giovedì 30 dicembre 2010

Le Tradizioni: Pranzo di Natale

Ogni paese, regione, città, paesello ha le sue tradizioni e consuetudini e folklore. E in questo noi Romagnoli, riminesi e più nello specifico Santarcangiolesi non manchiamo all'appello in quanto a tradizioni culinarie e gastronomiche. e non parlo di piadina e parsot come ormai tutto il mondo ci identifica.
Parlo di tradizioni culinarie delle feste, quei piatti che da generazioni nei giorni di festa non possono mancare sulla tavola, come chessò, a Napoli non può mancare la pastiera per Pasqua (e questa è una frecciatina verso qualcuno che me l'avrebbe dovuta portare e non si è visto)...
è interessante in tutto questo vedere l'evolversi delle tradizioni, in piatti che diventano sempre più sofisticati in un mondo che diventa sempre più minimal e frenetico...e in piatti che rivendicano invece con forza la loro semplicità, i sapori naturali e della terra, semplici come il minestrone di verdure che mia nonna preparava al nonno o come l'insalata di campo di verdure che oggi è un lusso che solo chi abita in campagna si può permettere...
per fortuna noi in famiglia abbiamo mio zio Mario, che oltre ad essere un cuoco eccellente è anche una di quelle persone che piacciono a me che quando si mettono ai fornelli lo fanno per bene e vanno dal contadino a prendere le erbe e la verdura piuttosto che all'ipercoop oppure aspettano il sabato per il mercato contadino di paese con frutta e verdura a chilometro zero.
Quest'anno mi ha fatto una sopresa supergradita, considerando la mia passione per i patè e il mio amore per i fegatini e dato che a San Martino uno stand vendeva il patè fresco e per quella settimana lo mangiavo a colazione, pranzo e cena, ha ben pensato di farmelo trovare in tavola, spalmato su del pane toscano imburrato.
La mia felicità era a dir poco alle stelle...



ma La Tradizione per eccellenza di noi romagnoli sono i cappelletti in brodo di cappone, ben diversi dai tortellini bolognesi...il ripieno è quanto mai vario, diciamo che tradizionalmente sarebbero di carne anche se noi da un pò di anni abbiamo ripiegato sui formaggi...il brodo lo prepara il giorno prima rigorosamente mia mamma, con il cappone che lo zio va a prendere dal contadino e che gli ordina sempre verso settembre. A me personalmente il brodo piace molto grasso quindi non troppo filtrato e con quelle che da piccoli chiamavamo "le stelline nel brodo", ovvero le piccole gocce d'olio in superficie..



per i secondi non c'è una vera e propria tradizione a essere sincera, dipende dall'annata, è quasi sempre stato agnello anche se quest'anno siamo passati al filetto sale e grosso e rosmarino, molto più buono e apprezzato da tutti...
cioè che invece è un'istituzione vera e propria istituzione, sono le patate al forno, dello Zio Mario anch'esse... ha un modo di cucinarle immerse in litri d'olio, insieme alle salsicce e la pancetta che fanno da "insaporitore", che solo lui conosce. ci abbiamo provato tutti a imitarlo e a ripetere i suoi stessi processi ma niente da fare, e ogni Natale tutti aspettiamo quelle patate e ogni Natale c'è la lotta a chi se ne accaparra di più :)
eccole, nelle mani dello stesso Zio Mario...


infine, dolci tradizionali abbiamo il Pandoro rigorosamente Bauli e rigorosamente al mascarpone, quest'anno abbiamo aggiunto anche il cioccolato fuso e altri piccoli dettagli zuccherosi...in realtà quest'anno fra Vigilia e tutto ne abbiamo fatti tre...uno anche con crema al mandarino buonissima, portato da Paola...
non male :)



e per finire, il mio liquore al cioccolato (in minima parte ho contribuito anche io ehssì) e i biscottini che avevo preparato:
ovvero:
* biscotti alla cannella natalizi
* biscotti con mandorle, pinoli e uvetta
* biscotti di pasta frolla, cioccolato e zuccherini
* cantuccini alle mandorle



presto arriveranno le ricette di un pò tutto quanto, escluse ovviamente le patate, che anche dando la ricetta, non verranno mai come quelle dello zio :)

e voi, quali sono le vostre tradizioni culinarie il giorno di Natale?

