con il minipimer. Risultato ottimo.
Mia mamma non voleva credere l'avessi fatta io, dal momento che quando è tornata pensava di doversi mettere ai fornelli e invece era già li, tutto pronto, con anche il pane tostato e rosolato nell'olio e rosmarino (che cosa sennò? :D

Riassumendo quindi, gli ingredienti che ho usato sono stati (anche se le quantità poi sono personali, se a qualcuno non piace il bello dei minestroni e zuppe è che puoi non metterlo):
* Funghi

* Patate
* Piselli
* Funghi porcini secchi
* Pisellini surgelati
* Spinaci surgelati
* Carote due o tre
* Pomodori
* Un cucchiaino di concentrato di pomodoro
* Brodo vegetale q.b.

e Buon appetito...
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martedì 4 gennaio 2011

Le prugne gorgonzola e noci di Francesca


post veloce e informale, allegro e divertente...
proprio come colei che per la prima volta mi ha fatto assaggiare questa meraviglia :)
e per rendere gloria a queste deliziose prugne, con il gorgonzola e le noci, delle quali in realtà non esiste ricetta scritta e nemmeno troppi ingredienti, se non quelli che trovate nel titolo più un bicchierino di vino bianco frizzante, come mi ha suggerito appunto Francesca.
più lunga e brigosa sarà piuttosto la preparazione, dato che un'oretta prima vanno messe a bagno nel vino, per far si che siano più "addestrabili" per poi rimuoverle un'oretta dopo e tagliarle a metà, spalmarci un pò di gorgonzola e la noce nel centro.
Et voilà les jeux son fait!
Ideali per un antipastino, picnic, appetizer o aperitivo, queste delizie ipercaloriche che come diceva qualcuno, te le mangi come popcorn davanti alla tele una dietro l'altra e non ti accorgi di ingurgitare un miliardo di kcalorie, ce le ha portate la simpaticissima, romagnolissima (anzi, la definirei l'essenza della romagnolità, più di lei ancora sulla terra non ne è stata creata :) e meravigliosa fidanzata di Andrea per il cenone di capodanno e per me che sono un'amante di queste cose sfiziose e soprattutto del gorgonzola, sono state una scoperta non da poco...

per cui, Grazie Francesca e -avevo preannunciato che sarei stata breve ma ho due esami in sei giorni e non ce la posso fà- provatele quanto prima perchè sono davvero una droga :)
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domenica 2 gennaio 2011

ApfelStrudel di inizio anno. e tanti auguri.

primo post di questo nuovo anno che è iniziato meravigliosamente, a partire da un Capodanno molto bello, soprannominato Capodanno 1920-21 in quanto tutti eravamo vestiti in maschera con costumi a tema, dall'aviatore, alle charleston, a Don Vito Corleone all'emigrante tipo con i pantaloni di corda e tutto a seguire...




per poi passare a due giorni che, nella loro fatica sono riusciti comunque a essere tranquilli e sereni...(il primo dell'anno io Luca _più Luca che me in realtà) siamo stati tutto il giorno in casa a pulire dalle 10 del mattino alle 5 del pomeriggio)...soprattutto ogni volta mi rendo conto del Tesoro che ho trovato in Luca, che è un ottimo uomo di casa, e nelle faccede domestiche mi da sempre una grossa grossissima mano, che sia casa mia, sua, casa a Bologna e dovunque. Non è il classico che si mette sul divano e cisentiamoquandofinisci anzi...a Bologna è sempre lui a fare i letti, lavare i piatti...
diciamo che il lavoro sporco glielo lascio volentieri e non brontola nemmeno :)

