domenica 31 ottobre 2010

Quarto piano Suite Restaurant @ SGR Rimini



























Appena tornata a Bologna dopo un weekend impegnativo in tutti i sensi... per fortuna anche sul lato gastronomico. Un weekend che mi è costato una bella svenutina prima in Via Indipendenza, perfortuna a soccorrermi è stata una persona a modo, come si dice, dato che se mi avesse rapinato avrebbe passato sicuramente un sereno Natale, avendo nella borsa circa 5oo euro fra soldi miei e varie lauree e un rolex (non mio ovviamente) da riparare...
invece è stato stragentile e mi ha portato tutte le mille borse e borsine che mi porto appresso insieme alla
valigia ogni volta anche se scendo per un giorno e siamo andati nel bar più vicino dove ho preso un bicchier d'acqua con lo zucchero e una pizzetta (alla salsiccia, per riprendermi proprio completamente :)

dicevo weekend impegnativo perchè sembra quasi archiviata la pratica dentistica che mi ha preso gran parte del tempo estivo e, detto fra noi, io appartengo alla categoria di persone che se sa che devo incontrare il dentista comincia a stare male da una settimana prima...però ecco, era la parte brutta, quella dell'intervento che sembra andato tutto bene e tutto a posto...
passando invece alla parte divertente parlerò in questo post specifico di un ristorante molto bello, aperto a Rimini quest'estate, presso la SGR, ovvero la Società Gas Rimini. Sulle prime (mio fratello era un mese che mi ci voleva portare) ero un pò titubante...un ristorante? alla società gas?

anche perchè sembrava fosse una cosa superseria, di quei posti super eleganti in cui vanno solo uomini in pausa pranzo in giacca e cravatta e eleganti signore. cosa vera la prima, falsa la seconda, ovvero -grazie a dio- ci si può andare vestiti proprio come ti pare. E si, il posto è bellissimo, elegantissimo e tutto molto curato, dall'apparecchiatura ai cristalli ovunque, nei lampadari e nei megaspecchi...offre a pranzo dal lunedì al venerdì buffet del valore di 13 euro in cui mangi veramente di tutto e di più e tutto buonissimo.
Io solitamente sono sempre ipercritica nei confronti degli aperitivi, non sono per gli aperi-cena in cui ti ingozzi di fritto e supersalse ipercaloriche e se devo scegliere ne faccio uno in meno ma fatti bene, ovvero con cose curate.
Perchè il poca spesa molta resa non mi è mai piaciuto e preferisco tutte le cosine a posto e fatte a modino. E qui, devo dire, non mi ha deluso nemmeno una delle cose che ho assaggiato. Il buffet è ricchissimo, dalle verdure in tutti i modi, grigliate, gratinate etc, ai tipi di pane di tutte le farine e lieviti, al cous cous, uova ripiene, insalate varie, e pomodorini e mozzarelle.
Poi sono eccezionali gli gnocchi di semolino, che a me piaccino tantissimoe che mi hanno dato un'idea, ovvero fatti due dischetti con in mezzo lo stracchino, davvero ottimi. E ancora insalata di pesce favolosa, vitello tonnato, frittatine varie e vasto assortimento di formaggi fra cui queste ricottine aromatiche con le mandorle e aromi che erano qualcosa di divino.
Vi ho convinto? E pensare che ancora non vi ho parlato dei dessert...perchè nei 13 euro c'è pure oltre all'acqua e caffè (piccolo consiglio: non vi venga in testa di ordinare il vino perchè in tal caso il vostro conto lieviterebbe a una trentina di euro) potete anche scegliere fra qualche finger-dessert, come ad esempio pere al vino rosso, strudel, zuppa inglese etc... la chiudo qui con le presentazioni e vi lascio un pò di foto fra cui quella del mio piattino, del primo sarebbe meglio dire :)



martedì 26 ottobre 2010

Il Calamaio








piccolo post che non c'entra niente
per comunicare al mondo che a Bologna sta arrivando il Natale...
piccolo consiglio per gli acquisti, un negozio a dir poco splendido,
la vera casa di Babbo Natale. infiniti articoli tutti Natalizi, da bigliettini, palline per l'albero, scatoline di latta...
io oggi ho già iniziato a prendere le prime cose...
sia mai che rimanga indietro...