Cos'è che proprio non potrebbe mancare sulla vostra tavola il giorno di Natale?
a presto con il Menu Capodannesco :)

martedì 28 dicembre 2010

salutino veloce...

prima di passare alla fase Ricette varie Natalizie, che comincerà dopo Natale (e mi scuso per il ritardo ma sono stata un tantino impegnata in questo periodo...ma per fortuna il Natale viene tutti gli anni quindi ci torneranno buoni per l'anno prossimo ma anche durante l'anno :)
dicevo, prima di passare alla rassegna Ricette, una breve carrellata di una minima parte delle cose fatte in questi giorni dai biscotti, alle marmellate, ai cesti di Natale e via dicendo...
niente mi rilassa come cucinare, nella mia cucina, rigorosamente SENZA nessunissimo intorno pena taglio di testa :)








a prestissimo...

domenica 26 dicembre 2010

pensieri disarmonici...

Le feste sono in corso, Natale è appena passato e anche Santo Stefano è ormai giunto al declino.
Ogni anno aspetto il Natale con l’impazienza di un bambino che aspetta la notte della Vigilia, Babbo Natale che scende dal camino, un bicchiere di latte e i Pan di Stelle formato Natalizio da lasciargli insieme a un bel bicchiere di latte caldo… non senza una letterina con scritto a Babbo Natale cosa si desideri come regalo… e il mattino dopo sicuramente Babbo Natale ha risposto, con una scrittura tremolante perché Babbo Natale ha freddo alle mani e come nelle migliori infanzie, Babbo Natale ha lasciato tanti regali meravigliosi, incartati in carte e pacchi coloratissimi e brillantissimi…
Quella scrittura tremolante e inverosimile che a volte nemmeno si riusciva a capire, quando ero bambina, era la tua… e questo è stato il primo Natale senza di te.
Lo so, ormai questo refrain di tristezza è tipico di questo blog, ma un blog è anche questo.
E in queste feste, per quanto mi sia impegnata nel rendere tutto perfetto e rendere un po’ tutti felici con semplicità non sono riuscita a rendere felice e serena me stessa. Perché la tua assenza è stata qualcosa che si avvertiva in ogni istante… a partire dal fatto che nessuna scatola rossa di Lindor si vedesse in casa a partire dai giorni precedenti, per poi non vedere nessun tuo regalo sotto l’albero, fino alla sedia vuota che involontariamente c’era a tavola e che sembrava li a farmi sentire triste.
Questo Natale ho avuto costantemente gli occhi lucidi, sull’orlo e sul punto di piangere.
Mi sono trattenuta, ma continuavano a essere gonfi e lucidi.
Non è questo che mi fermerà dall’amare il Natale… credo che non smetterò mai di amarlo, per quello che è stato per me da piccola e quello che continua ad essere tuttora…

Un pensiero speciale va alla mia amica Didi quest’oggi, che non ho smesso di pensare un istante…

martedì 21 dicembre 2010

il Liquore al cioccolato delle feste...



Ci siamo con le preparazioni per i cesti di Natale..
questi giorni che aspettavo arrivassero da un bel pò di tempo inonderò questa pagina di ricette e ricettine di tutto quello che mi passa per la testa e fra le mani.
Cominciamo con il liquore al cioccolato...
mi scuso per la frettolosità ma è l'1 e 50 e la notte è ancora lunga e io devo preparare un sacco di cose questa notte o sarò spacciata.
domani ho tutte le consegne!
La ricetta è la più veloce che ho trovato, sono sincera...
ma è stato tutta una cosa improvvisata, facevo la fila a queste meravigliose bottiglie al negozietto di Piazza Minghetti da due mesi e alla fine le ho prese e non ci ho pensato più :) e di conseguenza, ieri mi sono messa a spulciare per la rete e questa ricettina con tutte le foto passo a passo è stata quella che mi ha convinta di più...

Ingredienti:

• 200 g di alcool 95°
• 200 g di cacao amaro
• 800 g di zucchero
• 1 lt di latte

Procedimento
•In una pentola dai bordi alti versate il latte e lo zucchero, girate un po' con la frusta e poi aggiungete il cacao sempre girando per non formare grumi.
•Accendete il fuoco e portate ad ebollizione sempre mescolando.
Fate bollire per meno di un minuto e successivamente mescolate facendo raffreddare.
•Mettete la pentola al fresco e lasciate raffraddare completamente.
•Quando la cioccolata è ben fredda versate l'alcool e mescolate per bene.
•Imbottigliate e il liquore è pronto.

semplice vero?