tutto questo per arrivare a questo Strudel di mele che, dei dolci di Capodanno che dovevamo preparare, non dico fosse il più brigoso ma quasi(anche per quelli siamo rimasti tutto il 31 ai fornelli, per un totale di 36uova utilizzate, 1kg di cioccolato fondente, 1 kg di mascarpone e tante altre cifre da far girare la testa :)
E ovviamente, il lavoraccio di sbucciare le mele una a una per un totale di otto mele e tagliarle a piccole fettine è spettato a lui...
Ora, tutti siamo capaci a fare uno Strudel tantopiù che non mi sono mai data a fare la pasta brisèe da sola ma la compro sempre surgelata, vergogna :)
ma magari non tutti abbiamo gli stessi accorgimenti e questo è il bello dei blog, che anche una ricetta banale come può essere un sughetto al pomodoro tutti e tutti la fanno in modo diverso e l'interscambio che si produce sempre è qualcosa di meraviglioso...anche perchè innanzitutto si può sempre sperimentare e migliorare, magari il proprio cavallo di battaglia come ricetta può avere qualcosa che manca o qualcosa da aggiungere...

alcuni consigli che ormai posso dare dato che io e Luca ormai da settembre a ora avremo sfornato quella ventina di strudel...alcuni perfetti, altri aperti altri con degli errori...
* l'uvetta va messa in ammollo in acqua tiepida da due orette prima, o una...
diciamo che quanto più ci sta meglio è.
* anche le mele sarebbe bene tagliarle con un'oretta di anticipo, per poi mescolarle con cannella e zucchero e un cucchiaino di acqua frizzante (per non farle annerire) e per lasciargli il tempo di amalgamarsi, insaporirsi, e rilasciare quell'acqua che poi non verrà rilasciata sulla pasta brisèe rischiando di romperla.

Ciò detto, tagliare con cura le mele (che qui potete vedere tagliate dalle manine dorate di Luca) e metterle in un piatto fondo con cannella, due cucchiai di zucchero e due cucchiai di acqua frizzante...



nel frattempo accendere il grill nel forno e tostare i pinoli che dall'estate prima avete raccolto dal vostro giardino e dai vostri pini e messo sottovuoto (perchè tutti state male di testa come me e lo fate vero?)



successivamente prendere il disco di pasta sfoglia dal frigo, stenderlo un pò con il mattarello avendo cura di lasciare un pò più spessa la parte centrale onde evitare che si rompa in cottura per il liquido che rilasciano le mele...poi stendere una passata di marmellata (noi abbiamo usato quella mia di Mele Cotogne e noci pecan) ma va benissimo anche quella di albicocche o pesche...
disponete ora sulla pasta sfoglia le mele, i pinoli tostati, l'uvetta (che prima dovete strizzare e passare a una leggera infarinatura) e una manciata di pane integrale grattuggiato come vuole la tradizione trentina.
ma se non l'avete, pòc dàn, come si dice da noi :D



chiudere il disco a mò di busta, avendo cura di fissare bene gli estremi per evitare che si apra in cottura e chiudere i bordi come se fosse un pacco regalo...
Spennellare la superficie con un tuorlo d'uovo sbattuto e un pennello (non sapete quante volte io in assenza del pennello l'abbia fatto col dito ma questo rimanga fra noi) e spolverizzare la superficie con zucchero di canna per far sì che si formi la crosticina in superficie...



poi accendete il forno a 180° e lasciatelo fino a quando sarà cotto e la crosta dorata e croccante...

e ora vi aspettereste la foto del dolce scommetto...
direte, dopo tutto sto smaronamento e queste foto finto-artistiche arriverà la foto finale...
Bene... NON ESISTE.
purtroppo nella foga di preparare tutti i dolci capodanneschi e nel tram-tram di impiattarli, incartarli, disporli in frigo, mi sono dimenticata questo passaggio...
vi lascio la libertà di pensare che sia venuta una sòla, in realtà era buoniSSimo e quindi approfitto per fare i miei COMPLIMENTI a Luca, dato che è completamente opera sua...

e ti ringrazio anche per tutto quello che fai per me ogni giorno, per la tua pazienza e la tua soglia di sopportazione (che deve essere molto alta a quanto pare) e per realizzare sempre e comunque ogni mio desiderio...

a tutti voi invece, Buon Principio.
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sabato 1 gennaio 2011

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