Il Calamaio
via de' Carbonesi
Bologna

lunedì 25 ottobre 2010

I bignè della discordia.




Mi sembra il titolo più appropriato per questi bignè, non perchè lo siano effettivamente ma perchè mi ricordano e penso mi ricorderanno ancora per un pò di tempo questo weekend che è stato uno dei più brutti passati di recente.
Vale a dire litigi, incomprensioni, e la voglia di tornare subito qui nella mia amata Bologna non appena posato il piede giù dal treno.
non sto a dilungarmi nei particolari ma ecco, è stato un weekend davvero bruttino e vi dico solo che mentre andavo in macchina a portarne un pò alla mia amica, l'altra metà di questi bignè che sarebbe dovuta andare alla mamma di Luca dato che era il suo compleanno, è finita mentre guidavo in macchina scaraventata in un campo con anche il piatto sotto :)
tanto per dire che quando mi prendono i cinque minuti mi prendono e non c'è niente da fare. andata bene per il contadino che la mattina dopo si è trovato con un piatto di bignè (che fra l'altro erano buonissimissimi e non avrei mai pensato)...
anyway è uan delle ricette meglio riuscite di sempre, e soprattutto è veramente uno spettacolo vederli crescere nel forno, che tu nemmeno te l'aspetti dato che non hanno lievito...sono stati attimi di vera e pura felicità...
per tutto questo devo ringraziare Carlotta, che mi ha presentato una cara amica perchè le fonti vanno sempre citate e anche perchè il suo blog è carinissimo e mi sta ispirando/mi ispirerà molto prossimamente (trovate l'indirizzo fra i miei preferiti al link dallapartedeipasticcini -non sono ancora capace a mettere il link, step by step :)
...da lei ho preso la Choux mentre la crema pasticcera ho usato la solita di casa, quella del famoso libro che su 3ooo ricette sono tutte perfette e non sbaglia un colpo, una Bibbia :)
procediamo con la ricetta:

per la choux

120 ml di acqua
50 g di burro a pezzetti
1 pizzico di sale
75 g di farina 0
2 uova

Accendete il forno a 220° e sistemate a portata di mano una sac à poche senza bocchetta ed una teglia foderata con carta forno.

Per prima cosa mettere in un pentolino l’acqua con il sale ed il burro e portare ad ebollizione su fiamma media; appena bolle, togliere subito dal fuoco ed aggiungere la farina tutta in una volta per evitare che si formino grumi...
Mescolare il composto finché non si stacca bene dalle pareti del pentolino e rimane compatto; a questo punto incorporare prima un uovo, poi l’altro.

Riempire subito la sac à poche con l’impasto e formare i bignè sulla teglia, ben distanziati tra loro a seconda di quanto grandi li vogliate fare, tenendo conto che un pò lieviteranno. Cuocere per 10 minuti a forno chiuso e poi ancora 5 minuti – o fino alla giusta colorazione - a forno aperto.

è molto importante la cottura a forno semiaperto, credo perchè serva per ultimare la cottura e farli solidini e con una forma definita, nel senso che la prima mandata su cui avevo tralasciato la cottura a forno mezzo aperto perchè mi sembravano già abbastanza dorati mi ha fatto un brutto scherzo. sono venuti fuori ancora poco cotti e sgonfiati non appena hanno preso il contatto con l'aria...credo appunto che il forno mezzochiuso mezzoaperto sia proprio per fare abituare i bignè allo sbalzo di temperatura.

Infine lasciare raffreddare su una griglia prima di farcire.

per la crema pasticcera

1 litro di latte
300g di zucchero
90g di farina
8 tuorli
aromi (stecca di vaniglia o scorza di mezzo limone)

Scaldare il latte con gli aromi che poi non appena il latte cominci a fumare dai bordi andranno tolti. non farlo bollire del tutto.
Lavorare senza montare con una frusta i tuorli con lo zucchero, unire poi la farina e, continuando a mescolare, aggiungere a filo il latte.
Lavare poi il pentolino in cui si era scaldato il latte e e trasferirvi il preparato mescolando accuratamente prima con una paletta per raschiare il fondo poi con la frusta per evitare la formazione di grumi ( che se anche si formassero immagino la vostra mamma o nonna vi abbia insegnato come toglierli in un batter d'occhio :D
quando la crema comincerà ad addensarsi e rapprendersi sostituire la frusta con un cucchiaio di legno inodore e insapore (non quello con cui cinque minuti prima avete dato dentro alla caponata di melanzane per capirci)...
per la cottura è sufficiente qualche minuto a fuoco moderato continuando a mescolare senza interruzione fino a raggiungere la consistenza voluta.
Lasciare poi raffreddare in frigo o a temperatura ambiente, mettendo -ecco un altro segreto- un pò di farina con un passino sulla superficie per evitare che si formi quel primo strato duro e che rimanga tutta bella cremosa...