Devo almeno una foto al mio babbo per essere stato sveglio fino a quest'ora e avermi dato un giudizio e avermi anche aiutata nelle foto...come potete vedere una famiglia di persone normali :))

sabato 18 dicembre 2010

Have a nice weekend...





Augurandovi Buon weekend,
immagino che come il mio anche il vostro sarà alla disperata ricerca degli ultimi regali di Natale...
non posso non lasciarvi alcune foto della mia adorata Bologna addobbata a festa.
Girare per le sue strade mi riempie il cuore di gioia ogni giorno...
c'è sempre qualcosa di nuovo e bellissimo da scoprire ad ogni angolo, ogni stradina...

venerdì 17 dicembre 2010

La Torta Maialina della mamma di Chiara tentativo uno.


La storia di questa torta -o meglio, quella che ha a che fare con la mia di storia- nasce il giorno della laurea di una mia carissima amica Anna _quella del buffet che ho preparato_ mentre la aspettavamo a sua insaputa alla magnifica Osteria del Sole, nel centro di Bologna. Ad aiutarmi a trasportare tutto da casa mia fino a li sotto una pioggia torrenziale sono stati Chiara e il suo ragazzo Davide, che ancora ringrazio...
con i quali poi per l'ora seguente in attesa di Anna abbiamo allestito tutto e cominciato ad assaggiare...parlando di torte e cose varie Chiara mi dice -fa l'errore di dirmi dal momento che da quel giorno, 9 novembre le avrei stressato l'anima fino ad oggi, sedici dicembre- che sua mamma prepara una torta buonissima chiamata "La Torta Maialina" con dentro, un ingrediente che io metto dappertutto, la mia amata mortadella bolognese.
Quindi inizio a stressarla da quel giorno, salvandola giusto quella ventina di giorni che sono stata a Londra, fino a che l'altro ieri me la manda e ieri era già nel mio forno. Non ho avuto difficoltà nel prepararla anche se ancora non ho saputo se questo era l'effetto che doveva venirne fuori, sono ancora in attesa di conferma...
fatto sta che è uscita dal forno ieri sera alle sette e alle dieci era già finita...quindi mi ritengo abbastanza soddisfatta per essere stato il primo tentativo...veramente ottima...
ora manca solo il giudizio di Chiara, e...ancor più importante...quello della mamma...
nel frattempo vi allego la ricetta così come mi è arrivata da Chiara via Facebook :)

350 g di farina
100 g burro
1 uovo
1 cucchiaino di sale
1 bustina di lievito per pizza
acqua tiepida q.b.
100 g formaggio tipo galbanino a dadini
100 g mortadella in un'unica fetta, a dadini
100 g prosciutto cotto a dadini
impastare farina con burro uovo sale e lievito.
aggiungere acqua q.b. per ottenere una pasta liscia ed elastica.
dividere la pasta in due parti uguali e farla riposare in frigo per circa mezz'ora. stendere il primo panetto e adegiarlo su una pirofila bucherellando l'impasto cn la forchetta. Spargere formaggio, prosciutto e mortadella e ricoprire con l'altra pasta tirata e bucherellata.
Cuocere a 180 gradi per 40 min ♥

martedì 14 dicembre 2010

Marmellata di Mele Cotogne




La chiamerò marmellata di mele cotogne demodè. O Retrò.
è dal giorno di San Martino, 11 Novembre, che devo postarla e una cosa e l'altra e mettici pure il soggiorno londinese non ne ho mai avuto tempo.
e adesso risulta così, demodè. perchè non è più stagione di Mele Cotogne e nessuno si accingerà a farla e provarla. e questo mi rende particolarmente infelice.
Però la lascio qui, da tenere buona...perchè questa marmellata è davvero buona.
alla facciaccia di tutti quello che dicevano che le mele cotogne avessero solo profumo e niente sapore, che non fosse buona.
e invece è a dir poco meravigliosa...giusta densità, giuste dosi...
prepararla è stata una piacevole mattinata, ero da sola, e tutto intorno aveva preso profumo di mele cotogne, che non è andato via fino a pomeriggio inoltrato quando mio babbo è tornato a casa e ha spalancato tutto con la scusa "mi sembra di stare in ospedale"...
ma passiamo alla ricetta:

Ingredienti:
1kg di mele cotogne, succo di un limone, 400g di zucchero, 1 bustina di vanillina
Lavare bene le mele ma NON sbucciarle, dividerle poi in 4 parti togliendo il torsolo e dividerle poi a loro volta in 2 o 3 cubetti immergendole in una ciotola piena d'acuqa e limone per non farle annerire.
Alla fine toglierle, far sgocciolare bene e metterle in una pentola con due bicchieri d'acqua. Fare cuocere fino a che la frutta si sarà ammorbidita e spappolata :)
Dopodichè setacciare il tutto con un passaverdure e riporre la polpa nella pentola con lo zucchero e la vanillina. Cuocere poi a fuoco lento per 4o minuti mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno fino a quando non sarà liscio e omogeneo.
*La marmellata sarà cotta quando la striscia lasciata dal cucchiaio lascia il segno sulla polpa.

Aggiungere il succo di limone e far cuocere per 5 minuti, dopodichè versare la confettura bollente in barattoli sterilizzati che verranno disposti a testa in giù fino a che si formi il sottovuoto.

Marmellata di Mele cotogne a parte si avvicina il Natale ogni giorno di più, e non c'è giorno che non vada in giro a farmi una passeggiata, a vedermi gli addobbi
-dacchè ogni giorno ce ne sono di nuovi- e a parte l'albero in Piazza Maggiore che ogni anno è più penoso del precedente gli altri sono molto belli.
Mi da pace. Senza ipod che ogni tanto è bello pure ascoltare i rumori e il frastuono della città, e altre i silenzi che un parco può regalare.
Questo Natale è il primo con una delle persone che sarà per molto altro tempo la più importante ma anche il primo senza una di quelle che è stata da sempre e sarà per sempre la più importante. Confesso di aspettarlo con una leggera malinconia.

domenica 12 dicembre 2010

Christmas Garlands






piccolo messaggio pubblicitario per dire al mondo che, dato che quest'anno non avevo ancora trovato un passatempo valido, e non avendo niente da fare _solo quei 14 romanzi sul comodino da leggere entro il 9 di gennaio e mille altri libri da studiare fra cui quelli non semplicissimi di filologia germanica_ mi sono messa a produrre per amici e parenti ghirlande di Natale.
L'ispirazione mi era venuta a Londra, e avevo preso alcune cosine, poi però una volta arrivata qui si è concretizzata, e allora sono andata a ricercare tutto in un pò tutti i miei posti preferiti a Bologna...consultando un pò di libri della magica Brigitte von Boch che mi sono comprata e scroccandone altri alle librerie Coop e da Borders :)
la cosa che mi piace più di tutto questo, come anche nello studio, e in tutte le mie passioni non è tanto il creare che si, mi rilassa...ma soprattutto la ricerca, il backstage, tutto quello che viene prima. che non è e non sarà mai per me andare alla Metro e comprare un cartone di cannella e uno di vischio e uno di palline.
Che fra parentesi sarebbe anche molto più economico...
a me piace andare in tutti i negozi, scambiare chiacchere e chiedere consigli alle signore (con alcune fra l'altro ho stretto anche amicizia e avvengono scambi di oggetti, mele cotogne e piadine non indifferenti :))...mi piace perdermi fra i mercatini, cercare il particolare. e poi inserirlo nella ghirlanda, nel dolce, in qualsiasi cosa...sono momenti ce ho bisogno ogni giorno, di assoluta solitudine, in cui non voglio nessun altro con me...piccoli spazi che ho bisogno di prendere per me stessa e a cui non rinuncerei mai.
e questa volta mi sono aggirata per Londra, innanzitutto, e i suoi mercatini..
dal celebre Portobello a quelli sperduti e "di quartiere" come quello degli abitanti di Kilburn o quello dell'usato del sabato mattina a Golders Green. per poi atterrare a Bologna, per i vari negozi entro tutte le mura, i Mercatini di Santa Lucia e quelli di via Altabella...

e a chi mi chiede dove trovi il tempo, rispondo più che mai convinta che non è che nn abbia niente da fare, ma sono anche convinta che per le proprie passioni, se sono mosse da impeto e passione si trova sempre il tempo...
non vi è mai capitato di svegliarvi di notte in sussulto perchè vi è venuto in mente un abbinamento culinario come aceto balsamico e menta e non potete non provarlo?
Si, ormai sfioro la malattia mentale!

vi lascio lasciandovi questo simpatico messaggio, che mi è stato pubblicato questa mattina dal simpaticissimo Nino del DonMinzoni e che mi ha fatto cappottare dal ridere :D
"Prenoto una ghirlanda x il Donminzoni con arance dalla sicilia, limoni da Capri, spezie asiatiche e erbe dal Peru'. Il vischio lo trovi al St. James Park di Londra..... :)"

giovedì 9 dicembre 2010

Crema inglese Ladurée©


Ok, chi bazzica almeno un pochino il mondo dei foodblog o comunque è ppassionato o esperto di pasticceria ad alti livelli, conoscerà sicuramente (e se non lo conoscete ritenetevi pure degli assoluti incapaci :))) _pure Carlotta B. che si mangia le insalate della FEDOR in scatola e compra la pasta al sottocosto lo conosce quindi è tutto un dire_ Ladurèe.
quindi salto ogni introduzione che risulterebbe scontata e vi dico che la potete trovare qui (http://www.laduree.fr/v1/index.htm)

personalmente l'ho scoperta quattro anni fa a Londra per la prima volta, da Harrods, per poi rinotarla due giorni dopo alla Burlington Arcade sempre a Londra e entrare con occhi spalancati ammirando quei biscottini celestiali...
ecco, sto cominciando in realtà...
facciamo un gap temporale per arrivare a oggi, quando Ladurèe pubblica il suo libro, con quel colorino verdino che è poi la sua caratteristica e con la copertina in tessuto. un vero MUST HAVE, anche se personalmente lo comprerò solo quando sarò miliardaria, dal momento che non credo ci sia una sola ricetta vera a parte quelle più semplici. L'ho visto a Londra due settimane fa e mi sono rifiutata di comprarlo dato il mio astio contro le ricette inglesi e le loro unità di misura che ogni volta devi convertire e un errore può essere fatale.

per poi arrivare a Santarcangelo, andare da Oreste e scoprire che Roby ce l'aveva in italiano...e non ho resistito...
prima impressione: libro bellissimo, impaginazione e immagini stupende
seconda impressione: ma che mmminchia di ingredienti ci sono? :D
ora, Ladurèe, spiegami cosa ti fa lontanamente pensare che io nella mia cucina abbia acqua di rose (che ce l'ho), olio di rose (?!?!), olio essenziale alle rose e liquore alle rose.
quindi sfogliato velocemente ho cercato una delle poche ricette semplici e da comuni mortali che mi permettesse di dire: Ho fatto la ***** Ladurèe e mi è venuta.
et voilà, crema inglese, la mia preferita...
ovviamente è venuta benissimo...

ecco a voi gli Ingredienti:
2 baccelli di vaniglia
25cl di latte intero
25cl di panna fresca liquida
6 tuorli d'uovo
100g zucchero semolato

Unire in una casseruola latte, panna e i due baccelli di vaniglia tagliati nel senso della lunghezza e un pò aperti. Portare a bollore (e qui Ladurée usava un termine assurdo ricordo per dire di portare a bollore ma al momento mi sfugge mannaggia) e poi chiudere con un coperchio, e lasciare in infusione per 15 minuti.
Togliere poi i baccelli, filtrare e _come tutte le creme inglesi del mondo_ unire a tuorli e zucchero che si erano precedentemente montati...
unire a filo il latte caldo, mettere sul fuoco e con una frusta fare addensare.
Quando comincia ad addensarsi passare al cucchiaio di legno e continuare a girare, fino a che la crema non veli il cucchiaio.
Lasciare raffreddare.

ovviamente l'ho riscritta a parole mie, dato che su un post-it mi ero segnata solo ingredienti e cose schematiche come latte+panna+vaniglia, incomprensibili ai più.

*idea: con la crema inglese si possono fare un sacco di cose, ci si può accompagnare un dolce, come ad esempio lo Strudel caldo :)
oppure un tortino al cioccolato o ancora una qualunque ciambella o torta secca.

*oppure, come ho fatto io in questo caso, la si può mangiare da sola, accompagnata semplicemente da cantuccini, che diventano ancora pi sublimi se inzuppati leggermente nel Vin Santo (di cui sto aspettando rifornimento dal mio amico fiorentino Massimo Vichi ndr)

ora posso dirlo anche io: ho provato una ricetta Ladurée e mi è venuta..