weekend brutto o no, a me hanno portato fortuna.
L'esame di oggi mi ha dato il tredicesimo trenta sul mio bel librettino universitario... che secchia :)

sabato 23 ottobre 2010

casa dolce casa...




uno di motivi per cui torno sempre volentieri a casa è la consapevolezza che passerò del tempo da sola...detta così potrebbe suonare fatale, ma in realtà è proprio così.
sono una persona che ha sempre ricercato un pò di solitudine...non certo l'isolamento, ma ecco...ho bisogno dei momenti della giornata interamente per me e nessun altro, e a Bologna non è sempre possibile, sia per gli impegni sia per il fatto che viviamo in sei sotto un tetto e bene o male in casa e intorno c'è sempre qualcuno (che spesso è anche un bene)...
e una delle cose che appunto mi piace fare in questi momenti è cucinare, con calma, con il mio stereo di sottofondo, e nessun altro intorno...
quando torno a casa so per certo che la mattina sarò da sola, mia mamma è a scuola e mio babbo ha sempre qualche nuovo sport da praticare...ogni mattina mia mamma mi sveglia alle sei e mezza (che tanto da agosto in poi più in la delle sei non dormo mai) e facciamo colazione insieme, poi mentre lei si prepara mi concedo altri venti minuti di letto e divento subito operativa. Ieri mattina, non ancora pienamente spuntato il sole mi sono portata a vanti, facendo alcune prove per i regali di Natale alle persone a cui tengo di più...l'anno scorso avevo preparato un cestino meraviglioso (e me lo dico da sola :) con i biscottini alla cannella e le scorzette d'arancio, baci di dama e tanto altro...poi posterò una foto.
Ho riprovato le scorzette (che da quando lavoravo da Cesari mia mamma non se l'è più tolte dal cuore) e ne ho fatte un centinaio...
si accettano altre idee per i cestini di quest'anno...qualcuno ha qualche bella idea per pasticceria secca/cioccolatini? e una buona ricetta di cantuccini?
Non vedo l'ora di avere il libro di Sigrid Verbert fra le mani...

giovedì 21 ottobre 2010

Giovanni Scarfò_ Le langage des Fleurs







doppio intervento per oggi, non inerente ai soliti esperimenti culinari ma comunque degno di nota... non ho mai detto che sarebbe stato un blog solo di cucina, e le cose in cui credo mi piace portarle al successo e pubblicizzarle.
Si tratta di un giovane Florist Designer da poco trasferitosi a Bologna..Martedì sera in occasione della serata del Martedì a Palazzo Gnudi Giovanni Scarfò ha addobbato il palazzo con le sue composizioni floreali e creazioni rendendolo ancora più splendido di quanto già non lo sia... non possiede ancora un negozio suo e quindi potete contattarlo in caso al cellulare e ai contatti che vi lascerò dopo per cerimonie, Matrimoni, feste di laurea, feste private e tutto ciò che desideriate impreziosire con composizioni floreali...
Nel frattempo vi mostro alcune delle meravigliose creazioni di Martedì..
Le foto sono di Matteo Pasini, anche lui mio coinquilino e fotografo, mentre Giovanni Florist Designer... che casa di artisti :)

i contatti:
L'arte de Fiore di
Giovanni Scarfò
recapito telefonico: 331/6449768

Risotto ai funghi porcini e zafferano


premetto subito che questa volta a malincuore mi sono dovuta appropriare di una foto non mia, anche se il risultato è praticamente lo stesso. anche il mio risotto era giallino e perfetto come questo..solo che vivendo con altre cinque persone che spesso diventano otto se come ieri si aggiungono anche svariati morosi e amiche, non è sempre possibile avere una luce perfetta, e soprattutto lo spazio per potersi mettere li nel bel mezzo del pranzo a fotografare il cibo che si andrà a mangiare altrimenti gli altri che sono li con le braccia conserte aspettando con un fucile che ti finisca e ti alzi potrebbero decidere di ucciderti.