(si ringraziano come sempre le gentili manine d'oro di Luca per la disponibilità)

mercoledì 8 dicembre 2010

Waiting for Chrismas...


ogni viaggio un addobbo per l'albero
così da averli tutti li a fine anno e
guardarli e ricordarli
con il cuore pieno di nostalgia...

New York, Siviglia, Londra...chiudo questo 2010 con dieci aerei presi.
e mille mete e mille paesi ancora da visitare...
sempre con lo stesso entusiasmo da bambina,
la stessa voglia di scoprire e esplorare, fotografare...
tornare a casa e riordinare...

martedì 7 dicembre 2010

Double Chocolate Biscuits with dried Cramberries



Tornata a casa…
contentissima per l’esperienza che anche questa volta il semplice stare li mi ha dato, e ancor più contenta per riabbracciare tutti quanti, specialmente Luca, che mi è mancato davvero tanto…
E grazie anche alla sua infinita pazienza, e alla sua decisione (a volte non facile) nel lasciarmi sempre libera di decidere cosa sia meglio per me, anche se a volte salto nel buio e nemmeno io so cosa voglio di preciso :)
Un pizzico di malinconica nostalgia di tutto quanto, dalla neve, all’atmosfera natalizia a ogni angolo, a Mike e alla vita li in generale, non avere tanti ritmi da seguire e scadenze (cosa che invece avrò da dopodomani in vista della sessione invernale)…allo shopping sfrenato (grazie al lavoro avevo un bel po’ di pound da spendere e mi basti dire che sono partita con 10kg per tornarne con 35 ;)
Ma questa è un’altra storia…

Ieri, presa da questa malinconica nostalgia di Londra, e del suo cielo grigio e di tutto quello che mi è stato possibile fare e che amo fare (“You seem love your own life, isn’t it? Cit.), mi sono messa all’opera con due cose che adoro, la Carrot Cake e i biscotti secchi tipo Cookies.
In occasione di quella beneficenza che avevamo fatto a Londra avevo racimolato una ricetta di Carrot Cake buonissima da questa signora inglese, non fosse altro che la ricetta che le avevo chiesto io e che Mike aveva trascritto e quella che successivamente mi aveva spedito il figlio della signora, erano due cose differenti.
Così ieri (data la mia scarsa fiducia in Mike ho provato quella del figlio) ma era veramente una cosa abominevole  cioè, non cattiva ma non quella li. Quindi salto e oggi provo l’altra, non escludendo che il figlio (tale William) l’abbia tirata paro paro giù da wikipedia…non mi sorprenderebbe affatto!

(e qui so che c’è anche lo zampino di Michele Zavatti che ieri ho incontrato alla Coop mentre compravo appunto le carote, e dopo avermi presa per il culo un’ora, me l’ha pure tirata. E non contento, mi avrà chiesto tre volte com’è venuta la torta. MALE. M-A-L-E. ti odio.)

Insieme a questa avevo preparato anche i Double Chocolate Cookies with Dried Cranberries che avevo adocchiato poco tempo fa sul sito della cara Carlotta (http://dallapartedeipasticcini.blogpsot.com), che invece sono venuti molto buoni e sono stati inseriti nella mia lista “Regali Golosi di Natale”…
Vi incollo la ricetta pari pari come l’ha scritta lei, mentre le foto sono mie…

L’unica modifica, aggiungerò un po’ più di cioccolato la prossima volta, o non era meraviglioso il mio, oppure me li aspettavo ancor più cioccolatosi io…

Ingredienti
110 g burro morbido
150 g zucchero
2 uova + 1 tuorlo
250 g farina
1 bustina di vanillina
½ bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
50 g cacao amaro in polvere
50 g cranberries essiccati
90 g gocce di cioccolato fondente
I. Accendere forno a 180°. Sbattere burro e zucchero finchè non è morbido e spumoso; aggiungere le uova e il tuorlo (uno alla volta).
II. In un’ altra ciotola mescolare gli ingredienti secchi: farina, lievito, cacao (setacciati), vanillina e sale.
III. Incorporare gli ingredienti umidi a quelli secchi, mescolare ed aggiungere cranberries e gocce di cioccolato.
IV. Trasferire l’impasto su una superficie infarina e formare 2 rotoli di 30 cm circa; adagiarli su una teglia con carta forno e infornare per 25 min.
V. Togliere dal forno, lasciar intiepidire, poi tagliare i rotoli per obliquo, dando la classica forma “a cantuccino”; riposizionare sulla teglia e cuocere 10 min. da un lato e 10 min dall’altro.