Anticipata questa breve premessa, era da un mese che avevo comprato i funghi porcini secchi e siccome ieri c'erano su sia Luca che un'amica della mia coinquilina ho deciso di mettermi ai fornelle e preparare un bel risottino....dopotutto ho avvisato tutti che questo sarà l'inverno dei risotti :)
l risultato è stato molto soddisfacente...anche se Scordiamoci i preparati pronti knorr che fra universitari vanno sempre per la maggiore. I risotti che tu prepari sono sempre una spanna sopra (per i palati delicati) e per quelli rozzi invece risultano più gustosi gli altri perchè si, in effetti sono bombardati di insaporitori e esaltatori che li rendono gustosi ma dei porcini nemmeno l'ombra...è anche una ricetta molto leggera in quanto non ci va burro per mantecare il risotto e se ne usa davvero pochissimo...
passiamo al procedimento:.

Ingredienti per 2 persone:
180 g di riso Carnaroli
25/30 g di porcini secchi
mezzo scalogno
1/2 bicchiere di vino bianco secco
parmigiano stagionato grattugiato (originale, non fate i barboni :))
burro
1 cucchiaino di aceto balsamico
1 bustina di zafferano in polvere
Olio extravergine di oliva
Brodo vegetale (io ho usato quello di carne)

Ammollate i porcini secchi in 2,5 dl di acqua tiepida per 15 minuti. Strizzateli e servendovi di un colino a maglie fitte, filtrate la loro acqua conservandola da parte. Trasferite i funghi in una padellina antiaderente e fateli rinvenire cuocendoli per 5 minuti insieme ad un filo di olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di vino bianco e 1 cucchiaino di aceto balsamico e un pizzico di sale...
Scaldate il brodo al quale unirete l’acqua dei funghi.
Tritare poi lo scalogno finemente e farlo rosolare a fuoco dolce in una casseruola con una noce di burro e un po’ di olio, quindi alzare la fiamma e aggiungere il riso, che farete tostare per 2 minuti circa, mescolando con un cucchiaio di legno.
Versate il vino bianco rimasto e fatelo evaporare, poi portate a cottura il risotto aggiungendo un mestolo di brodo caldo per volta, sempre rimestando con cura per non farlo attaccare (bisogna rimestare tutto il tempo della cottura altrimenti si attacca al fondo, non si deve perdere di vista un minuto)
Conservare circa due cucchiai di brodo e utilizzatelo per stemperare lo zafferano in polvere in una piccola ciotola.
Cinque minuti prima della fine della cottura unire lo zafferano e amalgamatelo al riso. Quando sarà cotto, spegnete il fuoco, aggiungete i funghi, mantecate con il parmigiano grattugiato e mescolate ancora. Lasciate riposare per qualche minuto a coperchio chiuso, cospargete con alcune scaglie di parmigiano e servite immediatamente..

Buon appetito!

domenica 17 ottobre 2010

Sevilla, qué maravilla!






apenas regresada.
che dire...che meraviglia! Siviglia è davvero un piccolo gioiello, non saprei se definirlo spagnolo o arabo..restiamo in sospeso.
Sono stati due giorni meravigliosi in cui ho potuto riprendere con calma i miei ritmi..strano a dirsi ma sì, era da un bel pezzetto che non mi rilassavo come si deve, dedicandomi solo a quello che mi piace e senza pensieri.
Due giorni soleggiati e caldi..il sole aiuta sempre a vedere tutto più chiaro, nel vero senso della parola...e SOBRETODO, è stata una soddisfazione vedere che la Spagna studiata sui libri esiste davvero...mi spiego meglio... studio Lingue all'università e il primo anno ci avevano dato da leggere per imparare la lingua, tanti articoli sulla spagna e spagnoli, su tradizioni e costumi. Si descriveva la Spagna come un paese soleggiato e sempre allegro, da qui il "Sonrie, estàs en España" e gli spagnoli come gente allegra e che si sa godere la vita, in poche parole. E soprattutto, essendo io appassionata di cucina, avevo da anni immaginato queste meravigliose Tapas di cui tutti i libri parlavano.
Fatto sta che l'anno scorso sono stata a Madrid per 5 giorni, sempre in questo periodo. Di Tapas nemmeno l'ombra, spagnoli un pò scorbutici e città non proprio come me l'aspettassi. Ero rimasta molto delusa, essendo lo spagnolo la lingua che preferisco. E invece, felicissima di scoprire che questa parte di Spagna esiste davvero...è l'Andalucìa e tutto il Sud...
i prossimi giorni posterò un pò tutto con calma, tapas y otro... ora vado a riposarmi un pò e a leggermi Come, Reza, Ama...Eat Pray Love per capirci, di Elizabeth Guibert. a prestissimo...

giovedì 14 ottobre 2010

Regina di Quadri






Un saluto breve prima di partire...
anche se per poco, ci meritiamo davvero di riposarci.
Quest'estate per un motivo o per l'altro è sempre stato un corricorri.
Abbiamo già iniziato a festeggiare oggi, andando all'inaugurazione della pasticceria Regina di Quadri, in via Castiglione verso porta.
I pasticceri sono due ragazzi bolognesi, Cristian Bonfiglioli e Francesco Elmi...
veramente carino il posto, anche se un pò piccolino. Molto buoni sia i dolci che i salati. Io sono impazzita per il pandispagna al cioccolato con sopra una mousse al cioccolato, pur non essendo una fan delle mousse.
Luca invece ha "non poco" gradito i mini-hamburger...
Sono sempre critica nei confronti delle nuove pasticcerie, trovo che ci sia troppa scenografia e molte poche cose "buone" e semplici, come una volta diciamo...
invece devo dire che tutto quello che abbiamo assaggiato era eccezionale...
il loro panettone sarà un must per questo Natale...
ora è tardi, devo ancora fare valigia doccia e tutto...
a prestissimo!


http://www.reginadiquadri.eu/

Posto anche la foto della crostata di ricotta di ieri sera, anche se la ricetta ancora va perfezionata...ho consultato una decina di ricette online e tutte prevedevano l'aggiunta della buccia di limone alla base di ricotta. Non mi convinceva per niente ma ho deciso di aggiungerlo lo stesso e alla fine i miei sospetti erano fondati.
Mai unire limone e cioccolato. Non che la torta fosse immangiabile, ma avendo in testa la meravigliosa crostata di Cesari non posso accettare una versione che non le assomigli almeno un pò...quindi per ora niente ricetta ;)
voi avete dei suggerimenti?

mercoledì 13 ottobre 2010

Farinata o Cecina


Due righe veloci veloci e due anticipazioni delle prossime ricette.
Questa sera è arrivato Luca, domani consegna la tesi e così sembra archiviato questo periodo un pò altalenante per lui...volevo preparargli qualcosa che gli piacesse davvero, e mi sono ricordata delle sue chiacccherate con la Bea (http://didithegeek.wordpress.com) sui piatti liguri, avendo entrambi le stesse origini... che coincidenza!
Fidanzato e migliore amica originari delle stesse parti...per fortuna però, nessuno dei due spilorci :) Così mi sono ricordata che era andato in brodo di giuggiole completo quando questa primavera eravamo a Squisito, la manifestazione enogastronomica che si tiene ogni anno a San Patrignano e un forno produceva la farinata, un impasto di farina di ceci e acqua cotta al forno a legna. E questa idea mi è rimasta in testa per un pò di tempo, fino a che ieri mi è venuta in mente di nuovo, e mi sono detta:
perchè non preparargliela domani sera? Ho così cercato fra le varie ricette del web e creatane una facendo un mix dei dettagli che più mi ispiravano fiducia di una e dell'altra.
E devo dire che il risultato è stato molto soddisfacente. Un gusto nuovo per me, dato che non l'avevo mai assaggiata, e credo sia uno di quei sapori a cui uno si deve un pò abituare in quanto la farina di ceci si sente molto. Luca, soddisfattissimo invece e di conseguenza felicissima anche io.
gli ingredienti sono quanto mai semplici e naturali.