P.s. Siete pronti a vedere le scatole di Natale?

sabato 4 dicembre 2010



A post only to thank you,
You're one of the best person that I ever met in my whole life.
For ur humanity, for being so direct in telling me the truth
that always pisses me off :D but it makes YOU so adorable...
and for all the food that I cooked for you and that you ate even if u didn't like it :) thanks for everything Tipp...

mercoledì 1 dicembre 2010

Le Pain Quotidien a NY, ma anche a Londra e Parigi

Comincio a sentire l'assenza di fornelli e forno, di poter pasticciare e cucinare in santa pace, con calma, nella mia cucina con tutte le mie cosine belle e colorate...
mi consola solamente il fatto che al mio ritorno avrò talmente tante cosine e aggeggini culinari nuovi che non saprò davvero dove buttarli.
oggi sono stata a Camden town (posto che non è fra le mie mete preferite di Londra) ma del quale apprezzo la multietnicità del cibo da strada, e tutti i colori ad esso connesso.
Ogni volta ci metto un'ora a scegliere cosa voglio da mangiare, se noodles e verdure, se qualcosa di fritto e chissàmaiseècommestibile o se un bel dolce ipercalorico. come varietà di cibi, c'è veramente tutto il desiderabile.
Anyway a Camden Town ho trovato un negozietto (lungo la strada ne avevo trovati altri sette :) che vendeva utensili per cucina e in cui ho comprato tanti cucchiaini strani e bellissimi, per chi non lo sapesse faccio la collezione di cucchiaini :)
anyway non so da dove ero partita, ma non è questo quello di cui volevo parlare.

Bensì di un franchising che dopo il KFC (totalmente differente, ma come non amarlo?) è in assoluto il mio preferito. L'ho scoperto quest'inverno a New York, vicinissimo a Central Park. Come molti di voi sanno ero con due decelebrati di prima classe senza i quali però la vacanza non sarebbe stata la stessa, e quando siamo andati in questo posto, con i suoi tavoloni di legno immensi to share, in cui una giapponesina all'angolo leggeva e un signore anziano meditava sulla vita, e di fronte a noi una mamma stupenda preparava pane ai suoi splendidi bambini, beh, mi sono innamorata di questo posto tanto da essere uno dei più bei ricordi di New York e per un momento ho pensato di sbarazzarmi dei due cavalieri e rifugiarmi qui per scrivere, pensare e riordinare le idee.




come potete vedere la bellezza di questo posto sono -oltre ai meravigliosi panini, pane di tutti i tipi e di tutti i generi, creme di nocciola, praline e cioccolato delizose- oltre a tutto questo che già basterebbe, la bellezza sono questi tavoli,communal tables,dove tu ti siedi e bevi il tuo caffè, con brioche, e pane di ogni tipo.
Ho letto qualcosa frettolosamente perchè ai tempi di ny mi ero documentata...l'ideatore di tutto questo è lo chef belga Alain Coumont, che si è fatto strada cominciando a tre anni e aiutando sua nonna nella preparazione del pane, poi man mano aprendo un locale in belgio, francia e infine new york e tutto il mondo a seguito. Luce soffusa, atmosfera calda e accogliente, tanto cibo esposto, dai dolci alle tartine, e un menu meraviglioso.
Noi siamo stati per colazione due volte a New York e avevamo preso questo cestino con dentro sette o otto fettine di pane (integrale, con i semi, doubleface, tostato e chi più ne ha più ne metta) e burro...insieme a questi ti vengono portati anche tre barattoli di marmellate e tre di crema di nocciola, pralina, e dark chocolate.
un vero soul food, che ti fa cominciare la giornata proprio con un altro spirito.
ora, qui a Londra (tutte le foto precedenti erano di quello di NY) l'ho visto aprire settimana scorsa anche a Covent Garden quindi se vi capita passateci anche solo per un caffè perchè ne vale proprio la pena.
Io, da solitaria e meditatrice che sono, ho evitato il caos e ne ho scelto uno più piccolo e familiare, per questa volta, a HighGate Village...

o se non altro, date un'occhiata a www.lepainquotidien.com perchè anche il sito merita davvero...