300g farina di ceci
900ml di acqua
Olio evo
Sale, pepe

Porre la farina a fontana in una ciotola capiente e versare a filo l'acqua mentre con uno sbattitore manuale si gira velocemente per evitare che si formino grumi (in caso si formino, passare poi il composto con un colino a maglie fitte).
Lasciare riposare da un minimo di tre ore a un massimo di 10 (io l'ho lasciato dalla mattina alle 8 alla sera alle 8)
Di tanto in tanto mescolare, poi alla fine salare bene e aggiungere mezzo bicchiere di olio e mescolare.
Versare in un cuki di alluminio (dubito che qualcuno abbia in casa un forno a legna) ben oliato e mettere in forno a 220gradi x 40 minuti fino a che non si formi una crosticina in superficie che la renderà croccantissima.
A freddo aggiungere sale e pepe macinato fresco....
La ricetta sarebbe finita qui, Luca però mi ha suggerito che la sua preferita è fatta tipo pizza, ovvero...tenendo per buono questa ricetta, non appena si sia formata la crosticina basta aggiungere e spalmare sopra passata di pomodoro (salata precedentemente -io ho aggiunto anche il solito cucchiaino di zucchero per togliere acidità alla passata).
Infine aggiungere lo stracchino che si scioglierà poi in forno meravigliosamente.

Buon appetito!

martedì 12 ottobre 2010

Gelato casalingo agli amaretti


Oggi sono in vena di ricette, anche perchè visto il weekend imminente a Siviglia, so già che al mio ritorno vi tampinerò di foto di tapas svariate e paella e queste preziose e buonissime ricette sperimentate fin'ora finirò per scordarmele.
Questo gelato, o anche semifreddo, diciamo che può avere entrambe le valenze, è un ricordo infantile a cui non rinuncerò mai. Lo faceva una o due volte l'anno la migliore amica di mia nonna, Livia. Ce lo portava, ricordo ancora, avvolto nella carta argentata che sapientemente aveva adagiato dentro uno stampo per semifreddo e poi, una volta solidificato lo staccava e ce lo portava.
Si tratta di un gelato agli amaretti, di facilissima preparazione e soprattutto infallibile come ricetta. E soprattutto buonissimo.
Dicevo che può essere servito sia come gelato sia (appunto mettendolo in uno stampo da semifreddo) essere capovolto e tagliato a fettine non appena tirato fuori dal freezer e servito quindi, come semifreddo.
ma passiamo agli ingredienti:
4 uova
500g di panna
15 amaretti ( da 15 a 30 a seconda del gusto più o meno intenso di amaretti che si vuole dare al gelato)
5 cucchiai di zucchero
cioccolato fondente a pezzetti (quanto se ne desidera, direi 150g vanno benissimo)
polvere di caffè un cucchiaino

Inizialmente montare le chiare a neve, poi sbattere i tuorli con tre cucchiai di zucchero. Montare poi la panna con gli altri due cucchiai di zucchero a meno che non sia panna zuccherata. Successivamente sbriciolare gli amaretti con il mattarello e unirli alla panna, insieme ai tuorli e le chiare montate.
Aggiungere poi al composto la polvere di caffè e il cioccolato a scagliette.
Versare nel contenitore e riporre in freezer per 5 ore prima di servire.


lunedì 11 ottobre 2010

torta di frutta, tanti auguri babbo


torno a ri-aggiornare questo blog con una grande carica.
Il periodo di latitanza è stato frutto di momenti non meravigliosi e di conseguenza la voglia di scrivere e sperimentare c'era poco, anche se non ho mai smesso di scrivere e sognare. Ieri è stato il compleanno del mio babbo, giornata bella e intensa, pranzo all'Osteria di Bacco di Verucchio, dove avevo festeggiato San Valentino.
Tanti sorrisi e risate, molte dovute anche al Sangiovese superiore...ehehe io e la mamma ci abbiamo dato giù pesante :D
pomeriggio familiare e con cugini, amici... tutto perfetto insomma.
per l'occasione io e la mamma abbiamo preparato due meravigliose torte di frutta di cui presto posterò la ricetta, vi posso anticipare che è tratta dal libro "La Cucina Italiana", libro veramente ottimo e che vi consiglio in quanto a preparazione di dolci non sbaglia un colpo. In questo caso ci siamo servite della ricetta di Pan di spagna, crema pasticcera e torna di frutta in generali per quel che riguarda disposizione della frutta, gelatina etc... a prestissimo con gli aggiornamenti, nel frattempo Buona giornata e buon inzio settimana!